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“Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te.” (Is 60,1)
Il Signore sempre bussa al nostro cuore per farci dei doni e io lo ringrazio per questo dono straordinario, la mia vocazione, e soprattutto per avermi chiamata a seguirlo proprio in questa famiglia, dove Francesco e Chiara sono i riferimenti importanti per arrivare alla contemplazione di Gesù Eucarestia. Nel momento in cui ho professato i voti di povertà, castità e obbedienza il mio cuore era in trepidazione, ho sentito una gioia che inondava tutto il mio essere... mentre mi presentavo davanti a Lui e indossavo l'abito, il cingolo e il velo, pensavo a come il Signore si fa piccolo per entrare nel cuore, e come solo Lui rende grande la mia piccolezza. Questo è il vero miracolo che mi fa sentire amata e mi riempie di senso. Come sua collaboratrice cerco di vivere ogni giorno "rivestendomi di luce" per essere il Suo riflesso!
sr Mimoza
Ringraziamo e lodiamo il Signore per il generoso "Sì" di sr Mimoza Asllani, chiediamo l'intercessione di Maria, Madre di Dio, del nostro serafico padre Francesco, della nostra madre Chiara, della Venerabile Madre Serafina Farolfi, nostra fondatrice, e di tutti i Santi, perché la sua vita sia luminosa e gioiosa, segno visibile della presenza di Dio nel mondo.
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Con grande esultanza di cuore domenica 22 novembre, Solennità di Cristo Re dell’Universo, abbiamo vissuto un momento di preghiera e di fraternità molto forte e commovente per la fusione dell’Istituto delle Vergini di San Giuseppe al nostro Istituto.
Dall’Italia e dalle diverse parti del mondo, ove noi Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento viviamo la nostra missione, ci siamo unite in un cuor solo e un’anima sola in collegamento Zoom per abbracciare queste nuove 18 sorelle che entrano a far parte della nostra grande Famiglia Religiosa!
La potenza delle Spirito Santo rinnovi ora il Volto di questa sua Famiglia. Ci insegni la strada della vera comunione e ci faccia custodire l’esigenza dell’unità nella ricchezza della diversità e nella grazia della reciproca appartenenza.
Di seguito il saluto di accoglienza di sr Flavia, nostra Superiora Provinciale.
Bologna, 22 novembre 2020
Carissime Sorelle tutte,
Ringraziamo insieme il Padre nostro celeste, perché oggi ci ha concesso di essere testimoni di una grande grazia, per noi, per la Chiesa, per la comunione dei Santi, perché si realizza un desiderio e una preghiera intima di Gesù, che nel Vangelo di Giovanni rivolge la sua invocazione al Padre: “Padre, che tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità.” (Gv 17, 21-23)
Non per i nostri meriti, ma per sua sola grazia e per un dono che ci ha concesso la Chiesa, nella Chiesa e per la Chiesa, oggi di due siamo diventate “uno”, chiamate a testimoniare insieme e a mostrare al mondo la potenza dello Spirito Santo che è principio, radice e sorgente di unità e di comunione nell’amore.
Con grande gioia accogliamo ciascuna di voi, care Sorelle, prima di tutto nel nostro cuore e poi nella nostra Provincia “Immacolata Concezione” Italia, Spagna e Romania. Insieme a voi desideriamo condividere il nostro essere donne consacrate, il nostro camminare nello stile di Francesco e Chiara di Assisi, sulle orme di Gesù Povero, Crocifisso e Risorto, sentendoci parte e partecipi davvero di una sola grande Famiglia.
E come ci insegna S. Paolo: “Per mezzo di Gesù, possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito” (Ef 2, 18), perché “Egli è Colui che ha fatto dei due un popolo solo” (Ef 2,14).
Che il Signore ci doni oggi e sempre la Grazia di questo giorno e ci aiuti a realizzare il sogno di unità che da tempo nutre per noi!
Sr Flavia Luca
Superiora Provinciale
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MISSIONARIE NEL MONDO... dall'Italia a India, Brasile, Argentina, Bolivia, Spagna, Perù, Romania, Guinea Bissau, Madagascar, Venezuela, Myanmar, Senegal per PORTARE I MISTERI! |
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Nel ricordare le nostre prime Sorelle missionarie partite per l’India il 3 febbraio 1901 ci sembra bello notare come il loro ardente anelito di prendersi cura di popolazioni bisognose e di diffondere in esse l’amore a Gesù Eucaristia, fino anche al sacrificio della vita, sia ancora attuale ed urgente nella Chiesa e nel mondo. Dagli Scritti della Venerabile Madre Serafina Badia di Bertinoro, 12 Agosto 1900 |
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Attività pastorale “Madre Serafina”, cinque anni di missione a Illescas - Toledo (Spagna) Cinque anni son passati da quando abbiamo aperto questa missione in terra di Spagna. Cinque anni in cui abbiamo scoperto nuove povertà, abbiamo dovuto imparare a lasciarci guidare da chi è più avanti di noi in tema di Nuova Evangelizzazione (i sacerdoti diocesani della nostra parrocchia che conoscono la realtà di Illescas da più di vent’anni e la realtà della diocesi da tutta la vita), ci siamo affidate alla Provvidenza di Dio e abbiamo potuto toccare con mano la bontà del Padre, che si prende cura di noi e ci dà ogni giorno quello di cui abbiamo bisogno. Ho parlato di missione… ebbene sì! Illescas, provincia di Toledo, a 35 km da Madrid (Spagna), è terra di missione. L’idea di missione ci porta quasi sempre a paesi poveri dove mancano le cose che nel nostro occidente eccedono. Però proprio per questo eccedere di beni, anche l’Europa può essere vista come terra di missione dove quello che manca, quello che ci siamo persi, è l’Unico Necessario: il Signore Dio, che ha creato l’uomo con amore e per amore, e che l’unico desiderio che ha su di noi è quello di vederci santamente felici. Tutti gli eccessi sono un problema. L’eccesso di povertà, la mancanza di risorse sicuramente sono un grande problema, però lo è anche l’eccesso di ricchezza. Entrambi portano alla morte. I primi alla morte fisica e i secondi alla morte dell’anima. Davanti a questa realtà la Provvidenza di Dio ha pensato a noi, Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, per diffondere e testimoniare il grande amore che il Padre ha per ciascuno dei suoi figli. Seguendo lo stile suggerito da Madre Serafina (nostra fondatrice) siamo andate verso i più poveri e abbandonati per accendere e portare l’amore di Gesù Eucarestia. La semplicità e il sacrificio sono le basi della nostra comunità, attualmente composta da cinque sorelle divise in due diverse realtà. Qui in Illescas, con la semplicità evangelica di Gesù che inviava gli apostoli a due a due, siamo presenti fisicamente Suor Fedele e io, Suor Katja. Grazie alla fede, che muove le montagne, la fraternità affronta ogni giorno il viaggio spirituale, nel senso che siamo unite nello e dallo Spirito. Suor Fedele (83 anni), posso dire che è una vera figlia di Madre Serafina. Testimone autentica e innamorata dell’Eucarestia e delle anime per la quale prega e offre le sue intere giornate a servizio della Chiesa. Io (40 anni), sono la suora che “corre”. Tra un incontro di preghiera con i bambini, con i chierichetti, con i giovani, con le mamme, con i genitori nei momenti forti della liturgia (Avvento e Quaresima), portando la comunione agli ammalati, tra un ritiro e un altro, tra una Celebrazione Eucaristica da animare e un’altra. Le nostre giornate si fanno corte, ci scappano da sotto gli occhi le settimane, i mesi e gli anni. Però vediamo come i giorni, le settimane, i mesi e gli anni sono pieni di Dio, della sua sofferenza, della sua dolcezza, del suo desiderio di raggiungere tutti, nessuno escluso. Illescas è terra di missione perché la scristianizzazione è una realtà che si respira in ogni momento e in ogni tappa della vita. Più di una volta mi è capitato di animare momenti di preghiera con i bambini (qui si chiamano “Oratori”) e sentirmi dire: “mio padre dice che sono tutti racconti. Dio non esiste”. Se Dio non esiste, neanche l’amore esiste, perché Dio è amore. Questo non tocca solo i bambini, tocca anche adolescenti e giovani che cercando l’Amore si ritrovano a saziare i propri desideri, sperimentando una profonda tristezza e solitudine. Le famiglie prese dalle eccessive “necessità” si ritrovano separate. Ci voleva il Coronavirus per passare un po’ di tempo insieme. Gli anziani e gli ammalati, sono quelli che, in questo tempo di pandemia soffrono, moltiplicato per mille, il male della solitudine. Prima del Covid gli ospiti delle due residenze per anziani aspettavano con ansia i giorni in cui ricevevano la visita di Suor Fedele, che ascoltava le loro storie, i loro dolori, le loro fatiche, le loro gioie e anche le loro lamentele. In ogni caso cerchiamo di arrivare dappertutto, e sicuramente con la preghiera arriviamo. Ci piacerebbe poter fare di più, però il Signore si accontenta dei nostri 5 pani e 2 pesci per arrivare dove Lui vuole e quando Lui vuole. A noi solo è chiesto di rimanere nella sua volontà. Ai miracoli ci pensa Lui. Suor Katja |
BERTINORO (FC) 7 MARZO 2021
“Il Signore ci ha guidate in mezzo a voi, per fare esperienza della vostra vita comunitaria di Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento e conoscere se è volontà del Padre Celeste che noi seguiamo Cristo, donandoci totalmente a Lui, con i voti di Povertà, Castità e Obbedienza”.
Con questa richiesta hanno fatto l’ingresso nell’anno santo del Noviziato le nostre postulanti Francesca, Lina e Dalila, durante il quale hanno indossato l’abito della prova del nostro Istituto, in segno della loro maggiore adesione al servizio di Cristo. A loro è stato chiesto di portalo con amore, per ricordare che hanno intrapreso la sequela di Cristo camminando sulle sue orme e aprendo totalmente il cuore a Lui e ai fratelli.
Nel segno del Tau francescano che hanno ricevuto, hanno confermato il loro impegno di vita nella sequela di Cristo povero e crocifisso, nella convinzione profonda che solo nella Croce di Cristo può esserci salvezza per ogni uomo.
Dio Padre, principio e sorgente di ogni santa vocazione, guardi con benevolenza queste sue figlie, che hanno chiesto di essere accolte nella nostra fraternità; imparino a conoscere la Sua volontà, a pregare con cuore puro e mente pura e a servirlo in povertà e umiltà, vivendo come pellegrine e forestiere in questo mondo.
Ed Egli conceda a noi ora di essere con loro “un cuor solo e un’anima sola” nel vivere ciò che Egli stesso ha ispirato nel cuore nostro e loro!
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La Provvidenza è Natura, la Provvidenza è Larghezza, la Provvidenza è Apertura, la Provvidenza è Bellezza, la Provvidenza è Amore, la Provvidenza è Saggezza, la Provvidenza è Onore, la Provvidenza è Ricchezza!
La Provvidenza è attiva quando può esprimersi nelle sue caratteristiche!
Si ha molta gioia quando si riceve, perché scopri che qualcuno ti pensa! Ma c’è molta, molta più gioia nel dare, non solo perché fai felice chi riceve da te, ma perché trasmetti il bene ricevuto e fai felice chi ha fatto felice te!
Il desiderio è quello di farsi prossimi alle tante famiglie in difficoltà in Romania, provvedendo loro con alimenti e ciò di cui manifestano bisogno, ma soprattutto di donare un po' d'amore e così si è pensato di distribuire anche pasti caldi completi di primo, secondo e dolce...
E allora, dopo la settimana di attività con i bambini del Centro Diurno a Braila, i sabati e le domeniche si trascorrono in cucina per la gioia dei poveri… che sono davvero tanti!
"Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore" (Prov 19,17).
A Onești, invece, non potendo fare Pastorale giovanile a causa della pandemia, ci si sta dedicando a famiglie povere con molti bambini.... si preparano scatole e si portano!
Queste sono le due realtà della nostra Provincia "Immacolata Concezione" presenti in Romania.
È una vera missione che si sta portando avanti con fede e con la gioia di far sentire ai poveri quanto Dio li ama!



“Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?” (Sl 115)
Sono davvero tanti i motivi per cui rallegrarci per la festa del 1° maggio, “giorno felice e tutto di Dio”, giorno in cui durante la solenne concelebrazione eucaristica vissuta nella nostra Casa Provinciale a Bologna, presieduta dal nostro Cardinale Matteo Zuppi, insieme, come Chiesa in festa, abbiamo “reso grazie” al Signore per i 123 anni della nascita della nostra famiglia religiosa e abbiamo concluso l’Anno Giubilare nel 50mo Anniversario di erezione della nostra Provincia “Immacolata Concezione” Italia - Spagna - Romania. La presenza del nostro Pastore e guida della nostra diocesi, il suo essere con noi, insieme a tanti altri nostri fratelli concelebranti, è stato segno della vicinanza paterna e della comunione con la Chiesa nella quale il nostro Istituto ha sempre desiderato vivere.
Abbiamo reso grazie per quest’anno vissuto sotto lo sguardo di Maria, per questo anno di grazia, sperimentata soprattutto nella prova della pandemia da Covid-19, che ha colpito l’umanità e alcune nostre comunità. Il nostro “Sì” quotidiano si è fatto preghiera, intercessione intensa e costante. Quanta tenerezza abbiamo ricevuto in questi anni dalla Sua presenza eucaristica, quanta forza dall’intercessione e dalla comunione tra sorelle!
Come “vite feconda”, Egli, Divino Agricoltore, ci ha piantate e si è preso cura di noi…. “Ci ha preparato il terreno, ha affondato le nostre radici e ha riempito la terra… Ha esteso i nostri tralci fino al mare e ora arrivano al fiume i nostri germogli” (cfr Sl 79).
Come famiglia, unite a tutte le nostre sorelle sparse per il mondo nelle 12 Nazioni in cui siamo presenti, che hanno partecipato collegate “a distanza”, ma vicine più che mai nella comunione, insieme a tutti coloro che in questi anni hanno contribuito a scrivere le pagine di questi 50 anni di storia, abbiamo potuto elevare insieme il nostro canto di benedizione per i tanti benefici vissuti, per la Provvidenza che mai è venuta meno, per tanto bene ricevuto e donato nello scorrere del tempo.
Il Signore del tempo e della storia ci conceda ancora di continuare a vivere con passione e freschezza il nostro carisma eucaristico–missionario trasmessoci dalla nostra Venerabile fondatrice M. Serafina Farolfi, e ci conceda ancora di servire i nostri fratelli attraverso il dono di nuovi “germogli” che nasceranno dal grande albero che è la Famiglia francescana e clariana, in cui noi siamo innestate e da cui attingiamo linfa vitale.
Maria Santissima, patrona della nostra Provincia, ci custodisca tutti nel suo Cuore Immacolato!
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Domenica, 13 giugno, nella Chiesa Cattedrale di Bologna, la nostra famiglia religiosa ha vissuto la gioia di accogliere il “per sempre” a Cristo, sposo fedele e pieno di amore, di sr Concetta Amendola. Lei, dopo un cammino di discernimento e formazione, ha emesso davanti a tutta la Chiesa la professione dei voti di Povertà, Castità e Obbedienza nelle mani di sr Flavia Luca, Superiora Provinciale.
Nella sua omelia, il cardinale Matteo Maria Zuppi ha ricordato a tutti i presenti che “il Signore vuole proprio che la terra non resti senza frutti. La vita deve produrre vita, non si vive per se stessi” e la vita religiosa nella Chiesa è una modalità di risposta a questa volontà del Signore. La Vita Consacrata si abbraccia per offrire al Signore tutta se stessa permettendo a Lui di produrre, attraverso di sé, i frutti che desidera.
La consacrata restituisce al Signore tutto quello che ha o potrebbe avere abbracciando la povertà; tutta la sua persona, corpo e anima, con la sua capacità di amare e di essere amata con il voto di castità; e la sua libertà di agire e pensare per obbedire prima di tutto al Signore stesso che, per amore nostro, si è fatto povero, casto e obbediente al Padre. Non si tratta di non possedere, di non amare o di non essere liberi, ma, al contrario, di avere tutto in Dio, di essere liberi per amare tutti quelli che Dio ama e come Dio ama, e di agire e pensare in conformità con la Sua volontà che è sempre volontà di bene e di amore.
La nostra cara sr Concetta, seguendo le orme di Madre Serafina, ha espresso a tutta la Chiesa la sua adesione al piano di amore del Signore per lei, abbracciando definitivamente la Regola di Santa Chiara. Si è impegnata a vivere per Lui unendo alla contemplazione di Lui nel Santissimo Sacramento il servizio ai più piccoli. Ha rivelato la sua scelta definitiva di amare. E, come ha detto il Card. Zuppi, “è proprio la scelta che permette di non perderci […]. La tua sfida, cara Maria Concetta: una scelta "perpetua" di amore. E l’amore si rinnova, si trasforma, ci mantiene giovani, non invecchia, al contrario delle sensazioni che proprio perché sono superficiali diventano povere di vita. L’amore perpetuo ci dona i sentimenti. Troviamo tutto e non perdiamo niente! Se amo qualcuno non perdo più tempo con altro, ma non rinuncio: scelgo l’amore, per vivere quel comandamento del cristiano che è amatevi l’un l’altro”.
Auguriamo alla carissima sr Concetta di permettere sempre più che il Signore la coinvolga nel suo progetto di amore per tutti e che la gioia del "Sì" pronunciato davanti alla Chiesa il giorno della sua professione la possa accompagnare in ogni luogo dove il Signore la porterà e, ovunque, nutrita dalla Sua fedeltà, lei possa far risuonare, nel segreto della sua intimità con Lui, quello stesso "Sì", perpetuo e per amore.
Omelia del Cardinal Zuppi: https://www.chiesadibologna.it/wd-document/messa-con-professione-di-una-clarissa-francescana-missionaria/
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Dal 19 al 23 di giugno a Navamorcuende, in provincia di Toledo (Spagna), insieme ai bambini della parrocchia di Illescas abbiamo realizzato un campo estivo che aveva come tema: “Confía en Él, Él confía en ti” (Ndr. "Confida in Lui, Lui confida in te").
Al campo estivo hanno participato principalmente i bambini del catechismo dagli 8 anni agli 11 anni.
Prendendo spunto dal film “Raya, e l’ultimo dragone”, i bambini hanno potuto riflettere in maniera divertente e dinamica sulla bellezza del Sacramento del Battesimo, sul peccato e la bellezza del Sacramento della riconciliazione, sull’Eucarestia, sulla terza Persona della SS. Trinità, per concludere il cammino parlando della Chiesa nella sua unità.
Come nostri aiutanti speciali c’erano mamme di famiglia, giovani e adolescenti, e, con questi ultimi, abbiamo ritagliato ogni giorno un momento per poterci fermare a riflettere e meditare la Parola di Dio.
Il clima familiare e fraterno che si è creato tra tutti noi ci ha fatto scoprire e riscoprire la bellezza dell’unità vissuta in Cristo, con Cristo e per Cristo.
Sr Katja
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Dopo un altro anno di distanziamento e di incontri online, noi giovani Juniores abbiamo avuto l’occasione di poter vivere un tempo ricco e intenso di formazione, dal 14 Luglio al 16 Agosto 2021, ai piedi del monte della Verna. Giornate scandite dalla preghiera, dalla Parola di Dio e dalla condivisione fraterna.
Dopo la prima settimana trascorsa nella casa di Chiusi della Verna, dal 22 al 28 Luglio abbiamo seguito i passi di San Francesco nella Valle Reatina. Il nostro pellegrinaggio è iniziato dal santuario di Fonte Colombo, luogo di sofferenza fisica e di cura per il poverello di Assisi. La comunità dei frati ci ha accolto e ospitate nella foresteria, luogo di sosta per noi in questi giorni. Ogni giorno celebravamo lodi e messa con la comunità, e a seguire proseguivamo la giornata nei vari santuari francescani della zona: il santuario di Greccio, di Poggio Bustone e la Foresta. In ogni luogo siamo state accolte e guidate da un frate, che attraverso il raccontare dell’esperienza di Francesco ci lasciava parole di riflessione che segnavano la nostra giornata di preghiera, immerse nella natura e nel creato che ci svelano il volto di Dio Padre e Creatore.
Lasciata la Valle Reatina il nostro pellegrinaggio è proseguito verso Assisi. Due giorni favorevoli per ravvivare il nostro carisma francescano visitando i luoghi vissuti da Francesco e Chiara; e per ritrovarsi con le sorelle dell’Eremo delle Carceri alle quale ci siamo unite per la preghiera del vespro e per un momento fraterno.
Rientrando verso Chiusi della Verna abbiamo fatto sosta presso lo Sacro Speco di Narni e il Santuario delle Celle.
Al termine del pellegrinaggio francescano, il giorno 30 luglio, siamo andate nel luogo delle nostre origini, Bertinoro, per trascorrere del tempo insieme alle nostre sorelle più grandi e bisognose di maggiori cure. Come sempre è per noi tutte un ritorno a casa.
La nostra formazione è proseguita con gli esercizi spirituali a Chitignano, dal 2 al 9 Agosto, vissuti insieme alle novizie. Per noi juniores è stato un tempo particolare di silenzio, ascolto e preghiera, in preparazione al rinnovo dei voti vissuto l’11 Agosto durante la celebrazione delle Lodi nella cappella delle stimmate, presieduto dal guardiano della Verna. Per l’occasione si sono unite a noi sr Flavia e sr Vittoria, le sorelle della comunità della Verna, di Chitignano, il noviziato e tutte coloro che hanno potuto essere presenti con noi. Ringraziamo tutte le sorelle che si sono mostrate vicine a noi attraverso la preghiera e messaggi di auguri.
Dal 12 al 16 Agosto, a Chiusi della Verna, abbiamo concluso il nostro tempo insieme continuando con incontri di formazione con un frate del Santuario della Verna sull’enciclica “Fratelli tutti”, preghiera e condivisione fraterna fra noi, e partecipando al triduo in preparazione della solennità dell’Assunta alla Verna predicato dal Cardinale Angelo Comastri.
Ringraziamo il Signore per questo tempo privilegiato di fraternità, di preghiera e di condivisione fra noi sorelle più giovani nel cammino; le comunità nelle quali ognuna quest’anno ha vissuto ed è cresciuta nell’appartenenza all’Istituto; tutte voi sorelle che ci sostenete con la preghiera e con l’esempio di vita nella vostra fedeltà a Cristo, povero e crocifisso.
Un abbraccio fraterno, unite nella preghiera.
Le juniores
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Abbiamo mai pensato cosa significa “essere rivestiti”? Beh qualcuno direbbe: - eravamo vestiti e poi ci siamo vestiti di nuovo - Certamente, ri-vestirsi vuol dire proprio vestirsi di nuovo, ma nel nostro caso è più appropriato dire: vestirsi a nuovo, mettere un vestito nuovo; il vestito della festa, il più bello, il più nuovo.
È ciò che è avvenuto a Tambre, un paesino della provincia di Belluno dove, dal 14 al 21 Agosto, un gruppo di noi suore Clarisse Francescane Missionarie, insieme a padre Luciano Fanin OFMconv, abbiamo fatto un corso di Esercizi spirituali sulle lettere dell’Apostolo San Paolo. Per sette giorni all’alba abbiamo potuto ammirare il rivestirsi della natura sempre più bella: ogni giorno più splendida, ogni giorno più luminosa, e il cuore si riempiva di pace. Si respirava profondo con la sensazione netta di percepire la presenza bella e splendida del Creatore e quella presenza veniva trasmessa a noi attraverso il Creato.
Tra tutte le espressioni che l’Apostolo delle Genti usa quando parla della relazione che deve stabilirsi tra noi e Gesù, una delle più belle è proprio questa: “…poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo” (Gal 3,27).
Dunque il vestito nuovo, il vestito della festa per noi è Cristo! Ma Cristo è luce, Cristo è via, è verità, Cristo è Uno con il Padre per mezzo dello Spirito, Cristo è lo Splendore del Padre e noi, essendo battezzati, ci siamo rivestiti di Lui. Orbene, ci auguriamo di trasmette ad ogni creatura che incontriamo la gioia di appartenere al Dio della Bellezza, al Padre della Misericordia e che chiunque si avvicina a noi possa sentire almeno un po’ di quel profumo di Cristo, che è profumo di pace di armonia e di unità. Proprio questa armonia e unità a Tambre l’abbiamo vissuta insieme alle carissime sorelle della comunità di Ravenna, che il Signore ci ha donato.
A Padre Luciano un grande GRAZIE per il Pane della Parola e alle nostre nuove carissime sorelle un altrettanto grazie per la squisita accoglienza e gentilezza usata nei nostri confronti.
sr Clorinda
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Alla fine dell’esperienza, i giovani insieme ai frati e alle suore hanno attraversato il portone della Chiesa del Santuario di Bitetto nel giorno del Perdono di Assisi. Così, il 2 agosto il bastone del beato Giacomo si è moltiplicato ancora una volta perché ogni partecipante ne ha ricevuto uno, come a dire che il cammino non era finito, ma appena iniziato! Tutto questo ricordava che il cammino è condivisione, e la condivisione è già l’inizio del paradiso. Quindi, come diceva il beato: “ite secure”, andate sicuri verso il paradiso!
Cinzia
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Queste le parole chiave di questi giorni vissuti a Bologna, da mercoledì 08 a domenica 12 settembre 2021, per la verifica del Capitolo avvenuto agli inizi del 2019 ed il Convegno annuale delle Superiore.
Tutte le Comunità della Provincia “Immacolata Concezione” Italia – Spagna – Romania, erano rappresentate almeno da una sorella Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento, con la gioia ed il desiderio di voler cambiare e di fare insieme un serio rinnovamento.
Ad aprire i giorni del Convegno la straordinaria presenza di fra Giampaolo Cavalli ofm, che con la sua semplicità e chiarezza ci ha presentato un metodo di lavoro, un processo formativo che prevede tre punti:
- VEDERE quello che siamo oggi con i limiti e le possibilità, costruendo una visione d’insieme, cercando di vivere in maniera diversa il nostro tempo
- VALUTARE quali sono gli elementi che hanno guidato le nostre scelte finora, camminare puntando alla periferia, alla debolezza ed alla fragilità
- SCEGLIERE di cambiare, di attivare processi di trasformazione.
Questo tempo che stiamo vivendo ci chiede di fare un serio discernimento e di non dare risposte pronte, ma di ascoltare le domande. E con attenzione e partecipazione, tutte le sorelle presenti hanno ascoltato sr Flavia Luca, la Superiora Provinciale e le sorelle del Governo nella lettura della Relazione della Provincia, della sua vita di questi due anni e mezzo sui vari aspetti: la preghiera, la vita fraterna, la missione, la formazione ed il servizio dell’autorità.
E poi.. tutte al lavoro nei gruppi, dove con schiettezza ed autenticità si è cercato di dare tutte il proprio contributo, riportato poi in assemblea. Nascono nuove proposte, nuovi suggerimenti per il nostro camminare insieme, illuminate e guidate dalla luce del Vangelo!
Le nostre giornate sono state scandite da tanta preghiera, come la Celebrazione Eucaristica con l’Adorazione ogni giorno, il Rosario meditato… e da tanta fraternità e ci siamo sentite più unite, desiderose di crescere nell’appartenenza a questa nostra stupenda Famiglia Religiosa di CFMSS.
L’ultimo giorno poi le sorelle del Governo Provinciale: sr Vittoria, sr Sara, sr Antonella e sr Elisabetta ci hanno presentato il nuovo programma dell’anno 2021-2022: “LA COMUNICAZIONE AL SERVIZIO DELLA COMUNIONE” con tante iniziative di cui farne tesoro per il tempo che si apre davanti a noi.
Ed ora, tutte rientrate nelle nostre fraternità cercheremo di vivere e di mettere in pratica, con l’aiuto di Dio la grazia ricevuta, con l’animo grato a Lui ed a tutte le nostre sorelle che hanno reso possibile questo straordinario incontro di famiglia.
sr Sabrina
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Nel Monastero Carmelitano di Luncani (Bacău-Romania), come ogni anno, si è svolto un corso di esercizi spirituali per giovani, organizzato dalla Conferenza dei Superiori Maggiori della Romania (CSMR). Quest’anno il tema era “Cercatori di acqua viva”, e dal 31 agosto al 4 settembre 2021 dodici giovani si sono messi in cammino come degli esploratori per scoprire la fonte di vita che sgorga dall’Eucaristia.
Immersi nella natura e circondati dalla premura della comunità che ci ha ospitato, i giovani e noi animatori abbiamo approfondito il significato delle diverse parti della Santa Messa. L’impegno di osservare il silenzio e di seguire tutti i momenti proposti è stato ricompensato con un’esperienza profonda. Andare con gioia all’incontro con Cristo, lo Sposo, lasciarsi abbracciare e perdonare, ascoltare la sua Parola, entrare in dialogo con lui e portargli con il pane e il vino tutto ciò che stiamo vivendo perché Lui ce lo ridoni trasformato in vita nuova.
Ringraziamo il Signore, che ha riempito i nostri otri con l’acqua viva e chiediamo a Lui la grazia di poterla condividere con ogni assetato!
A esercizi conclusi abbiamo condiviso la nostra esperienza riassumendola in poche, ma intense parole…
“In uno di questi giorni ho avuto la possibilità, in un esercizio meditativo, di mettere le mani sull’altare e ha fatto una forte esperienza spirituale e fisica, il calore di Dio mi ha pervaso”. (Ana-Maria)
“In questi esercizi ho potuto sentire la libertà; ho sentito che sono parte della creazione di Dio. Ho capito che sono unita con la natura”. (Bianca)
“Quando ho fatto l’esercizio di visualizzare un testo biblico ho sentito davvero che faccio parte dell’azione, vivendo ogni sentimento dei personaggi coinvolti, come se fosse successo proprio in quel momento”. (Andreea)
“Mi toccano sempre gli incontri con giovani che si aprono a Dio e sono molto impegnati nelle proposte che noi animatori facciamo loro. Mi sento un privilegiato”. (Fr. Fabian, FMS)
“Qui l’anima parla più della bocca, il cuore si sente a casa e noi siamo nelle braccia di Dio”. (Oana)
“Ho trovato ciò che la mia anima cercava, dopo tanto chiasso e agitazione e dopo un lungo periodo passato senza pensare intensamente a Dio. Ho riconosciuto che non conoscevo molto bene Gesù, nonostante abbia vissuto nella Chiesa”. (Selina)
“In questi giorni ho capito meglio che cosa significhi veramente la Santa Messa e che non vado solo per esserci stato, ma per vivere più vicino a Cristo”. (Denisa)
“In questi giorni ho sentito con più forza la presenza di Dio nella mia vita, e le testimonianze di vita mi sono rimaste come esempi di coraggio e perseveranza nel progetto che Dio ha per ciascuno di noi”. (Loredana)
“In questi giorni di esercizi spirituali ho fatto veramente esperienza della presenza di Dio. Quando ho baciato l’altare, infatti, ho baciato Cristo. Mi ha preso un’emozione che mi ha fatto piangere”. (Marius)
“Questi esercizi mi hanno fatto sentire più vicino a Dio e mi hanno aiutato a conoscermi meglio; mi hanno aiutato ad ascoltare il mio cuore e a fare pace con me stessa. Il silenzio durante gli esercizi era qualcosa di particolare”. (Emma)
sr Angela
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Quando l’amore ferisce. È stato il titolo dei due giorni, 18 e 19 settembre, che abbiamo vissuto a La Verna con giovani provenienti da diverse parti d’Italia, in occasione della festa delle Stimmate.
Su questo Santo Monte, quasi 800 anni fa, sale un Francesco provato nel corpo e ferito nell’anima. Qui, nella solitudine e nella preghiera, egli incontra Gesù crocifisso ed esce da questo incontro totalmente conformato a Lui, portando nella sua carne le sue stesse ferite, ferite che sono segni d’amore.
L’esperienza di Francesco ancora interpella tanti uomini e donne… e tanti giovani, che sono saliti al Santuario portando le loro sofferenze e speranze, cercandone, come Francesco, un senso.
In questi due giorni, organizzati dai Frati Minori della Provincia Toscana, affiancati da diverse famiglie religiose femminili, i giovani sono stati accompagnati con momenti di catechesi, di testimonianza, di preghiera, di fraternità e di silenzio, a scoprire che l’amore, l’amore vero, non è un “bel sentimento”, ma qualcosa di molto, molto più profondo, concreto e incisivo… partendo dalla consapevolezza delle nostre ferite, ricevute e procurate, da Chiusi della Verna siamo saliti insieme, nella notte, al Santuario, per arrivare alla Cappella delle Stimmate e infine in Basilica. Qui abbiamo avuto la possibilità di vegliare davanti all’immagine del Crocifisso di San Damiano, e così spostare lo sguardo dalle nostre ferite alle Sue, lasciando che fosse il Suo Amore a parlarci, a consolarci, ad insegnarci cos’è l’Amore vero. Allora quelle ferite diventano brecce, spazi d’amore in cui accogliere i fratelli e le sorelle, segni che ci rendono belli, perché un po’ più simili al Signore Gesù.
Rendiamo dunque grazie al Padre delle Misericordie per il dono del suo servo Francesco, per il dono di questo Monte Santo, per il dono della vita consacrata e per il dono di tanti giovani che, ancora oggi, desiderano vivere in pienezza e trovano il coraggio di mettersi in cammino!
sr Daniela
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Venerdì 24 settembre 2021, siamo giunte nel primo pomeriggio a Bologna, in piazza Maggiore, al Festival Francescano, quest’anno dal tema “ECONOMIA GENTILE – il mondo è di tutti”.
A causa del COVID-19, che ha limitato l’utilizzo dei vari stand in piazza, il nostro punto di incontro con la gente è stato lo stand “CAFFÈ CON IL FRANCESCANO” dove a turno abbiamo offerto i caffè ai passanti che lo richiedevano. Questo ci ha dato l’occasione di incontrare tante persone che con la scusa di un caffè si sono avvicinate a noi. Tra tanti, ci sono stati dei ragazzi che ci hanno chiesto preghiere per i loro cari, o altri, che incuriositi ci hanno chiesto il perché della nostra scelta di consacrazione. È sempre sorprendente incontrare giovani che non sono del tutto indifferenti e constatare come la nostra semplice presenza provochi in loro la curiosità della nostra fede e della nostra scelta di vita. Questi incontri sono per noi una spinta per metterci sempre più in discussione e trovare le motivazioni profonde della nostra chiamata.
Nella serata del venerdì, abbiamo partecipato ad un evento organizzato, chiamato “LUCE NELLA NOTTE” in cui insieme ai frati, alle suore francescane di altri Istituti e ad altri ragazzi della Gi.Fra. abbiamo invitato i tanti giovani presenti sulle strade, ad entrare nella chiesa S. Francesco per incrociare e sostare dinanzi allo sguardo del Crocifisso di San Damiano, lo stesso che ha radicalmente cambiato la vita del Poverello di Assisi. Molti sono stati i giovani che hanno accolto l’invito e apprezzato questa iniziativa poiché è per loro un segno concreto di Chiesa in uscita. Nonostante parecchi abbiano rifiutato l’invito, non ci siamo lasciati scoraggiare ed abbiamo continuato ad essere “portatori di luce” nella notte bolognese fino a tarda serata. Siamo certe che tanta grazia ha operato attraverso di noi quella sera.
Le conferenze che abbiamo ascoltato durante questi giorni sono state molto interessanti. Tra le più partecipate ricordiamo quella del Cardinale Zuppi, Cecilia Strada (figlia di Gino Strada fondatore di “Emergency”), padre Alex Zanotelli e don Luigi Ciotti. In maniera molto incisiva e con tanta passione, hanno provato a scuotere le nostre coscienze affinché tutti possiamo davvero cominciare a cambiare il nostro stile di vita per vivere nel mondo come una grande casa comune, abitata da ogni persona interconnessa con l’altra, in cui ognuno è corresponsabile dell’altro e del Creato. Ogni parola, ogni sguardo incrociato, ogni evento vissuto ha colmato il nostro cuore di gioia ed entusiasmo per continuare con più carica il nostro cammino e vivere la nostra quotidianità con gesti più concreti e umani. Grazie.
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Un rapporto speciale con Gesù
Il fondamento evangelico della vita consacrata, secondo l’Esortazione apostolica Vita Consacrata, va cercato nel rapporto speciale che Gesù, nella sua esistenza terrena, stabilì con alcuni dei suoi discepoli, invitandoli ad accogliere il Regno di Dio nella propria vita, a porre la propria esistenza a servizio di questa causa, lasciando tutto ed imitando da vicino la sua forma di vita (1). La vita consacrata, voluta da Gesù stesso, è parte integrante della vita della Chiesa e, pertanto, non potrà mai morire né mancare nella Chiesa. Alla luce di queste premesse, nasce questa riflessione circa il rapporto tra la vita monastica e la vita religiosa apostolica, entrambe in intima relazione con la missione della Chiesa nel mondo.
Innanzitutto, proviamo a rivisitare le due forme di vita, raccogliendo dalle indicazioni del Magistero gli elementi essenziali che le caratterizzano, per poi coglierne il punto d’incontro attraverso lo sguardo missionario.
Il cammino di ogni vita consacrata, nella prospettiva della fede e della chiamata vocazionale, è tendere alla santità. Il consacrato è chiamato ad essere luce che brilla sul monte, attraverso le preghiere che salgono a Dio come incenso o sulle strade del mondo, illuminando ogni angolo delle più oscure periferie, soprattutto in quest’epoca di rapidi cambiamenti. Nella misura in cui il/la consacrato/a vive una vita unicamente dedita al Padre, afferrata da Cristo, animata dallo Spirito, egli/ella coopera efficacemente alla missione del Signore Gesù, contribuendo al rinnovamento del mondo.
Vita monastica, una città sul monte
La vita monastica si configura con uno stile proprio, che è profezia e segno per la Chiesa e l’intera umanità, sviluppando una straordinaria efficacia apostolica e missionaria. Le comunità contemplative, nel silenzio del claustro, non propongono una realizzazione più perfetta del Vangelo ma, attuando le esigenze del Battesimo, costituiscono un’istanza di discernimento e convocazione a servizio di tutta la Chiesa (2).
Il mondo e la Chiesa, afferma Papa Francesco, hanno bisogno di voi, come “fari” che illuminano il cammino dell’umanità del nostro tempo. Voi continuate a stare nel mondo, senza essere del mondo presentando al Signore i suoi timori e le sue speranze, le sue gioie e le sue sofferenze. “Quanta efficacia apostolica si irradia dai monasteri attraverso la preghiera e l’offerta! Quanta gioia e profezia grida al mondo il silenzio dei chiostri” (3)!
La missione: dimora di Dio tra gli uomini
Dall’altra parte, la vita religiosa apostolica “è una testimonianza splendida e varia, nella quale si rispecchia la molteplicità dei doni elargiti da Dio ai fondatori che, aperti all’azione dello Spirito Santo hanno saputo interpretare i segni dei tempi e rispondere in modo illuminato alle esigenze via via emergenti” (4). Oggi, in questo “andate” di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa. Tutti siamo chiamati a questa nuova “uscita” missionaria (5), dove la missione sia centrata in Gesù Cristo, in un impegno sempre crescente verso i poveri. In ogni epoca il consacrato continua a specchiarsi nel Signore Gesù, alimentando nella preghiera una profonda comunione di sentimenti con Lui, affinché tutta la sua vita sia pervasa dallo spirito apostolico e tutta l’azione missionaria sia compenetrata di contemplazione (VC 9). Infatti, la vita non ha una missione, ma la vita è missione sulla terra.
Nella casa di Marta e Maria
La vita missionaria sarà tanto più feconda, quanto più sarà unita al Signore. Qui possiamo cogliere il punto di incontro tra le due forme di vita: Marta e Maria che abitano nella stessa casa.
Nella vita quotidiana, infatti, ci troviamo spesso di fronte alla sfida di far abitare armoniosamente, nella stessa casa, Marta e Maria. Di vivere “una vita di orazione e contemplazione che non ci renda indegne dell’apostolato, e un apostolato che non ci impedisca la contemplazione”(6), come scrisse Serafina Farolfi, fondatrice del XIX secolo. Ella seppe unire la contemplazione all’azione, assumendo per l’Istituto nascente la Regola di Santa Chiara, in una forma di vita eucaristica-missionaria. L’ideale e la spiritualità di Madre Serafina possono sintetizzarsi nel binomio azione-contemplazione, che ciascuna Clarissa Francescana Missionaria del Santissimo Sacramento è chiamata ad incarnare nella sua esistenza.
A tal proposito, la Lumen Gentium, al n. 46 afferma che “i religiosi pongano ogni cura, affinché per loro mezzo la Chiesa abbia ogni giorno meglio da presentare Cristo ai fedeli e agli infedeli: sia nella sua contemplazione sul monte, sia nel suo annuncio del regno di Dio alle turbe, sia quando risana i malati e gli infermi e converte a miglior vita i peccatori, sia quando benedice i fanciulli e fa del bene a tutti, sempre obbediente alla volontà del Padre che lo ha mandato”.
Pertanto, il punto di partenza e di arrivo, per un vero e fecondo rapporto tra vita contemplativa e vita missionaria, è proprio Gesù che, contemplando il volto del Padre sul monte, si trasfigura (Lc 9, 29) e poi, con l’unzione dello Spirito, annunzia ai poveri un lieto messaggio (cfr. Lc 4, 18).
La chiamata missionaria, propria di ogni battezzato e affidata in modo particolare ad ogni persona nella vita religiosa apostolica, non può sottrarsi dal rapporto intimo con il Padre che invia in missione. Essere pellegrini e forestieri nelle periferie del mondo comporta anche abitare il confine più intimo della contemplazione: “Se non ci formiamo lo spirito ai piedi del Tabernacolo, la nostra missione riesce dannosa, anziché utile”.
A noi è chiesta l’umiltà per accogliere la propria piccolezza perché senza di Lui, non possiamo far nulla. Se non alimentiamo il nostro cuore con il calore dell’amore e della tenerezza del Signore, non sarà possibile infiammare il cuore degli altri (7). Siamo chiamati, dunque, a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione (8).
“Il Signore sia sempre con voi ed Egli faccia che voi siate sempre con Lui” (9).
Sr Laura Santos de Oliveira
(1) Cfr. Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale Vita consecrata. La vita consacrata e la sua missione nella chiesa e nel mondo Vita Consacrata, 14
(2) Cfr. Vultum Dei Quaerere, 4
(3) Vultum Dei Quaerere, 5
(4) Cfr. Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale Vita consecrata. La vita consacrata e la sua missione nella chiesa e nel mondo, n. 9
(5) Evangelii Gaudium, 20
(6) Madre Serafina Farolfi, fondatrice Suore Clarisse Francescane del SS. Sacramento, nel 1989, Bertinoro
(7) Cfr. Gaudete Et Exsultate, 151
(8) Cfr. Gaudete Et Exsultate, 26
(9) Benedizione di S. Chiara 16 (FF 2858)
“Ed egli si alzò e lo seguì”: con questa frase ci siamo incamminate verso l’ingresso in postulato, consapevoli che la nostra vocazione è iniziata con un invito di Gesù che è passato nella nostra quotidianità. Una quotidianità fatta di tanti impegni e di lavoro, di gioie e di fatiche, ricca di incontri, di relazioni e anche di svago. Una quotidianità come tante, in cui però non alzavamo mai gli occhi dal nostro “banco delle imposte” perché non avevamo ancora incontrato lo sguardo di Dio. E in quello sguardo pieno d’amore è risuonato l’invito: “Seguimi”. Una parola che nelle nostre vite si è declinata in modo diverso, ma che ha portato entrambe a sollevare lo sguardo e a lasciare quel banco delle imposte, certe di aver lasciato il nulla e di aver trovato Colui che è il Tutto.
Così, di passo in passo, tra resistenze, ribellioni e paura ma anche con desiderio, fducia e amore ci siamo ritrovate a camminare dietro a Lui e a vivere il tempo dell’accoglienza stabile, quando abbiamo risposto per la prima volta alla nostra chiamata. Il tempo è trascorso velocemente, e il 16 settembre 2021, con i primi vespri delle Stimmate, abbiamo detto il nostro primo “sì” ufficiale alla presenza della comunità. È con forte trepidazione che abbiamo vissuto le ore precedenti alla cerimonia, perché l’attesa è sempre segno di qualcosa che si aspetta e che tanto si desidera. Nel cuore portavamo il ricordo di tutti i passi percorsi fno a quel momento e un’emozione grande, indescrivibile a parole, per quel “sì” da pronunciare davanti allo sguardo amorevole del Signore e alle sorelle che ci hanno fatto sentire parte della famiglia fin dal primo momento.
Abbiamo provato una grande gioia quando abbiamo detto il nostro “eccomi” nella cappella, consapevoli che è il primo di un lungo cammino e che la nostra risposta, per essere autentica, dovrà essere rinnovata ogni giorno e in ogni momento. Ci siamo sentite piccole nel nostro piccolo “sì”, ma custodite dalle sorelle e accarezzate dallo sguardo di Dio, che ci ha chiamate senza alcun merito. Allora ci siamo affidate a Gesù, all’amore eterno di Dio che si fa piccolo in ogni piccola storia, e che nella nostra povertà fiorisce e fa meraviglie.
Quali fatiche e quali gioie ci aspettano non lo sappiamo, ma siamo certe che sostenute dal vostro aiuto e dalla vostra presenza fraterna potremo comprendere meglio dove il Signore ci chiama a servirlo. È proprio al futuro che guardiamo, pronte a metterci a disposizione per camminare insieme sugli insegnamenti di San Francesco, Santa Chiara e Madre Serafina.
Perché oltrepassare è dire: “sì, eccomi!”.
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Braila, ottobre 2021
Carissimi Amici,
l’estate è ormai passata e si è già ripreso un nuovo anno scolastico con tanto entusiasmo da parte nostra e dei bambini.
Tanti di voi ci seguono sui social e hanno visto attraverso foto e video la nostra estate, ma oltre alle foto e ai video, desideriamo aggiungere qualche parola e raccontarvi ciò che sta dietro a ogni scatto.
L’estate 2021 è stata molto ricca di eventi, attività, persone nuove che hanno varcato la nostra porta per conoscerci e vecchi amici che sono passati a salutarci. Non possiamo far altro che ringraziare il Signore per ogni persona che abbiamo incontrato e che ci ha portato una novità.
In modo speciale ricordiamo gli amici attori che sono venuti a fare un corso di teatro ai bambini per tutto il mese di luglio... crediamo che sia stata un’esperienza indimenticabile per i nostri bimbi! Questo nuovo incontro ci ha permesso inoltre di conoscere altri nostri benefattori locali che ci hanno ospitato nella loro piscina in centro a Braila due volte a settimana durante tutta l’estate, permettendoci di trovare un po’ di refrigerio nella calura estiva... un’occasione bellissima per i nostri bambini che hanno imparato anche a nuotare o per lo meno a vincere la loro paura dell’acqua!
Tuffo dopo tuffo, settimana dopo settimana, siamo riusciti ad organizzarci per andare al mare e in montagna a piccoli gruppi, facendo l’esperienza del treno e di tante ore di viaggio... ma ne è valsa proprio la pena! Abbiamo visto la gioia nei loro occhi, lo stupore di vedere la vastità del mare e l’immensità del cielo, i panorami mozzafiato della montagna che sovrasta la vallata.
Il nostro cuore si è riempito di mille emozioni e della contentezza inesprimibile dei nostri piccoli amici che hanno fatto esperienza della bellezza del mondo.
Tutto ciò si è unito a tante altre cose belle che ci danno conferma di camminare nella Volontà di Dio: prima di tutto stiamo vedendo che nonostante il tempo difficile che stiamo vivendo legato alla pandemia, il vostro sostegno non viene meno e questo è segno della grande Provvidenza di Dio che non ci abbandona, inoltre ci sono tanti nuovi amici che desiderano occuparsi di questa nostra famiglia e sostenere le nostre attività, alcuni dei quali sono in loco... ciò ci apre il cuore perché sentiamo che anche la terra rumena sente la necessità di andare incontro alle situazioni di povertà del Paese, con le risorse che ci sono... poche o molte non importa, perché il Signore guarda il cuore di ciascuno di noi e si rallegra per ogni gesto di bontà sincera.
Un’altra bella novità che stiamo vedendo è che alcuni genitori dei nostri bambini stanno trovando lavoro e riescono a mantenerlo... ciò ci dà speranza che possa migliorare la qualità di vita delle famiglie che stiamo seguendo!!! Ma non finisce qui... abbiamo chiesto e ricevuto l’autorizzazione da parte dei servizi sociali di aumentare il numero dei beneficiari del Centro e quindi potremo accogliere fino a 32 bambini... e aiutare quindi un numero più elevato di famiglie!!!
Il nostro desiderio è che questi bambini imparino a amare la loro terra, le bellezze del loro Paese e da grandi non sentano il desiderio di lasciare le loro radici e la loro famiglia per trovare un posto vivibile nel mondo... la Romania è una terra bella, ma purtroppo non sempre amata, perché non la si conosce veramente. Le nostre attività per quest’anno saranno così incentrate sulla scoperta di questa terra e se a Dio piacerà cercheremo di viaggiare un po’... con i mezzi semplici di cui disponiamo... i piedi, il treno... e ogni tanto le quattro ruote!!!
Desideriamo che ci accompagniate nelle nostre avventure e, se non sarà possibile di persona, vi regaleremo qualche scatto e video, per cui... seguiteci se facebook!
Grazie ancora di cuore per tutto ciò che fate per noi. Vi ricordiamo al Signore affinché vi doni ciò di cui avete bisogno e possiate sentire la sua Pace.
Ricordate che vi aspettiamo presto a casa nostra!!! Se avete bisogno di un motivo, ve ne possiamo dare più di 32!!!
Buona vita!
Suor Nicoleta e suor Michela
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Roma - Pantan Monastero, ottobre 2021
La nostra nuova avventura è iniziata da una proposta dell'equipe scolastica e missionaria delle suore Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento che coinvolge tutti i bambini delle nostre scuole.
I primi giorni di settembre noi sorelle della fraternità di Roma - Pantan Monastero, al momento di presentare la programmazione pastorale della Scuola "Oasi Madre Serafina", in modo semplice e puntuale abbiamo condiviso il progetto pensato per arricchire i tempi forti del nuovo anno scolastico al Collegio Docenti e la proposta è stata ben accolta da tutti!
Lunedì 4 ottobre, Solennità di San Francesco d'Assisi, abbiamo aperto ufficialmente il Mese missionario!
Per prepararci a celebrare bene questa grande festa, abbiamo ricordato insieme i nostri santi patroni, Francesco e Chiara d'Assisi, prendendo spunto dalla loro vita che si è fatta donazione ai fratelli e missione per i più poveri. Per ogni classe nei giorni precedenti era stata sorteggiata una nazione, che è stata poi studiata e conosciuta attraverso un buon lavoro di approfondimento svolto dagli insegnanti. I bambini hanno quindi preparato un cartellone che rappresentasse il Paese assegnato e, attraverso il lavoro svolto in classe, hanno capito che in ogni angolo della Terra c'è bisogno di Pace, Comunione e Solidarietà! Ma non solo... siamo consapevoli che in qualche modo anche noi possiamo aiutare a costruirle, anche se da lontano, con un abbraccio grande che va da Est ad Ovest del mondo.
Con tanto entusiasmo è stato così presentato il progetto a tutti i bambini: abbiamo proiettato loro un video, poi letto e fatto nostro l'appello delle nostre Sorelle dell'Equipe Missionaria della nostra Provincia "Immacolata Concezione" (Italia-Spagna-Romania), che ci propongono di diventare dei #missionaridisperanza, prendendoci cura di alcuni bambini che si trovano nelle zone povere dell'India e del Brasile, dove ci sono altre sorelle CFMSS che svolgono il loro servizio per la gioventù più povera e abbandonata. Naturalmente la lettera dell’Equipe Missionaria, diretta ai bambini delle scuole, è stata al centro dell’attenzione e della nostra celebrazione... una delle nostre maestre l’ha letta con una simpatica intonazione che ha catturato l'attenzione dei bambini!
Questo primo incontro si è svolto nel piazzale davanti alla porta della nostra Chiesa, dove abbiamo posto, davanti a grandi stoffe che facevano da tende,i quadri di San Francesco e Santa Chiara, che ci hanno testimoniato con la loro vita quale sia il vero valore della fratellanza, inoltre abbiamo voluto ricordare tutti i popoli della Terra con costumi e elementi tradizionali provenienti da tutto il mondo: Messico, India, Africa, Cina, Brasile...
Per concretizzare la nostra solidarietà, ad ogni classe è stata consegnata una cassettina/salvadanaio e tutti ci siamo impegnati a:
- aiutare le missioni del Brasile e dell’India, proposte dalla lettera ascoltata;
- rispettare la natura, l'ambiente che ci circonda;
- praticare il perdono e la pace, per noi, per la scuola, per le nostre famiglie.
Le Sorelle della Comunità infine hanno voluto fare un omaggio ad ogni docente regalando a ciascuno il libro serafiniano "Amare, Agire, Educare", scritto da Matilde Parenti: un tesoro preziosissimo con ricchi spunti umani, spirituali e pedagogici.
Questa prima tappa del progetto UN ABBRACCIO DA EST AD OVEST DEL MONDO è stata coinvolgente. La liturgia, animata con canti francescani, è stata molto partecipata; i bambini hanno accolto la Parola di Dio con un attento ascolto del Vangelo (Matteo 6,1-6.16-18), che hanno trasformato in vita attraverso le preghiere dei fedeli preparate da loro; naturalmente per i più piccoli della Scuola dell'Infanzia la proposta è stata semplificata e realizzata in un secondo momento, anche per rispetto alle norme anti Covid. Il tutto si è concluso con un intervento della Dott. Alessandra Martinelli, nostra Amministratrice scolastica, che ha approfittato per augurare a tutti un buon anno scolastico.
Ringraziamo per tutto ciò innanzitutto il Signore, che ci ha regalato questo nuovo inizio (dopo tanto tempo di impedimento, a causa della pandemia), poi la comunione tra noi sorelle CFMSS e la disponibilità da parte di maestri, alunni e genitori.
Auguriamo a tutti che San Francesco d'Assisi ci sia SEMPRE di esempio per trovare il cammino della PACE!
La fraternità di Roma - Pantan Monastero, Scuola "Oasi Madre Serafina"
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Santa Chiara nei suoi Scritti, richiamando il tema dello specchio, invita alla contemplazione quotidiana cercando non la nostra immagine, ma quella di “Colui che è figura della divina sostanza”.
La manifestazione del volto di Dio ricorre spesso nella Sacra Scrittura e, in particolare, nei salmi come espressione di un’esperienza spirituale unica e intensa dell’uomo che cerca Dio e sta alla Sua presenza. “Mi sazierò della tua immagine”, dice il salmista. La contemplazione del volto di Dio ci sazia e ci salva: “fa splendere il tuo volto” (Sal 31, 17) e noi saremo salvi (Sal 80, 4).
Per approfondire l’argomento circa la dinamica “dell’essere desiderante”, che brama contemplare il volto di Dio e dissetare l’anima all’Unico e Sommo Bene, si propone de seguito un approccio secondo la spiritualità clariana, attraverso l’immagine dello specchio.
Di Santa Chiara si dice che fu “nobile di nascita, più nobile per grazia; vergine nel corpo, purissima di spirito; giovane di età, matura per saggezza; costante nel proposito, ardente ed entusiasta nell’amore a Dio; piena di sapienza e di umiltà; Chiara di nome, più chiara per vita, chiarissima per virtù” (1Cel VIII,18: FF 351). E riguardo alle Povere Dame di San Damiano, Tommaso da Celano scrisse: “hanno meritato di elevarsi alle altezze della contemplazione, ed è in questa che esse imparano ciò che devono fare ed evitare, e gustano la felicità di stare nell’intimità con Dio, perseverando il giorno e la notte nelle lodi e preghiere (1Cel VIII,20: FF 352).
Chiara, nella sua sensibilità femminile, guidata dallo Spirito, propone ad Agnese di Praga, di portare ogni giorno l’anima nello specchio senza macchia – Gesù – e di scrutare in esso continuamente il suo volto, perché possa così adornarsi tutta all’interno e all’esterno (4LAg 15-16: FF 2902).
Scrive Chiara ad Agnese: “Mira, in alto, la povertà di Colui che fu deposto nel presepe, al centro dello specchio, la santa umiltà, ch’Egli sostenne per la redenzione del genere umano. E, in basso, contempla l’ineffabile carità per la quale volle patire sul legno della croce” (4LAg 19-23: FF 2904).
L’immagine è bellissima: contemplare in alto, al centro, in basso, ovvero, in tutte le direzioni, senza lasciarsi sfuggire nulla. Contemplare il mistero della salvezza umana che si realizza nell’Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione di Gesù per diventare un altro Cristo. Contemplare per acquisire lo stesso aspetto, la somiglianza del Verbo incarnato, che è lo specchio senza macchia. È su di Lui che l’essere desiderante, attratto dalla divina bellezza, fissa lo sguardo, è Lui che contempla, è da Lui che si lascia trasformare.
Possiamo domandarci: che cos’è lo specchio, se non un oggetto che riflettendo i raggi luminosi, rispecchia ciò che ha davanti a sé? Quando ci guardiamo nello specchio, senza dubbio, è la nostra immagine che cerchiamo di vedere. La dinamica della contemplazione indicata da Santa Chiara, ci chiede un passo in più: guardare tutta la superficie dello specchio e cercare non la nostra immagine, ma quella di “Colui che è figura della divina sostanza” (3LAg 13: FF 2888).
Chiara ci presenta l’immagine dello specchio come segno di una Presenza, per parlare del movimento interiore dell’anima che si addentra nello specchio dell’eternità per trovare l’immagine giusta, perfetta. Pertanto, invita ad Agnese (e ciascuno di noi) a collocare gli “occhi davanti allo specchio dell’eternità, a collocare l’anima nello splendore della gloria” (Cfr. 3LAg 12: FF 2888).
Possiamo affermare che per Santa Chiara la contemplazione è uno stato di vita, di costante conformazione a Cristo. Una contemplazione che si concretizza nella gioia di cercarlo, trovarlo, di adornarsi interamente di Lui, in un rapporto filiale con Dio e come madre e sorella nella comunità.
Pertanto, l’esercizio della contemplazione, sotto la azione dello Spirito Santo, plasma il cuore della persona e la spinge a lasciarsi trasformare nell’immagine del trascendente, “a immagine e somiglianza di Dio” (Gen 1, 26-27). Secondo Paolo, Cristo è immagine del Dio invisibile generato prima di ogni creatura (cfr. Col 1,15) e “quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo” (Rm 8,29).
Allora, la misura giusta dell’uomo è quella del Figlio, alla quale deve conformarsi. Gesù è l’immagine perfetta di Dio perché “chi vede me, vede colui che mi ha mandato” (Gv 12, 45).
Per ciascuno di noi l’invito è quello di guardare dentro lo specchio con uno sguardo lungimirante, profondo, per scrutare, per commuoversi, per relazionarsi, per lasciarsi trasformare nell’immagine del Figlio Unigenito. “In questo specchio poi rifulgono la beata povertà, la santa umiltà e l’ineffabile carità, e questo tu potrai contemplare, con la grazia di Dio, diffuso su tutta la superficie dello specchio” (4LAg 18: FF 2903).
Chiediamo al Signore la grazia di non esitare quando lo Spirito esige da noi che facciamo un passo avanti […]. Lasciamo che lo Spirito Santo ci faccia contemplare la storia nella prospettiva di Gesù risorto (Gaudete et exsultate 139). Recuperare “uno spirito contemplativo, che ci permetta di riscoprire ogni giorno che siamo depositari di un bene che umanizza, che aiuta a condurre una vita nuova” (Evangelii Gaudium 264).
Sr Laura Oliveira
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Il Natale che ci invita a custodire Gesù
Viviamo un tempo di grazia: è Natale! L’Emmanuele promesso è in mezzo a noi, “e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito” (Gv 1,14). Il Verbo si è fatto carne della nostra carne, nella famiglia di Nazareth.
Ci troviamo oggi a celebrare la festa di Maria, Madre di Dio e desideriamo cogliere, in modo particolare, come Luca “dipinga” la Vergine Maria: colei che “custodiva tutte queste cose nel suo cuore”. Custodire, cioè ascoltare e meditare in profondità, è un atteggiamento, una virtù tipica di Maria. Custodire è anche il compito di ogni essere umano. Il Natale ce lo ricorda: non siamo forse tutti chiamati ad essere custodi del dono più grande che abbiamo ricevuto, Gesù, il Figlio di Dio?
Provando ad entrare nel brano evangelico, ci immergiamo nel pellegrinaggio della Sacra famiglia a Gerusalemme, contempliamo lo smarrimento e ritrovamento del bambino Gesù. Immaginiamo Gesù, ancora fanciullo, che rimane a Gerusalemme e la ricerca disperata di Maria e Giuseppe. È Maria che, interpretando i sentimenti anche di Giuseppe, prende la parola quando lo ritrovano nel tempio: “Figlio, perché ci hai fatto questo?”. Davanti alla risposta di Gesù, apparentemente incurante della loro preoccupazione, essi non comprendono. Le parole del figlio raggiungono il cuore della giovane madre che, pian piano, si addentra nel profondo del mistero di un Dio fatto carne nel suo grembo.
Maria è colei che, ascoltando l’annunzio dell’angelo Gabriele, genera nel cuore e nel grembo il Figlio di Dio. L’incarnazione del Verbo cambia la vita e il corpo di Maria perché ogni promessa di Dio si realizza. Incontrare Dio, lasciarsi incontrare da Lui, cambia, trasforma la vita.
La Vergine Maria è stata tutta ascolto. Capace di prestare attenzione, obbedire e custodire nel cuore la parola annunziata. Dio parla attraverso l’Angelo: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1, 28) e parla attraverso dei segni concreti, “Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio” (Lc 1, 36). Maria si mette in profondo ascolto della Parola che Dio le rivolge, e si rende disponibile a custodire questa Parola nel cuore, centro della vita e dell’amore. Per mezzo della Parola di Dio accolta con fedeltà, Maria diventerà la madre dell’Unigenito Figlio di Dio. Anche noi, sulle orme di Maria, siamo invitati a lasciare che la Parola di Dio diventi corpo e muova le nostre mani, i nostri occhi, i nostri gesti. (Cfr. Ermes Ronchi, Le Case di Maria, 23).
“Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano” (Lc 11, 27-28). Pur confermando la maternità in riferimento al corpo, nello stesso tempo Gesù rivela un senso ancor più profondo, che si collega all’ordine dello spirito: tale è soprattutto la maternità della Madre di Dio (cfr. Mulieres Dignitatem, 19).
Soltanto chi è disposto ad ascoltare, ha la libertà di rinunciare al proprio punto di vista e ad accogliere una chiamata – essere la madre di Dio – che rompe le sue sicurezze, “come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”, ma le offre una vita “in pienezza”, secondo la Volontà di Dio.
Il custodire di Maria evoca la virtù del raccoglimento che si apre all’accoglienza del nuovo. Maria accoglie l’angelo Gabriele che porta l’annunzio, accoglie la Parola proclamata, accoglie lo Spirito che la copre con la sua ombra, accoglie il Verbo che si fa carne nel suo grembo.
Come Maria, siamo chiamati a vivere con coraggio, a custodire e meditare nel cuore le meraviglie di Dio. “Nel tesoro del cuore di Maria ci sono anche tutti gli avvenimenti di ciascuna delle nostre famiglie, che ella conserva premurosamente. Perciò può aiutarci a interpretarli per riconoscere nella storia familiare il messaggio di Dio” (Amoris Laetitia, 30).
Con le parole di San Francesco ricordiamo le allegorie bibliche su Maria, la Vergine che sa custodire:
“Ave Signora, santa regina, santa genitrice di Dio, Maria, che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste, che ti ha consacrata
insieme con il santissimo suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ave, suo palazzo, ave, suo tabernacolo, ave, sua casa.
Ave, suo vestimento, ave, sua ancella, ave, sua Madre.
E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli,
perché da infedeli fedeli a Dio li rendiate”.
Sr Laura Oliveira
Missione popolare a San Pietro in Cariano
Dal momento che “davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo”, è possibile che alla fine di una missione popolare il tempo trascorso non sia effettivamente quello indicato dal calendario.
Il perché dieci giorni a San Pietro in Cariano siano sembrati molti di meno e allo stesso tempo molti di più, lo raccontano le lacrime, i sorrisi e gli abbracci incerti al momento dei saluti, trattenuti dal “distanziamento sociale” e da parole ed emozioni aggrovigliate come un gomitolo. La difficoltà nel dire quell’“arrivederci” che suona come un “addio” la dice lunga sulla bellezza delle relazioni intessute tra frati e suore missionari e con gli abitanti di San Pietro in Cariano. Dieci giorni passano velocemente quando si sta bene insieme, ma allo stesso tempo le esperienze vissute sono così intense che sembrano passati anni dall’arrivo. Nei tempi di Dio, dieci giorni possono racchiudere o cambiare un’intera esistenza.
La missione è iniziata con la celebrazione eucaristica dell’8 dicembre, presieduta dal vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, durante la quale i frati, le suore e le postulanti hanno ricevuto il Tau e la frase di invio, cioè “Riempite d’acqua le anfore”. I missionari sapevano di portare solo un po’ d’acqua, che poi Dio avrebbe trasformato in vino. Ma, come sempre, quando si pensa di donare qualcosa si riceve molto di più. Quando si pensa di portare Gesù a qualcuno - e, con la sua Grazia, forse si riesce a farlo davvero -, Gesù ci viene incontro negli altri.
Le occasioni per rivivere il miracolo delle nozze di Cana sono state molte: le visite alle famiglie e agli ammalati, i centri di ascolto, gli incontri con i bambini al Buongiorno Gesù e quello con Mago Magone (fra Adriano), gli incontri con i giovani, gli adolescenti, le coppie, gli anziani e con i ragazzi nelle scuole, le numerose testimonianze, l’incontro sul mondo del lavoro e quello sull’elaborazione del lutto. A tutto questo si sono aggiunte le Messe animate dai missionari, l’adorazione eucaristica, la possibilità di recitare lodi e vespri e la disponibilità costante dei sacerdoti in Chiesa per il sacramento della Riconciliazione. Ad allietare ulteriormente i momenti della missione popolare hanno contribuito il musical su San Francesco, pensato da fra Celestino e suor Antonella, e il concerto di rock cristiano della band “Tu sei Bellezza”, nata da un’idea di fra Matteo.
I missionari hanno provato a portare un gesto di amicizia e qualche parola di bene, e solo Dio sa quali semi sono stati piantati, e dove e quando nasceranno nelle vite delle persone incontrate. Ognuno ha fatto il suo possibile, cioè ha portato un po’ d’acqua nelle anfore, scegliendo di lasciarsi attraversare da quello Spirito che fa nuove tutte le cose. E lo Spirito Santo, come sempre, ha fatto ciò che umanamente sembra impossibile: ha trasformato l’acqua in vino. Ne abbiamo avuto conferma alla fine della missione, quando l’iniziale diffidenza delle persone, acuita da questo tempo di pandemia, ha fatto spazio a belle relazioni e a nuovi legami d’amicizia. Il 19 dicembre abbiamo visto davvero l’acqua trasformarsi in vino sotto ai nostri occhi (e non solo in quello delizioso della Valpolicella che ci è stato offerto). I bambini ci sono venuti incontro per un ultimo ballo, molti si sono scambiati un “grazie” con gli occhi lucidi, altri hanno continuato a salutarsi per diverse volte, poi ognuno ha detto quel fatidico “arrivederci” e i missionari hanno preso la propria strada.
Ma la missione non finisce qua: né per i frati, le suore e le postulanti, ma nemmeno per gli abitanti di San Pietro in Cariano. Proprio loro, durante la celebrazione eucaristica del 19 dicembre hanno ricevuto simbolicamente il Tau dei missionari, come dire: ora tocca a voi. Riempite d’acqua le anfore e gusterete quel vino di amore e di gioia che solo Dio può dare, nella festa di nozze che inizia qui e prosegue per tutta l’eternità.
Cinzia
Postulante Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento
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"Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». (Lc 4,16-21)
Loda il Signore, anima mia!
Rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri,
il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto…
(Sl 146)
La scelta preferenziale dei poveri
Queste parole riecheggiavano spesso sulle labbra e nel cuore di ogni pio israelita, nell’accorata preghiera dei salmi che veniva recitata assiduamente in tutte le sinagoghe di Israele. Tutti sapevano che il Messia, il Cristo, l’Unto del Signore, quando sarebbe venuto, avrebbe compiuto questi segni straordinari di cura, di solidarietà, di carità verso gli ultimi e i dimenticati della terra. Tutti lo sapevano, e così attendevano il Messia.
E Gesù nella sinagoga di Nazareth, alla presenza di tutti, lì dove era cresciuto e conosciuto, con poche ma chiare parole, proclama e applica a sé il brano di Isaia (Is 61, 1-2) riscuotendo lo stupore e l’ammirazione di chi lo conosceva.
“Lo Spirito del Signore è sopra di me”… Quando lo Spirito soffia, pur pervadendo l’intimo del cuore, non è mai per se stessi, per un dono privato, ma diviene interiormente impetuoso come vento forte che gonfia le vele e spinge le nostre esistenze verso un “oltre”, oltre noi stessi, oltre i circoli viziosi delle nostre comodità, spalancando orizzonti ampi all’incontro con la diversità dell’altro.
“Mi ha mandato”… È così: il dono dello Spirito è sempre un mandato, per una missione, per un invio, per vedere e lasciarsi interpellare dalle necessità dei fratelli. Chi davvero riceve e vive del dono dello Spirito di Dio non può avere occhi indifferenti, orecchi sordi, braccia incrociate davanti alle miserie che incontra: poveri, prigionieri, ciechi, oppressi di ogni ingiustizia.
Questo brano, che segna l’inizio del suo ministero pubblico, ci mostra un Gesù presente “secondo il suo solito” alla preghiera comunitaria del sabato nella sinagoga, a Nazareth. Ma ci insegna allo stesso tempo che non esiste liturgia che non impegni la vita concreta, che non esiste vera meditazione della Parola senza compromissione nel vissuto, che la contemplazione del Volto di Dio porta alla contemplazione del volto del fratello, e che è proprio la storia del fratello, soprattutto se povero e in necessità, a rivelarci l’ordinaria e quotidiana Teofania di Dio nella nostra storia.
Il vero incontro con Dio sconvolge la vita, per poi coinvolgerla nella vita del prossimo!
Chiediamo al Signore oggi di scaldarci il cuore con il fuoco della sua Parola, perché la nostra vita arda sempre più di amore per Lui, e questo amore diventi impegno e sostegno per i fratelli più poveri e bisognosi.
“Vorrei lenire ogni dolore, tergere ogni lacrima. Vorrei che la vedova e il misero fossero sollevati, vorrei lo dico con tutta semplicità, raccogliere ogni miseria nel mio cuore e non so cosa farei per giovare agli altri senza eccezione di persona” (Venerabile Madre Serafina Farolfi, fondatrice delle suore CFMSS)
Sr Vittoria Sechi
a Civita Castellana il primo giorno in classe dei bimbi ucraini
Una mappa della scuola accompagnata da alcuni cartelli in ucraino per aiutare i bambini a orientarsi. E poi le bandierine gialle e blu all’ingresso, pronte ad accogliere i nuovi compagni giunti nell'alto Lazio dall'est Europa. La campanella della scuola di via Ferretti, a Civita Castellana, nel cuore della Tuscia viterbese, inizia a suonare e i volti dei Kirill, Daria e Nicoletta (6, 8 e 10 anni) non nascondono la commozione e il timore per una nuova pagina di vita che si apre dopo la fuga dalla guerra.
Il primo giorno di scuola è trascorso tra canti, balli e un pizzico di ritrovata serenità dopo il lungo viaggio, durato decine di ore, che dall’ Ucraina occidentale li ha condotti nel borgo del Viterbese. Nessuno di loro parla italiano, “ma abbiamo cercato di rendere reperibili i luoghi più importanti come la classe o i bagni, indicandoli nella lingua madre – assicura la dirigente delle scuole Francescane, Marilieta Biazzi – dopodiché, soprattutto con la bimba più grande, ci siamo serviti di google traduttore e del supporto di una mediatrice linguistica ucraina che a titolo volontario si è offerta di aiutare”.
L’ingresso a scuola dei ragazzi è stato accolto dall’inno dell’istituto, il “Sento la gioia”. Fuggiti da una guerra, non avevano con loro materiale scolastico. “I genitori degli altri bambini ci hanno donato tutto – afferma commossa Tatiana, la nonna dei tre – libri, quaderni, zaini. Ci hanno fatto un grande regalo”.
I bambini sono stati già sottoposti a tampone e hanno ricevuto la prima dose di vaccino. Resteranno a scuola dalle 8 alle 16. Durante la prima lezione gli insegnanti hanno provato a fare conoscere anche ai bambini italiani i luoghi di provenienza dei nuovi compagni di classe. Il maestro Danilo, sulla lavagna, ha fatto scrivere i nomi di Mucacevo e di Civita Castellana, le città a cui Kirill, Daria e Nicoletta saranno per sempre legati. “La nostra patria è il mondo intero”, spiega lui, mentre la maestra Maria Loredana “spera di poter vedere presto un po’ di luce in quegli occhi impauriti”. Alla fine Kirill, Daria e Nicoletta – dopo un primo momento di rigidità – si sciolgono e iniziano a ballare con i loro nuovi amici. “I bambini italiani hanno accolto benissimo i nuovi arrivati – racconta ancora la dirigente – li abbiamo preparati, già dalla settimana scorsa, con il saluto, i balli, i canti. Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo evocato la pace, insieme, utilizzando le parole adeguate al dramma del momento”.
A Kirill, Daria e Nicoletta si sono aggiunti altri tre bambini: due gemelli di quattro anni e un bambino di sette anni e mezzo. Tre frequentano la scuola dell’infanzia, uno la seconda elementare e due bambine rispettivamente la quarta e la quinta. E anche per loro è pronta un’accoglienza calorosa. “Sono mamma di una bambina che, ogni giorno, non vede l’ora di stare con le sue amichette – spiega Giusi De Novara, genitore – ero certa che sarebbero stati accolti nel migliore dei modi. La staffetta della solidarietà è partita immediatamente. Bisogna cercare di dare loro una vita normale, come tutti i bambini meriterebbero di vivere. Stiamo cercando, con la scuola, di farli sentire al riparo colmando quella serenità che al momento manca”.
Un problema potrebbe riguardare la differenza di programmi scolastici che sussiste tra Italia e Ucraina: “probabilmente i livelli sono diversi – dice la preside – la scuola dell’obbligo dura meno e già in questo c’è una differenza”. I tre, nel frattempo, hanno iniziato a studiare un po' di italiano nell'abitazione in cui vivono assieme ad altre 8 persone. Hanno voglia di imparare in fretta e soprattutto di fare amicizia.
I bambini, tutti fratelli, sono stati accompagnati a scuola dalla mamma Viktoria e dal papà Alessandro, rimasti entusiasti e sorpresi dall’ondata di affetto. I due, nel frattempo, cercano un lavoro: “ma senza permesso di soggiorno – dicono – non è facile”. E anche la nonna ammette: "dopo la fuga dalla loro casa, ho finalmente rivisto un po' di felicità".
Alessio Campana


Parte sempre da un "SÌ". Questa semplice sillaba è potente. Apre porte inaspettate alla vita, richiede profondo coraggio…
Così è iniziata l'esperienza che ho vissuto in Romania, a Brăila. Ho risposto "sì" ad un messaggio vocale su whatsapp che mi invitava a partire per aiutare suor Nicoleta e suor Michela, a smistare gli aiuti che sarebbero giunti per l'emergenza umanitaria in Ucraina.
Un lavoro semplice e faticoso allo stesso tempo (scarica, smista, ricomponi, carica), ma svolto nel nascondimento di una stanzetta della "casina", come la chiamavo io, da dove ho avuto l'opportunità di pregare profondamente. Ad ogni pacco ho affidato il compito di portare quell'amore, quella carezza, quell'abbraccio di consolazione, là dove i miei piedi non sarebbero potuti arrivare.
Ero già stata al "Sorriso di Mariele" in Estate, accompagnando due ragazze a fare esperienza di servizio missionario, e ciò che mi aveva colpito di più era l'opera del centro diurno. Non è un semplice centro che raccoglie bambini con disagi familiari e che cerca di offrire loro una qualche offerta formativa. Ho trovato, invece, un centro di eccellenza dove c'è un'attenzione al bambino che non è solo professionale, ma "vocazionale" che scaturisce, cioè, da quel "sì" a "dare la vita" che abita in chi ha fatto del "dono gratuito" uno stile di vita. Vedere queste due Sorelle "dare la loro vita" in ogni piccolo gesto di attenzione, anche il più banale, è stato "edificante", un tassello che si è aggiunto nella "costruzione" della mia vita. Una donazione ai bambini e alle famiglie affinché tornino ad essere "casa" e non luoghi di disagio.
Sono stata felice di poterle aiutare, soprattutto in questo periodo in cui si è aggiunto il servizio per l'emergenza umanitaria dell'Ucraina. Queste due suore sono diventate il punto di riferimento per le tante persone che vivono la disperazione della guerra. Spero davvero di essere riuscita, in quei giorni, ad alleggerire il loro "carico". Grazie sr Nicoleta, grazie sr Michela per la vostra accoglienza, per le condivisioni in macchina, per la preghiera vissuta insieme,…insomma per voi!!!
Sr Cecilia
Il tempo di Quaresima fa sempre affiorare nella nostra mente un luogo preciso: il deserto, luogo aspro, memoria del cammino del popolo di Israele dalla schiavitù egiziana, dalla durezza del cuore verso la terra promessa, verso un cuore libero, capace di adorare e di ascoltare la voce di Dio, come ricorda il primo dei Comandamenti: Shemà Israel (Dt 6,4).
Appare quasi obbligatorio, allora, accostare questo tempo forte a questo luogo particolare e tanto caro alla Sacra Scrittura. Non a caso, lo troviamo nella Liturgia della Prima Domenica di Quaresima, quasi ad introdurci in questo cammino: “Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo” (Lc 4,1).
Proviamo a giocare un po’ con i termini! La parola «deserto» in ebraico è detto “midbar” ed ha la stessa radice di “dabar” (parola/parlare): il deserto è il luogo dove risuona la Parola. Continuando ad esplorare questo termine, scopriamo che in greco si traduce έρημος – érimos, dal quale deriva la parola «eremo».
Giunti a questo punto, non possiamo fare a meno di attingere, dall’esperienza di un grande esperto di quaresime, di preghiera, di deserto, di eremo quale fu ed è San Francesco d’Assisi. Ve ne parlo trovandomi proprio a vivere in un Eremo, a circa 4 km da Assisi, immerso nella natura e che custodisce in sé la preziosità dell’esperienza di Francesco fin dagli inizi del suo cammino. In questo luogo Francesco ha trovato il Tesoro, la perla preziosa. Qui è giunto appena dopo aver incontrato e baciato il lebbroso – il tesoro che Dio gli ha donato – per ritirarsi in una grotta e ascoltare, nel silenzio, la voce di Dio e per comprendere in che modo avrebbe dovuto servirlo.
Francesco, all’Eremo delle Carceri, scopre la bellezza della preghiera, quell’esperienza nella quale ci si educa a custodire i tesori che Dio ci dona. Nella preghiera, davanti a Dio, impara ad accogliere e custodire il tesoro che ha incontrato. Un tesoro intessuto di carne, contemplato nel volto e negli occhi di un fratello lebbroso, perché i tesori di Dio sono fatti di carne! Ma per vederli, per comprenderli, per guardarli con gli occhi di Dio è necessario darsi del tempo, trovare uno spazio adatto, che permetta di incontrare Colui che già abita in noi, come ricorda Sant’Agostino nelle sue Confessioni:
“Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato. Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature che non esisterebbero se non esistessero in te. Mi hai chiamato, e il tuo grido ha squarciato la mia sordità. Hai mandato un baleno, e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità. Hai effuso il tuo profumo; l’ho aspirato e ora anelo a te. Ti ho gustato, e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato, e ora ardo dal desiderio della tua pace”
Francesco comprende l’importanza di questo spazio da offrire alla propria anima, così come un tempo necessario a due innamorati per conoscersi e far crescere quella fiamma d’amore che è in loro. È così che concepisce la sua vita intorno a due perni: duecento giorni all’anno di vita eremitica e centosessanta giorni di vita apostolica, con una netta predominanza dell’elemento eremitico rispetto a quello apostolico.
Francesco, infatti, aveva compreso un prezioso segreto: solo chi sta in ginocchio, può stare in piedi. Se non diamo tempo e spazio a Dio nella nostra vita, non riusciremo a rimanere in piedi. Andremo, così, a cercare altri fondamenti o espedienti, ma prima o poi ci renderemo conto – si spera – che quella che viviamo è una vita mediocre. La nostra esistenza, invece, è fatta per abbracciare un orizzonte più ampio.
La nostra esperienza deve evocare un’aspirazione alta; non possiamo accodarci ai maestri di mediocrità che ci sono fuori, non possiamo accontentarci di vivere da polli, se abbiamo ali d’aquila per volare. Ma per scoprire questo, per riconoscere questa grazia, dobbiamo imparare a fare silenzio in noi e aprirci alla Parola di Dio!
Se non ci fermiamo, non possiamo incontrare Dio. Solo se facciamo silenzio, allora potremo sentire rivolte a ciascuno di noi le domande essenziali della vita: “dove sei?” e “dove è tuo fratello?”.
Occorre fermarsi, fare silenzio, mettersi in ginocchio e ascoltare. Occorre dare a Dio lo spazio che gli spetta.
Questa è la Quaresima: un tempo propizio, un’occasione che Dio, Padre misericordioso, ogni anno ci offre per riallacciare il legame d’amore che noi, col nostro peccato e la nostra pretesa di fare da soli, continuamente rompiamo. Ci doni il Signore di iniziare il cammino di esodo da noi stessi verso la nostra Pasqua, nella riscoperta della bellezza di uno sguardo, il Suo, che ci ama e ci vuole liberi.
Sr. Elisa Spettich, Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento
Ci vuole solo un attimo e i programmi necessariamente devono essere cambiati. Nulla è più come prima.
Penso alle tante persone che in un istante hanno dovuto prendere la decisione di lasciare casa, famiglia, lavoro, amici… tutto, pur di salvare la vita ai propri figli. Un dramma che non pensavano di dover vivere, una frontiera che non pensavano di dover oltrepassare. Eppure hanno dovuto prendere questa decisione.
La tensione è forte, la paura tanta… incessantemente le sirene annunciano un possibile pericolo… o ci si nasconde o si fugge via con la speranza di trovare un po’ di pace. E così milioni di ucraini hanno oltrepassato il confine per continuare a vivere. Chi ha potuto ha raggiunto parenti residenti in altre nazioni, altri invece hanno scelto di stare il più vicino possibile, per rientrare quanto prima nelle loro case.
La Romania è uno dei Paesi confinanti scelti dai rifugiati ucraini in fuga dalla guerra e Braila si trova a pochi chilometri dal confine, per cui molti ucraini sono stati accolti in città, grazie a chi ha messo a disposizione case, stanze d’albergo e strutture. In un attimo attorno alla nostra Comunità si è costituita una rete di persone che si è occupata dell’emergenza Ucraina e si è fatta in quattro per poter offrire il meglio possibile. Ci siamo subito interessate per attivare i primi aiuti e la risposta è stata immediata: tantissime persone dall’Italia, dalla Romania, dalla Germania, dalla Spagna hanno risposto all’appello e hanno offerto il loro contributo.
Insieme a Padre Francesco Cicorella (OFM, responsabile del Centro Missionario della Provincia “S. Michele Arcangelo” dei Frati Minori di Puglia e Molise), ci si è attivati con una raccolta di alimenti, prodotti per l’igiene e medicinali di primo soccorso, ma la campagna è durata solo tre giorni… sono stati preparati così tanti pallet che non si sapeva dove depositare tutta la merce!!! Nel giro di pochi giorni diverse persone si sono rese disponibili per trasportare direttamente sul posto gli aiuti umanitari preparati dalle famiglie che si sono prese a cuore la situazione.
Come in un attimo la guerra ha distrutto i nostri progetti e le nostre sicurezze, nell’attimo successivo il Bene è esploso e ci ha letteralmente travolto! Qui alla Fundatia Surorile Clarise noi, sorelle della Comunità, abbiamo aperto le braccia per accogliere tutto il Bene perché potesse raggiungere più persone possibile, a partire dai bimbi e le mamme ucraine che vengono a trascorrere pomeriggi da noi (chi per giocare e fare diversi laboratori insieme ai nostri bambini e chi per frequentare i corsi di lingua rumena), fino ad arrivare a chi non è potuto uscire dalla propria terra a cui inviamo i beni necessari.
Tutti ci siamo sentiti coinvolti: i bambini e le loro mamme, il personale, i volontari che frequentano la casa e tutti coloro che hanno desiderato esserci di persona (anche facendo più di 2000 km) per donare le sue giornate in favore di chi ora necessita vicinanza e affetto, oltre alle tante persone che in svariati modi hanno partecipato e partecipano a questa “maratona di solidarietà” con lo scopo di riparare il male con il bene.
Ringraziamo il Signore per ogni persona che è stata al nostro fianco, ringraziamo il Signore per la sua sconfinata Provvidenza e perché oggi ancora una volta sussurra al nostro cuore che: “non c’è limite per fare il bene” (Madre Serafina).
Siamo grate, perché i frutti già incominciano a vedersi: alcune mamme hanno già un posto di lavoro e i volti dei bambini sono sorridenti, ma abbiamo un sogno: vorremmo offrire ancora di più ai nostri amici ucraini… vorremmo permettere loro di frequentare il Centro Diurno tutti i giorni dando anche una possibilità lavorativa almeno a tre mamme, che ci aiuterebbero come educatrici e aiuto cuoca.
Mettiamo questo proposito nelle mani del Signore e confidiamo nella sua smisurata generosità.
Sr Nicoleta e sr Michela della Comunità di Braila, Romania (Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento)
Sono queste le parole di Gesù con cui abbiamo iniziato l’esperienza del Triduo in Casa di Preghiera, con 17 giovani provenienti da varie parti d’Italia. Insieme a fr Francesco Bartoli e fr Alessandro Martelli, venuti dalla comunità dei Frati Minori di Pisa, a sr Tiziana delle Ancelle di Maria e a sr Chiara delle Suore Minime del Sacro Cuore, ci siamo fatti compagni di viaggio di questi giovani, da mercoledì 13 aprile alla Domenica di Resurrezione, col desiderio di permettere loro di gustare pienamente le celebrazioni del Triduo Pasquale, già dense di per sé di significato. I momenti di catechesi vissuti insieme, dunque, non hanno aggiunto parole o concetti, ma semplicemente aiutato a comprendere e ad entrare più consapevolmente nelle varie azioni liturgiche; i giovani poi sono stati attivamente coinvolti nella liturgia, prestando servizio all’altare, nel canto o per le letture, avendo modo e tempo per prepararsi insieme alle nostre sorelle e ai frati che prestano servizio in Santuario. Non sono mancati poi il tempo per la preghiera personale e per la condivisione fraterna, nella gioia e nella semplicità dello stare insieme, sia nella sobrietà del Venerdì Santo, così come nel clima di festa dopo la solenne Veglia Pasquale, vissuta da tutti con grande intensità.
Il ritiro si è concluso la domenica di Pasqua, dopo le lodi, nella cappella di Casa di Preghiera, davanti ad un sepolcro vuoto, ma luminoso: la Luce viene da dentro! E con questa luce nuova, che ciascuno porta in sé, siamo stati invitati tutti a tornare nella nostra “Galilea”, luogo dell’ordinarietà di ciascuno, perché “là lo vedrete!” Il Risorto lo si incontra lì, nella nostra quotidianità!
Sono stati giorni intensi, come lo sono sempre i giorni del Triduo, ma ancora più intensi perché vissuti nell’ottica di un prendersi cura, condiviso non solo con i frati e le suore con cui abbiamo organizzato queste giornate, ma anche con le sorelle della comunità che, ciascuna nei suoi servizi, hanno saputo farsi accanto con attenzione, discrezione e sensibilità a questi giovani e anche con tutte le sorelle della Provincia, presenti nella preghiera e nella comunione!
Rendiamo grazie al Signore, che non smette di condividere la Sua vita Risorta con noi e con i giovani che salgono su questo monte alla ricerca della vita piena, alla ricerca di Lui!
sr Daniela
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“È questo il grande giorno, esultiamo e rallegriamoci in esso!”
Con queste parole Madre Serafina Farolfi incide indelebile nelle sue memorie, con inchiostro di ardente amore, il ricordo del giorno felice in cui le nove prime sorelle abbracciarono la Regola di Santa Chiara d’Assisi nel nuovo Istituto nascente: le Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento. Era il 1° maggio 1898, presso la suggestiva Badia di Bertinoro (FC).
Questa data segna l’inizio di una storia inedita nella Chiesa di Dio, poiché per la prima volta essa accordava a una sua figlia un privilegio unico: la possibilità di vivere la Regola di Santa Chiara oltre le grate della clausura, unificando vita contemplativa e vita missionaria in un unico respiro, fatto di raccoglimento e di donazione, di contemplazione e di missione, di adorazione e di servizio caritativo.
In questo giorno così speciale la sapienza lungimirante della Provvidenza dona dunque alla sua Chiesa una ricchezza nuova: il carisma eucaristico-missionario, concepito dallo Spirito nel segreto del cuore della giovane fondatrice, poi fatto nel tempo germogliare e maturare al calore dell’intimità con Gesù Eucaristia, fino a portare oggi i suoi frutti di missionarietà in 13 diverse nazioni del mondo: Italia, India, Brasile, Spagna, Bolivia, Argentina, Romania, Perù, Guinea Bissau, Senegal, Madagascar, Myanmar, Germania.
Da un piccolo seme è nata una grande famiglia religiosa a cui il Signore, per sua sola grazia, come vite feconda concede fruttuosi raccolti.
“Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici
ed essa ha riempito la terra” (Sal 80).
L’intuizione e la grandezza di questa giovane donna, ora Venerabile, è stata quella di unire e sintetizzare in sé il vivere di Chiara e il vivere di Francesco d’Assisi: lo sguardo di Chiara, che sa “stare con Lui” e contemplare in ogni cosa le indicibili bellezze del celeste Sposo, ma le mani e i piedi di Francesco, che sanno raggiungerlo e servirlo nei fratelli più bisognosi, in uno slancio di amore e gratuità che spinge fin oltre i confini della propria terra, fin nelle lontane missioni estere.
A questa spiritualità francescano-clariana, Madre Serafina ha però voluto dare un cuore: l’Eucaristia, celebrata, adorata, vissuta; sorgente, forza, perno, luce, alimento, punto di partenza e punto di riferimento quotidiano di ogni apostolato e servizio caritativo.
“Dall’amore ardente all’Eucarestia si riconoscono le Clarisse Missionarie”. “La nostra vita è mista… Una vita di orazione e di contemplazione che non ci rende indegne dell’apostolato; un apostolato che non ci impedisca la contemplazione” (M. Serafina).
Il 1° maggio le Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento aprono l’anno giubilare nel 125° anniversario di fondazione dell’Istituto. Il Signore conceda fedeltà e grazia per rispondere ancora con gioia e passione al mandato della Venerabile Fondatrice: “Andate, accendete, portate l’amore di Gesù Eucaristia a tutti”.
Sr Vittoria Sechi
“Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più”, diceva la canzone. Quando poi quell’amico è il vicino che viene dall’Ucraina in guerra, non si allunga solo il tavolo ma si dilata anche il cuore. Nella nostra casa di Cesenatico sono quattro gli amici che si sono aggiunti alla famiglia e qualche volta anche al nostro tavolo: le mamme Tatiana e Marina con i figli Daniel e Miroslav in fuga da Odessa, che da qualche settimana abbiamo accolto negli appartamenti della comunità educativa. Le occasioni di incontro non mancano: un sabato sera abbiamo mangiato la pizza insieme, ad esempio, e una domenica pomeriggio abbiamo condiviso un momento di preghiera per l’Ucraina all’abbazia di Santa Maria del Monte a Cesena. Non è sempre facile comunicare, ma lo spirito missionario unito alla tecnologia e ad una buona dose di allegria fanno il resto: così, grazie al traduttore vocale riusciamo a condividere i nostri pensieri e a raccontare qualcosa delle nostre vite. Dove non arriva la tecnologia arrivano i gesti, gli sguardi e i sorrisi, più eloquenti di molte parole. Tatiana, Marina, Daniel e Miroslav sono per noi preziosi testimoni di un’umanità ferita nei suoi affetti e nella sua identità, per cui pregare e da affidare a Dio insieme a tutti gli altri popoli del mondo. Un’umanità ferita dall’ennesima guerra, che stavolta si combatte alle porte dell’Europa. I momenti vissuti insieme ci hanno mostrato ancora una volta che queste piccole esperienze di comunione e di fratellanza gettano ponti laddove il mondo vuole alzare nuovi muri. Sentiamo riecheggiare la domanda posta a Gesù dal dottore della legge: “Chi è il mio prossimo?”. La risposta è tutta nell’atteggiamento del buon samaritano che, passando accanto all’uomo ferito per la strada “lo vide e ne ebbe compassione”, poi “gli si fece vicino” e “si prese cura di lui”. A volte l’uomo ferito per la strada si trova dall’altra parte del mondo, altre volte è più vicino, ma in certi casi può capitare di vivere una vera e propria “missione della porta accanto”. Allora preghiamo Dio perché ci insegni ad avere compassione e a prenderci sempre cura del nostro prossimo, vicino o lontano, riconoscendo in Lui il volto del Crocefisso e quello di tutti i crocefissi della terra.
Cinzia
Postulante Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento
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TESTIMONIANZE DAL GRUPPO SAMUEL – Onesti (Romania)
Per andare oltre i soliti schemi, pensando al futuro della propria vita, una quindicina di giovani ha partecipato a un percorso di discernimento, il “gruppo Samuel”, animato dall’equipe di pastorale giovanile e vocazionale di Onești. Santa Messa, lectio divina, formazione su temi fondamentali (come libertà, propria storia, relazioni, amore, vocazione), testimonianze di vita, dinamiche, film, ma anche giochi e momenti di fraternità erano gli elementi principali di questo itinerario – stimoli per passare all’altra riva, cioè fare una scelta per il proprio futuro affidandosi a Dio. La serie degli incontri mensili nella Casa Ecumenica si è conclusa con un ritiro di tre giorni presso il Monastero delle Clarisse di Roman, seguito da un pellegrinaggio alla tomba della Beata Veronica Antal e una visita alla comunità delle Missionarie della Carità a Bacău.
Lasciamo la parola alle testimonianze dei giovani stessi:
“Ho accettato con gioia l’invito di percorrere questo cammino insieme agli altri, convinta che mi avrebbe aiutato a superare certe paure e arricchirmi sia umanamente sia spiritualmente. Iniziando questo cammino ero positivamente sorpresa di essere circondata da un gruppo di giovani, ma anche dagli animatori, desiderosi di mettersi in gioco. Ad ogni tappa del percorso ho ricevuto quel raggio di speranza di cui avevo bisogno per procedere con fiducia verso il futuro. È stato il luogo in cui ho imparato ad ascoltare più profondamente ciò che Dio mi comunica attraverso le persone. Le testimonianze di vita delle persone che ho incontrato mi hanno mostrato la ricchezza della vita e il desiderio di fare del bene. Incoraggio ogni giovane che avrà l'opportunità di percorrere questo cammino ad accettare con fiducia la proposta, convinta che sperimenterà la pienezza della vita”.
“Per me, il gruppo Samuel è stata un'esperienza unica nella vita. Ho imparato che senza Dio nulla è possibile. Nel gruppo Samuel ho incontrato persone diverse con esperienze di vita diverse, ma ho imparato che ogni persona è diversa nel suo modo di essere. Questo gruppo non è stato solo un'esperienza ma una scuola di vita interiore. Sia le suore che i sacerdoti e i cappuccini ci hanno mostrato il vero senso della vita, ci hanno mostrato che senza Dio e senza preghiera nulla è possibile. La vita può andare avanti, ma senza di Lui la strada è sassosa, senza senso. Ringraziamo voi suore e sacerdoti per la formazione che ci avete offerta in questo itinerario che abbiamo percorso. Pace e bene!”
“Questo gruppo mi ha insegnato a far parte di una squadra, a vivere accanto a persone semplici, empatiche. Gli animatori che ci accompagnano sono più pazienti degli insegnanti, degli psicologi o degli amici. Il modo in cui ti comprendono ti fa cambiare il tuo comportamento nei confronti dei tuoi genitori. Gli argomenti presentati sono esattamente le risposte alle tue domande attuali. Nessuno ti giudica o ti obbliga a essere diverso. Il tuo carattere unisce il gruppo, sia che ricevi sia che offri aiuto. Sicuramente avrai una persona, un momento o un santo, che rimarrà per un po' di tempo la tua motivazione. Ti fa guardare con fascino ciò che prima magari ti sembrava imbarazzante, vergognoso o inutile. Ti rende consapevole quanto puoi essere efficace. VIENI ANCHE TU, SE SENTI IL BISOGNO DI UN CAMBIAMENTO. Non è che Dio sia più facile da capire, ma le tue azioni ti avvicinano di più a Lui.”
Sr Angela Tauchen
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Quest’anno abbiamo pensato di aprire la celebrazione del Transito di Madre Serafina ai frati e ai pellegrini che avessero voluto partecipare. Abbiamo condiviso questo pensiero con il Guardiano della Verna, fr Francesco Brasa, che lo ha accolto molto positivamente e ci ha proposto di fare in Basilica un momento di adorazione con lo schema proposto dalla Provincia.
In comunità abbiamo scelto i canti, ci siamo confrontate e abbiamo adattato la traccia, abbiamo coinvolto frati e novizi per l’animazione, incontrando tanta disponibilità e partecipazione… anche la preparazione è stata un bel momento fraterno di comunione!
Alle 21:00 abbiamo iniziato l’adorazione eucaristica, presieduta da fr Domenico di Liberto; la Basilica era piena: tra frati, novizi e tanti pellegrini che erano arrivati al Santuario per il fine settimana; molti di loro stavano partecipando ad un corso tenuto dal Guardiano e a quell’ora, il venerdì sera, doveva esserci una catechesi. È stata una sorpresa per noi scoprire che il programma del corso era stato modificato per permettere anche ai partecipanti di unirsi a noi in questo momento di preghiera tanto sentito… vedere tutta questa partecipazione è stato emozionante e inaspettato!
Canti, momenti prolungati di adorazione silenziosa, scritti di Madre Serafina, la lettura del suo Transito, un piccolo segno (abbiamo invitato tutti ad avvicinarsi all’altare e deporre ai piedi del Santissimo un lumino, come segno della nostra lode e adorazione)… In Basilica c’era un’atmosfera intensa di preghiera, con un silenzio che trasmetteva Dio; tutti erano lì davanti a Gesù esposto e questo ci ha fatto pensare a Madre Serafina, al suo amore per Gesù Eucaristico e al suo desiderio di portare a Lui tutti gli uomini, di accendere in tutti i cuori l’amore di Gesù… è stato qualcosa di speciale, di divino…
Al termine dell’adorazione Lina, la nostra novizia, è passata tra la gente, per far pescare a tutti un pensiero di Madre Serafina e racconta di aver incontrato tanti occhi commossi e grati.Anche nei giorni seguenti alcune persone ci fermavano in Santuario per ringraziarci di aver vissuto un così bel momento di preghiera. Gli stessi frati ed i novizi ci hanno ringraziato e ci hanno chiesto di Madre Serafina e della sua vita.
Ringraziamo il Signore per questo momento tanto bello vissuto prima di tutto come fraternità e per aver potuto portare la bellezza e la profondità di Madre Serafina e il cuore del nostro carisma, Gesù Eucarestia, a tanti fratelli e sorelle in questo luogo così caro alla nostra spiritualità!
Le sorelle della Comunità di S. Damiano – La Verna
Mani giunte, sguardi emozionati e una lunga processione tra le luci della città: queste sono solo alcune delle immagini che ci sono rimaste impresse dopo la celebrazione del Corpus Domini nel cortile della nostra casa a Cesenatico.
La Messa, presieduta dal vescovo Douglas, è stata molto significativa per noi Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento; e questo sia per la riapertura della casa ai fedeli dopo due anni di misure anti-Covid, ma soprattutto perché quest’anno il sabato della vigilia, in cui il Vescovo celebra a Cesenatico la solennità del Corpus Domini, coincideva con il giorno del transito di M. Serafina. È stato bello vedere come il Santissimo Sacramento abbia attirato e riunito un gran numero di persone di tutte le età, felici di poter pregare di nuovo insieme nella nostra casa, che è anche Chiesa. La presenza del Vescovo, dei sacerdoti e dei diaconi della diocesi ci ha fatto sentire tutta la responsabilità che viene dal nostro carisma missionario, e i fedeli che sedevano per tutto il cortile ci hanno ricordato che davvero la Chiesa è casa di tutti.
La celebrazione è proseguita verso il centro storico, dove la processione si è mossa sotto gli occhi dei turisti seduti davanti ai pub e ai ristoranti della città, per poi fermarsi davanti alla Chiesa di San Giacomo apostolo. Là il vescovo, dopo essersi inginocchiato davanti al Santissimo Sacramento, ha concluso solennemente la celebrazione alla presenza di tutti i fedeli e delle autorità cittadine con la solenne benedizione eucaristica.
Questo importante incontro liturgico ci ha fatto fare esperienza, ancora una volta, della bellezza e della grandezza del nostro carisma eucaristico, cuore della nostra contemplazione e sorgente della nostra missione.
La Comunità di Cesenatico e le Postulanti
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È questa l’impressione che hai quando entri in questo convento a Braila in Romania, a due passi dal confine Ucraino. Qui le Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento da 26 anni portano avanti una missione davvero eccezionale. All’interno delle mura del convento trovi pareti variopinte, tavoli e sedie colorate, disegni, scivoli, giochi di ogni tipo… sembra di essere in una delle nostre scuole per bambini ma in realtà qui ci vivono anche delle suore. I bambini questo lo sanno benissimo, e ne sono così consapevoli che non di rado te li trovi tra i banchi in chiesa a colorare con un silenzio ed una compostezza al di fuori della norma. Sanno che qui è un luogo speciale dove le loro care suore passano molte ore della giornata, e che quindi bisogna rispettare in silenzio. A loro questo non fa problema, anche qui si può disegnare, basta sentire vicino i loro angeli custodi anche se intenti a pregare il loro caro Gesù. In questi giorni ci siamo uniti a loro e alla loro equipe di operatori e volontari portando avanti le attività estive. Attività che coinvolgono bambini rumeni, che frequentano regolarmente questo centro, e in questi ultimi mesi a causa della guerra anche bambini ucraini con le loro mamme. I bambini arrivano al mattino fanno colazione, poi partecipano alle varie attività: di studio (compiti delle vacanze), laboratori, giochi, sport… poi fanno il pranzo e nel pomeriggio rientrano a casa. Siamo stati coinvolti fin da subito come persone di famiglia: tu prendi il latte… qualcuno spalmi un po’ di burro su questo pane… qualcun’altro si sposti in giardino a preparare un po’ di giochi… Un clima sereno e carico di complicità. A pomeriggio dopo aver sistemato e pulito tutto quanto si passava all’organizzazione delle attività del giorno dopo. Poi la Santa messa e la cena insieme. Dopo un po’ di fraternità tra canti, risate e passeggiate per le vie di Brăila si andava a dormire sazi di volti, abbracci e di azioni che ti allargano il cuore. Oggi si rientra a casa con un po’ di tristezza sul cuore ma anche con una grande certezza, la stessa dei bambini che abbiamo incontrato in questi giorni, quella di aver scoperto qui a Brăila un CONVENTO A FORMA DI CASA. ♥️
don Mimmo Sternativo
#braila #Romania #7-12agosto #esperienzadiservizio #èdonandochesiriceve
Dal 28 Luglio al 7 Agosto, in occasione del PEG2022 (Pellegrinaggio Europeo dei Giovani a Santiago di Compostela) abbiamo partecipato come famiglia religiosa al Cammino di Santiago di Compostela, organizzato dall’Arcidiocesi di Toledo e promosso a livello locale dalla parrocchia Santa Maria di Illescas, con la quale collaboriamo.
Dalla parrocchia di Illescas siamo partiti in 25 e ci siamo ritrovati con gli altri giovani, provenienti dalle altre parrocchie della Arcidiocesi (in tutto eravamo più di 600) nel santuario della Vergine di Covadonga, dove abbiamo celebrato la S. Messa di inizio, presieduta dall’arcivescovo Don Francisco Cerro Chaves.
Abbiamo fatto il cammino che passava per il nord della Spagna passando per luoghi con dei paesaggi bellisimi come Llanes, Ribadesella o Gijón, che costeggiano il mar Cantabrico e sono vicino alla catena montuosa chiamata: Picos de Europa.
Il motto del Cammino a livello europeo era: “TALITA’ KUM” (fanciulla, io ti dico: alzati) insieme alle parole che San Giovanni Paolo II dedicò ai giovani nella giornata mondiale del 1987 in Chile. Con i giovani abbiamo vissuto tre punti chiave della vita cristiana:
- Abbiamo bevuto con allegria alla fonte della nostra salvezza.
L’essere pelligrini nel Cammino di Santiago come nella vita, vuol dire camminare verso Gesù che è il vero e unico Cammino che ci porta a conoscere il cuore misericordioso del Padre. - Abbiamo fatto esperienza di Chiesa giovane che cammina insieme con allegria e speranza.
Insieme ai sacerdoti abbiamo mostrato ai giovani l’unico tesoro che possediamo: Cristo, che cammina con noi nel pellegrinaggio della vita. - Abbiamo accompagnato i ragazzi e li abbiamo aiutati nella loro vocazione e missione come evangelizzatori.
La Chiesa esiste grazie alla testimonianza gioiosa di uomini e donne che nel corso dei secoli non hanno avuto paura di dire con la propria vita che Cristo era il centro e il fondamento della loro esistenza.
Il cammino si è concluso a Santiago, quando ci siamo incontrati con il resto dei giovani che venivano da tutta Europa. I momenti più belli ed emozionanti sono stati: l’arrivo davanti alla Cattedrale dei 12.000 giovani pellegrini provenienti da tutta Europa; la Veglia di preghiera nel Monte de Gozo e la celebrazione conclusiva presieduta dal Cardinale Antonio Augusto dos Santos Marto, inviato speciale di Papa Francesco, nella quale ci ha invitato a iniziare la rivoluzione della fraternità che parte dall’amore fraterno per arrivare a inglobare la cultura del prendersi cura l’uno dell’altro. Ci ha esortato ad annunciare il Vangelo sempre con un sorriso, perchè se la fede non è motivo di allegria, allora è meglio non avere fede.
Quest’incontro dei giovani è stato veramente un bell’esempio di fede espressa con gioia e allegria.
Per ultimo il Cardinal Antonio ci ha esortato utilizzando l’interpretazione che Papa Francesco ha fatto sopra il motto del pellegrinaggio: «Alzati significa svegliati (alla vita), sogna, prova, compromettiti per cambiare il mondo, riesamina i tuoi sogni, contempla il cielo, le stelle, il mondo che ti circonda. Alzati e ritorna ad essere chi sei!»
La celebrazione si è conclusa con un nuovo invito per il 2023: la Giornata Mondiale dei Giovani a Lisbona.
Sr Katja Lorettu
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Se in una frase si potesse racchiudere l'esperienza della marcia francescana, si potrebbe dire così: la provvidenza ha ogni giorno un colore diverso!
È questo che abbiamo sperimentato in modo molto forte durante il pellegrinaggio che dal Sub Appennino Dauno (provincia di Foggia) ci ha condotto ad Assisi per la festa del Perdono. Pur non avendone consapevolezza al momento della partenza, durante le sei tappe a piedi abbiamo imparato a lasciarci sorprendere da ciò che il cammino ci avrebbe riservato. Certamente, non è stato sempre semplice essere accoglienti, soprattutto rispetto al peso dello zaino o alla fatica fisica o alla mancanza dei confort di casa o al gran sole che con fedeltà ha illuminato e scaldato, anzi surriscaldato, ogni nostro passo. Ci siamo trovati in una situazione scomoda all'esterno di noi che ci ha aiutato a scomodare anche paure e convinzioni, facendo così crollare tutte le nostre "difese immunitarie". Ed è proprio in questa condizione non ordinaria che abbiamo potuto conoscere qualcosa di straordinario! Nell'incontro con i compagni di strada che passo dopo passo sono diventati fratelli, nella cura di chi ha offerto il proprio servizio a supporto del nostro camminare, nell'accoglienza affettuosa che ogni comunità cittadina ci ha riservato al nostro arrivo, nelle piazze che si sono lasciate raggiungere da storie e musiche festanti, quanta bellezza disarmante! Fuori da aspettative e programmi, ci siamo trovati coinvolti in un turbinio di emozioni, con al centro la Parola di Dio che, alla luce dell'esempio di Francesco e Chiara d'Assisi, ci ha dato modo di conoscere un po' meglio noi stessi e gli altri e ci ha fatti scoprire tutti figli amati, bisognosi dell'amore dello stesso Padre che ci chiama a gustare la sua misericordia. Così gioia e gratitudine sono state le emozioni forti che ci hanno accompagnato in Porziuncola: nella semplicità di noi stessi, fare esperienza del perdono è stato riconoscersi piccoli, ma tutti parte di qualcosa di grande!
La marcia francescana è un po' una metafora della vita: bisogna scegliere di mettersi in cammino, anche senza avere ben chiaro ciò che sarà, e con fiducia stare, accogliere le sorprese della strada, che non escludono fatica e difficoltà, ma lasciano scorgere anche in esse la tanta bellezza del disegno grande di un Padre infinitamente buono, che non smette mai di farsi vicino!
Letizia
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“Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i mei occhi ti hanno veduto.” (Gb 42,5)
Nella seconda settimana di agosto, si è svolto il corso vocazionale “Chi sei Tu? Chi sono io?”, al Santuario della Verna. Sin dai primi momenti si è respirata un’aria di famiglia, di casa. Dove l’accoglienza e la disponibilità non sono mai mancate.
È stata una settimana molto intensa, all’insegna della preghiera, dell’ascolto della Parola, della meraviglia del creato e della fraternità. Ricchi sono stati i passi della Parola che ci hanno accompagnato durante i momenti della meditazione. Lasciarsi guardare nel profondo per scoprire alla vera Luce, chi siamo noi e chi è Lui! Lasciarsi guardare ed attraversare da quell’Amore che ci ama da sempre, che ci segue da sempre e che ci accompagna per sempre… Un’esperienza vera, senza filtri, incorniciata dai bellissimi paesaggi del Santuario. La fatica di incontrare il Signore sul monte... Il sole, gli alberi, il leggero muoversi dell’erba al vento… Tutto attorno a noi richiamava alla bellezza e all’importanza di quei momenti, di quegli incontri personali “a tu per tu”, dove il Signore non è mancato di far luce alle nostre incertezze, di rispondere ai nostri dubbi, di dare un senso a quella domanda scomoda “chi sono io?”, di aprirci a nuove domande.
La bellezza di poter condividere ogni esperienza con i fratelli e le sorelle, nella fraternità! Nei momenti di confronto e di ascolto, di divertimento e di svago. Scoprirsi tutti, chi in un modo chi nell’altro, sulla stessa barca, cercando di attraversare lo stesso mare, per raggiungere la stessa meta. Questo è l’aspetto più forte e bello della fraternità, spendere la propria vita per Amore! L’amore e la Parola mettono in cammino.
Quello che rimane nel cuore è una profonda gratitudine. Il primo grazie va al Signore, per averci chiamato a questo incontro personale. Grazie alle suore e ai frati che ci hanno accompagnato, seguito e spronato ad andare più in profondità. E infine grazie a Santa Chiara, ma soprattutto a San Francesco, per averci accompagnato per mano, con la loro vita e la loro presenza, a scoprire “chi sei Tu”.
Alessia
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"Rivestitevi della carità": con queste parole di San Paolo siamo entrate nel tempo del noviziato, che si è aperto con il rito della vestizione nel chiostro della Badia di Bertinoro. In questo luogo di Grazia in cui tutto ha avuto origine, ci siamo spogliate dei vecchi abiti per rivestirci della Sua volontà che ha guidato i nostri passi fino a qui. Per scoprire e realizzare il Suo progetto sulla nostra vita, Dio ci ha donato una nuova famiglia alla quale ci affidiamo con tutto il cuore per imparare a donarci attraverso il servizio e la fraternità. Nel momento in cui abbiamo indossato i nuovi abiti abbiamo provato una grande gioia, condivisa con le sorelle che ci hanno fatto sentire accolte con le loro parole di incoraggiamento e con tanti calorosi abbracci.
Cinzia e Silvia - Novizie CFMSS
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Durante la formazione estiva di juniorato, dal 20 al 30 luglio, abbiamo vissuto un’esperienza presso una comunità inter-congregazionale di Modica voluta dalla CIMI (Conferenza degli Istituti Missionari in Italia); questa realtà nasce a partire dal 2013, con la missione di occuparsi in modo particolare della situazione dei tanti migranti che da qualche anno arrivano numerosi in particolare sulle coste della Sicilia.
Ad oggi, di questa comunità fanno parte sr Raquel, Missionaria della Consolata, sr Dorina, suora comboniana e p. Vittorio, missionario comboniano, che ci hanno accolto aprendo a noi la loro casa, conosciuta da tutti i modicani come “la Badia”!! Lì, durante l’inverno, è attiva una scuola di italiano per stranieri, e sono ospitati in casa tre giovani africani, accolti in un momento di difficoltà e che piano piano stanno riuscendo a trovare la loro autonomia. La comunità, con grande creatività e flessibilità, cerca di inserirsi nel tessuto sociale di Modica, lì dove vedono che ve ne sia la necessità.
Con loro abbiamo condiviso semplicemente la quotidianità, conoscendo la realtà ecclesiale di Modica, che gode della presenza e del servizio di tanti laici attivi ed impegnati, che vivono con grande responsabilità e dedizione la loro missione. Si tratta in particolare di persone legate alla Caritas diocesana che, da diversi anni, ha scelto di non rivestire un ruolo semplicemente assistenziale, ma soprattutto pedagogico ed educativo, investendo nella promozione, all’interno della diocesi, di una sensibilità di accoglienza e di servizio verso gli ultimi.
Con sr Raquel e sr Dorina abbiamo potuto conoscere la casa di accoglienza per donne sole e mamme con bambini dedicata a padre Pino Puglisi, vivendo una mattina di gioco organizzata da noi con i bambini e i ragazzi della casa; abbiamo incontrato una famiglia siriana arrivata lo scorso inverno con i corridoi umanitari, leggendo negli occhi dei genitori ancora tanta paura e dolore, ma scorgendo negli occhi dei loro quattro figli, insieme a un po’ di timidezza, anche tanta voglia di vivere e di ricominciare; abbiamo visto le distese delle serre di Pachino, dove i migranti vengono sfruttati per ore e ore di lavoro, ricevendo nel migliore dei casi, una ventina di euro come compenso; abbiamo conosciuto la realtà di Crisci Ranni (= “Cresci, diventa grande”) partecipando alla messa conclusiva di un Grest dove erano presenti oltre 200 bambini di tutte le culture e le religioni; ci siamo unite alle educatrici della Caritas per l’ultima settimana di un altro centro estivo intitolato “Ndugu Wote” (in lingua swahili significa “Tutti fratelli”), organizzato a Jungi, periferia popolare di Scicli, dove i migranti faticano ad essere accolti e dove la mafia esercita ancora un grande fascino sui giovani del luogo; abbiamo anche potuto conoscere alcuni volontari della Chiesa Valdese che collabora con la Caritas in favore dei migranti in vero spirito di fraternità ed è stata per noi una testimonianza molto bella.
Ciò che ci ha colpito di quest’esperienza è il tentativo di vivere l’inter-congregazionalità, con le sue ricchezze e le sue fatiche, l’apertura alle altre confessioni e culture, l’esempio di tanti fratelli e sorelle laici che, nella semplicità della loro vita, si spendono con tanta generosità in favore dei piccoli e, non ultimo, la bellezza di stare insieme tra noi, di condividere questa esperienza, scoprendoci sempre più sorelle in cammino.
Grazie a sr Estela, che ci ha accompagnato e ha condiviso con noi questi giorni, grazie a chi ha pensato a quest’esperienza e a chi ci ha permesso di viverla, grazie alle sorelle delle nostre comunità che ci hanno accompagnate da lontano e grazie a ciascuna di voi che, col vostro ricordo e la vostra preghiera, avete sostenuto questo nostro tempo di formazione!
sr Daniela
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Camminando si fa cammino e si scova la sorgente.
Questo è lo slogan che abbiamo dato all’esperienza della Via degli déi che dal 21 al 27 agosto ho potuto vivere assieme a 11 giovani e tre animatori: Michele, suor Francesca e don Ermir, della parrocchia di San Marcello di Bari.
La Via degli déi è un percorso escursionistico di circa 130 km, con dislivelli che raggiungono i 600 m e quote anche di 1200 m. Il cammino collega le città di Bologna e Firenze e, attraversando gli Appennini, ripercorre i cammini usati prima dai Romani e poi nel Medioevo per le comunicazioni che passano per la via Flaminia "militare", quest’ultima costruita nel 187 a.C. come via di collegamento tra Bologna e Fiesole.
Chiamato degli “dèi” perché alcune montagne che attraversa portano i nomi degli déi Greco-Romani: il Monte Adone, Monte Venere, Monzumo e Monte Luario.
L’esperienza è iniziata con la ss. Messa del 20 agosto nella quale don Andrea ha dato a ciascun ragazzo il mandato, la maglietta e il libretto che ci ha fatto da guida nei nostri momenti di preghiera e di riflessione. Il Vangelo della Samaritana è stato l’icona che ci ha guidato.
Il pomeriggio del 21 agosto ci siamo trovati tutti alla Stazione di Bologna e abbiamo raggiunto l’Ostello “Combo” dal quale il giorno dopo è iniziato il cammino fisico vero e proprio. La Via degli déi inizia ufficialmente da Piazza Maggiore e subito dopo abbiamo voluto passare per il Santuario della Madonna di San Luca per affidarle ciascuno di noi.
Queste sono le tappe che abbiamo percorso:
- 22 Agosto: Bologna - Brento;
- 23 agosto: Brento -Monte Adone - Madonna dei Fornelli;
- 24 agosto: Madonna dei fornelli - Passo della Futa - Sant’Agata;
- 25 agosto: Sant’Agata - Vetta le Croci - Biviliano;
- 26 agosto: Biviliano - Poggio Pratone -Firenze.
Lo sforzo fisico che il cammino ci ha richiesto è stato duro fin dalla prima tappa, il più delle volte ci siamo trovati a percorre più chilometri rispetto a quelli indicati sulla carta facendo in un giorno anche 34 km, ma è stato bello poter ammirare gli orizzonti che passo dopo passo e tappa dopo tappa si aprivano ai nostri occhi.
Abbiamo imparato fin da subito a camminare ciascuno secondo il proprio passo, senza pretendere nulla, camminando anche soli sapendo che soli non lo eravamo e che per questo non ci saremmo perduti.
Come la Samaritana abbiamo voluto entrare, con Gesù, nel mezzogiorno della nostra vita, rappresentato efficacemente dalla fatica del cammino stesso. Abbiamo potuto fare memoria delle persone che per la storia di ciascuno di noi sono state significative perché in loro abbiamo riconosciuto la presenza di Gesù, riconoscendo nella sua Parola l’unica acqua che può dissetare e dare gusto alla nostra quotidianità.
Durante il Cammino si incontrano molte persone ed è stato bello con alcune di loro stringere amicizia e condividere non solo pezzi di cammino e mete, ma anche i momenti di preghiera che ogni mattina e sera scandivano la nostra giornata.
Tanti sono stati i momenti emozionanti: come quando il terzo giorno siamo arrivati al punto più alto della Via degli dèi, alle “Banditacce”, 1204 m, dove c’è una campanella da suonare per sancire il traguardo, oppure il quarto giorno dove ci siamo trovati all’ora di pranzo senza nulla ed un posto dove mangiare e una ragazza, capendo chi eravamo e la nostra situazione, si è fatta provvidenza per noi. Tutti i panorami sono stati spettacolari, ma in particolar modo il panorama che da Biviliano a Firenze si è presentato a noi, fin dal mattino, come una finestra aperta su Firenze.
Il momento più bello è stato arrivare a Piazza della Signoria di Firenze, dove ufficialmente termina il cammino, con la soddisfazione di avercela fatta e la meraviglia di incontrare gli amici che lungo il cammino avevamo conosciuto e che anche loro terminavano in quel giorno questa esperienza. La conclusione vera propria l’abbiamo vissuta il 26 sera con un momento di preghiera particolare e il 27 con la Celebrazione Eucaristica che don Carlo Bergamaschi, fratello di suor Francesca, ha presieduto per noi, dove ci è stato dato l’entusiasmo di riprendere a vivere la nostra vita certi che l’amore più importante non ci abbandonerà mai.
Suor Laura
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Da giovedì 22 a domenica 25 si è tenuto in Piazza Maggiore la 14esima edizione del Festival Francescano, occasione di incontro per tutta la famiglia francescana e di confronto e dialogo con il tema che ha guidato le giornate.
Oltre 100 eventi hanno caratterizzato lo stare in piazza Maggiore, ma anche sulla piazza digitale dei canali social. Si è provato ad abitare tutti i luoghi vissuti dalle persone, oggi, e a richiamare l'attenzione su un tema fondante la vita di ogni uomo: la fiducia.
La fiducia apre alla vita, alla conoscenza di se stessi e dell'altro in ogni campo, quello religioso, quello economico, quello politico. Ma anche attraverso il pensiero filosofico, poetico, canoro e le esperienze di vita gioiose e dolorose. Le relazioni non fondate sulla fiducia non sono relazioni, ma passaggi fugaci e dolorosi nella vita altrui. La fiducia fa crescere, la paura blocca e non garantisce uno sguardo di speranza e di luce.
Come Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento abbiamo abitato la piazza incontrando tanta gente di ogni età che è passata dallo stand del "caffè con il francescano": davanti ad una tazza, o meglio ad un biccherino, di caffè abbiamo ascoltato storie, offerto sorrisi, celebrato la fiducia anche solo donando uno sguardo attento. Ma abbiamo abitato anche la piazza digitale guidando con altri fratelli e sorelle francescani le fast conferance, mini conferenze di racconti di esperienze di vita profonde, uniche, preziose che arrivano dritto al cuore di chi le ascolta, perché vissute, sofferte, amate. E abbiamo raccontato la fiducia esclusiva nella Provvidenza che viviamo quotidianamente nella nostra comunità in Romania, a Braila.
La piazza del Festival favorisce il dialogo e la condivisione di storie, l'annuncio del Vangelo, la bellezza dell'incontro. E già ci prepariamo alla prossima edizione, a Bologna, che avrà per tema il Sogno e la Regola. Iniziamo, anzi continuiamo a sognare in grande, con Dio!
Suor Valeria
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Lungo tutto l’anno scolastico 2021/2022, su iniziativa e collaborazione tra le equipe missionaria e scolastica, è stato realizzato un progetto missionario per sostenere alcune delle nostre realtà in India e Brasile. Mancano cibo (soprattutto in Brasile) e vaccini per il Covid-19 (in India).
Ogni scuola della Provincia (Civita Castellana, Enna, Palencia, Pantan Monastero e Trieste), data la peculiarità di ciascuna, si è organizzata realizzando varie iniziative nel corso dell’anno, da ottobre, mese missionario, fino a giugno.
Le attività proposte sono nate prima di tutto dalla condivisione della preghiera comunitaria, nella celebrazione eucaristica di inizio anno, insieme ai bambini e poi sfociate in raccolte di soldi secondo la creatività che ognuna di noi, insieme ai nostri insegnanti, è riuscita a mettere in campo attraverso: la realizzazione di lavoretti fatti a mano dai bambini, mercatini in presenza, ma anche online laddove la situazione pandemica non ha permesso di realizzarli diversamente, grazie ad una marcia solidaria clariana, ad un evento sportivo il cui ricavato è andato interamente per le missioni e altre iniziative. Tutto ciò che è stato raccolto dalle singole scuole è stato mandato in Provincia e verrà suddiviso in parti uguali tra India e Brasile.
Il 29 marzo è stato realizzato anche un incontro Zoom tra le nostre scuole e la comunità brasiliana a Conceicao do Mato dentro che ha visto un toccante momento di scambio di saluti tra noi sorelle e tra i bambini che avevano preparato disegni e canti per vivere con allegria questo momento.
Durante questo anno non dobbiamo dimenticare che, non solo la pandemia ha reso difficile la creazione di iniziative di solidarietà, ma anche l’inizio della guerra in Ucraina ci ha impegnate tutte su questo fronte di solidarietà con la raccolta di alimenti, ma anche con l’accoglienza di bambini e delle loro famiglie, non interrompendo il progetto, ma anzi, moltiplicando gli sforzi per sostenere entrambi i fronti.
Grande è stata la partecipazione di tutti: insegnanti, bambini e genitori e ci auguriamo di aver dato il nostro piccolo contributo per le opere che le nostre sorelle missionarie compiono ogni giorno.
sr Elisa Bellodi
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Sì, in effetti la missione popolare a Segromigno (LU) dal 25 settembre al 2 ottobre è stata una missione molto bagnata, se non altro perché ogni giorno abbiamo avuto abbondanti temporali e diverse ore di pioggia, fedelissimi ai nostri ombrelli e pazienti con i nostri piedi bagnati. Eppure la pioggia non è riuscita a spegnere lo spirito della Perfetta Letizia fra noi quindici missionari tra frati e suore di diverse congregazioni francescane: un sorriso gioioso per tutti ci ha aperto molte porte, se non altro perché pochi si aspettavano che avremmo camminato per le loro vie, sparse su quattro diversi nuclei di case e nelle loro diverse classi di scuole elementari e medie, a dispetto del tempo avverso. Portavamo la bella notizia di Gesù e del suo amore incondizionato, che val più dell’umido nelle ossa e del primo freddo ad esso annesso! La benedizione di San Francesco ha risuonato per le strade e si è fatta eco nelle voci dei bimbi nelle loro case, nel racconto degli anziani e nei messaggi delle famiglie…che alla fine facevano a gara per averci a cena, almeno due ore a casa loro! Davvero portare Gesù è la vocazione più bella alla quale ciascun battezzato è chiamato, la missione che per noi ha un volto e un ritmo specifico nell’armonia della sinfonia cristiana: noi “portiamo i Misteri”!
sr Elisabetta
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Terzo incontro pre capitolare per noi Clarisse Francescane missionarie del santissimo Sacramento, dal 29 ottobre al 1 Novembre. Terzo incontro che ha chiuso la formazione sulla comunicazione e sul nostro modo di abitare il mondo digitale e reale attraverso il dialogo. Siamo Chiesa in uscita se sappiamo dialogare, aprire canali di comunicazione, e se sappiamo ascoltare. Il primo luogo per vivere questo rimane la fraternità, uno dei pilastri importanti della vita francescana e quindi anche della nostra vita. Con forza ci ha ricordato Padre Alessandro Mastromatteo, ministro provinciale dei frati minori di Puglia-Molise, che ha condotto questo terzo incontro, che siamo fraternità e non comunità. Non siamo chiamate ad essere tutte uniformi, tutte uguali, ma siamo persone uniche, che nella loro diversità contribuiscono a dare bellezza e valore al condividere la vita fraterna. Centralità alla persona, valore all'accoglienza della sorella, importanza all'ascolto vicendevole rendono vera, autentica la fraternità. Solo così ognuna potrà esprimere le "sue necessità", come invitava a fare ai sui frati San Francesco. Le fonti francescane hanno accompagnato queste giornate, e in modo particolare gli scritti di San Francesco, la sua Regola, dove si evince tutta l'importanza della comunicazione tra i fratelli. L'altro pilastro su cui Padre Alessandro ha fatto leva è quello della minorità, che è dinamicità di relazioni, capacità di camminare accanto, con semplicità e piccolezza, nell'accoglienza della sorella che è dono di Dio per ciascuna di noi. È vero che l'ortodossia può distanziarsi dall'ortoprassi, ma è fondamentale anelare ai valori alti e ideali proposti da San Francesco, perché i nostri desideri di vita fraterna possano compiersi nel bene. Cura della relazione, cammino personalizzato per ogni fraternità, necessità di restituire al Signore quanto ci è stato donato, questo permette di vivere da minori. Un incontro precapitolare che si è arricchito delle proposte di laboratorio individuale, di coppia e di gruppo che padre Alessandro ci ha proposto, facendoci fare esperienza di custodia reciproca e dandoci la possibilità di scendere nel profondo della nostra interiorità, fino a lasciare uno scritto per la prossima Superiora Provinciale, che sarà chiamata a servire la nostra Provincia religiosa. La gioia fraterna ha dato sapore a queste giornate, unite all'esperienza fraterna vissuta con creatività e libertà di spirito. Autenticità e leggerezza si sono respirate e la ricarica nella preghiera non è mancata, perché la nostra comunicazione non può farsi annuncio se non ci formiamo davanti al Tabernacolo, così come Madre Serafina esortava le sue sorelle! Un cuore colmo di gratitudine e il desiderio di ripartire dalla base, dalle radici, dai valori fondanti la nostra vita francescana e clariana danno il passo a ciascuna per il rientro nelle fraternità con l'arrivederci al Capitolo Provinciale che si celebrerà a Bologna dal 26 dicembre 2022 al 9 gennaio 2023!
Suor Valeria
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Apertura del XVI Capitolo Provinciale "Immacolata Concezione"
Con una solenne celebrazione eucaristica e una giornata di preghiera e ritiro abbiamo celebrato oggi a Bologna l’apertura del nostro XVI Capitolo Provinciale (Provincia "Immacolata Concezione" Italia-Spagna-Romania). Ancora immerse nella grazia del Natale, fino al 9 gennaio saremo riunite insieme per condividere, riflettere, confrontarci, per rileggere e imparare dal passato e progettare le linee del nostro prossimo futuro.
Fa da sfondo al nostro stare insieme la prospettiva del rinnovamento e di nuova vitalità da dare al nostro essere e al nostro operare al servizio di Dio e del prossimo, guidate da un tema sinodale: Dialogo ed Esodo, via di rinnovamento per portare i Misteri nel mondo.
Come ci ha ricordato p. Carlo Serri Ofm nella giornata di ritiro, come accadde a Mosè, così a nessuna di noi oggi è più concesso di vivere nel “palazzo del Faraone”, chiuse nei nostri luoghi privilegiati, isolate dal resto del popolo.
È tempo di vedere la realtà per chiederci che cosa possiamo fare noi per avere e dare vita, aprendo gli occhi sulla sofferenza dei fratelli. È tempo di leggere la realtà e obbedire alla storia, con i suoi mutamenti, con le sue novità, con le sue esigenze. È tempo di esodo, di uscire dal proprio mondo chiuso, facendosi coinvolgere da un dinamismo che ci porterà ad attraversare insieme il deserto, nella fatica e nel sacrificio, scuola scelta da Dio perché il popolo impari ad amare.
In questo nostro cammino pasquale non Mosè, non l’uomo, ma Dio è il protagonista della salvezza; Lui che ora chiede a ciascuna di noi, a partire da questo incontro Capitolare, nuove disponibilità per nuovi percorsi, verso gli orizzonti della Terra Promessa che ci attende!
Accompagnateci con la vostra preghiera.
Sr Vittoria
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Arriva infine il momento di aprire le mani, nel gesto della consegna, della restituzione, del rendimento a Dio e alle sorelle di ciò che a suo tempo era stato affidato perché potesse portar frutto…
In questi primi due giorni di assemblea, le sorelle del governo provinciale hanno consegnato alle sorelle capitolari ciò che si è vissuto in questi quattro anni di servizio alla Provincia nei vari aspetti: spirituale, fraterno, missionario, formativo, amministrativo.
Ci siamo voltate indietro e abbiamo riletto la storia vissuta insieme, abbiamo ripercorso la tanta strada fatta, contato i passi delle sue salite e delle sue fatiche, specialmente nel tempo della desolazione della Pandemia, ma insieme abbiamo anche potuto contemplare da vicino gli orizzonti raggiunti, godendo per le tante oasi di gioia e di bene che il Signore, nella sua bontà, non ci ha fatto mancare.
Tutto abbiamo potuto rileggere come grazia, comprendendo che la nostra storia è un tempo favorevole, il kairòs dove Dio ci ha voluto incontrare, prendere per mano e condurci sui sentieri di un costante esodo rispetto al passato e di dialogo profondo con il presente, per evitare di cadere nel pericolo di non cogliere il fluire del tempo e voler vivere per l’oggi delle risposte pensate per un tempo storico che non c’è più.
Poiché niente ci appartiene, non ci sono meriti ma solo tanta grazia ricevuta nelle fragilità e nei limiti personali, a mani aperte oggi viene lasciato andare quanto compiuto (e quanto resta ancora incompiuto), perché possa cadere ora su un nuovo terreno fertile di dedizione e donazione, possa germogliare e portare frutti di bene per la nostra Famiglia religiosa e la Chiesa tutta, secondo la Sua volontà.
Sr Vittoria
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Un momento importante e toccante per la nostra famiglia religiosa questo pomeriggio. Suor Flavia Luca, con atto ufficiale, consegna il mandato con il sigillo della Provincia del suo servizio come Superiora Provinciale, nelle mani della Madre Generale, Madre Karuna, al termine del secondo quadriennio alla guida della Provincia. Nel restituire il suo mandato vissuto, Suor Flavia ringrazia con tanta emozione per la fiducia ricevuta da tutte le sorelle. Madre Karuna ringrazia Suor Flavia e dopo i passaggi di rito ringrazia anche le sorelle del suo Consiglio - Suor Vittoria, Suor Antonella, Suor Sara e Suor Elisabetta - per aver lavorato con spirito di sacrificio, servizio e amore. Con parole materne rimette tutto nel cuore di Dio. Un momento di famiglia intenso e profondo, che si conclude con l'abbraccio delle sorelle capitolari.
Restituire il servizio, restituire se stesse nella certezza che Dio accompagna le sue figlie nel continuare a camminare alimentando la lampada della fede.
Rendere grazie con lo sguardo carico di speranza per proseguire il cammino di esodo con il desiderio di uscire sempre più da se stesse per entrare in dialogo con l'altro e vivere la prossimità! Il cammino continua nella certezza che Dio non ci abbandona e permette di compiere passi di bellezza con un atteggiamento sinodale!
Solo insieme si può guardare oltre e riconoscere la volontà di Dio!
Sr Valeria
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Il Signore compie grandi cose!
Noi Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento della Provincia "Immacolata Concezione" Italia - Spagna - Romania, dopo un tempo di preghiera dinanzi a Gesù Eucaristia, sotto lo sguardo della Madre Dio, protettrice della nostra Provincia, alla presenza della nostra Superiora Generale Madre Karuna Kuruvanthanam e grate al Signore per il dono di questo nuovo anno, lo iniziamo con la forza dello Spirito Santo e la gioia nel cuore per l'elezione, da parte delle sorelle riunite in Capitolo, della nuova Superiora Provinciale, Suor Sara Dell'amico e delle consigliere: sr Elisabetta Scaravaggi (I Consigliera e Vicaria Provinciale), sr Vittoria Sechi (Il Consigliera), sr Estela Guerra Miguel (lll Consigliera), sr Nicoleta Pistiean (IV Consigliera). Un Governo al servizio della nostra Provincia religiosa di Italia-Spagna-Romania che ben la rappresenta nei tre Paesi in cui viviamo il nostro carisma eucaristico-missionario.
Il Signore dona passi nuovi al nostro cammino, sguardi pieni di stupore e un cuore colmo di bontà con la certezza che la grazia di Dio guida sempre, dona luce e forza ai passi da compiere.
La bellezza è espressione di ognuna di noi e di ogni sorella del Consiglio, perché solo camminando insieme, condividendo le scelte e annunciando la gioia del Vangelo possiamo essere presenza significativa nella Chiesa, oggi.
"Rallegratevi nel Signore sempre... il Signore è vicino" (Fil 4,4-5) e continua ad esserlo tutte le volte che con obbedienza rispondiamo alla volontà del Padre, che non si stanca di chiamare alla sua sequela. La benedizione scenda copiosa su queste nostre sorelle a servizio del bene e della Chiesa. La benedizione scenda su ciascuna Clarissa Francescana del SS Sacramento affinché abitate dalla ricchezza della Parola di Dio possiamo ancora "Portare i Misteri" nel mondo oggi, come voleva la nostra Venerabile Fondatrice Madre Serafina Farolfi per "andare, accendere e portare l'amore di Gesù Eucaristia a tutti".
Sr Valeria
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UFFICIALMENTE CHIUSO IL XVI CAPITOLO PROVINCIALE
"Con cuore colmo di gratitudine e meraviglia, rendiamo continuamente grazie a Dio per questo tempo capitolare, che ha segnato una nuova pagina di storia per il nostro Istituto, ormai prossimo alla celebrazione dei suoi 125 anni di fondazione. Ad una sola voce, benediciamo il Padre delle Misericordie per la vicinanza e la preghiera di tutte le sorelle della Provincia e dell'Istituo, che in diversi modi, sono state unite a noi in un cuor solo e un'anima sola. Sorelle carissime, come i Magi che per un'altra strada fecero ritorno al loro Paese anche noi, a conclusione del nostro Capitolo, siamo chiamate a ritornare alle nostre comunità con un cammino, con un passo diverso, col desiderio di cercare ancora, di non accontentarci, di portare a tutte le nostre sorelle la gioia e la novità scaturite dall'incontro col Signore e tra noi.
Il cammino capitolare continua, da oggi in poi, nelle singole comunità della Provincia che nel Dialogo ed esodo percorrono la via di rinnovamento per portare i Misteri nel mondo.
Con Maria, Vergine Immacolata, rinnoviamo il nostro Sì per portare i Misteri al mondo. Che attraverso la nostra vita il buon profumo dell'Amore di Dio si effonda sulle sorelle delle nostre comunità e su tutti coloro che il Signore mette sul nostro cammino."
Madre Maria Chiara Karuna Kuruvanthanam
(dall'esortazione per la Chiusura Ufficiale del XVI Capitolo Provinciale "Immacolata Concezione" Italia - Spagna - Romania)
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A conclusione degli esercizi spirituali vissuti a Bologna in compagnia dei protagonisti della Quaresima, innalziamo il nostro canto di lode per tutte le parole preziose ascoltate in questi giorni: parole che hanno segnato il passaggio dello Sposo nelle nostre vite; parole che ci hanno riportato alla nostra essenza di donne eucaristiche missionarie, che non tengono per sé la propria vita, ma la "spezzano" per la sorella vicina come per i fratelli e le sorelle più lontani. Grazie p. Alessio! Grazie sorelle! Grazie, Signore, Dio e Padre nostro!
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Ieri sera ci siamo riunite nella Casa Madre, Badia di Bertinoro, per rendere grazie al Signore per il dono che Lina e Dalila sono per la nostra famiglia religiosa. Abbiamo vissuto insieme a loro una veglia di preghiera basata sul brano del Vangelo di Luca in cui Gesù apprezza la vedova che ha gettato nel Tesoro del Tempio "tutto quello che aveva per vivere". L'offerta, nonostante fossero soltanto due monete, è stata gradita a Dio più di quanto non fossero state le grosse quantità portate dai ricchi del tempo. Chiediamo al Signore per loro che, come la vedova del Vangelo, custodiscano il desiderio di offrire al Signore tutto quello che veramente conta, cioè la loro stessa vita, e che abbiano la grazia di avere la sua stessa capacità di abbandono fiducioso per emettere il loro Sì oggi e quotidianamente con grande generosità e larghezza di cuore.
sr Juliane Tavares
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Oggi, 4 marzo 2023, alla nostra Casa Madre, Badia di Bertinoro (FC), Lina Bashir e Dalila Mastrangelo hanno fatto la loro prima Professione nella nostra famiglia religiosa di Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento. Durante la celebrazione, presieduta dal Vescovo della diocesi di Forlì, mons. Livio Corazza, Lina e Dalila hanno emesso i voti di povertà, castità e obbedienza nelle mani della Superiora Provinciale sr Sara Dell'Amico. La comunione vissuta durante la celebrazione eucaristica è poi continuata nel momento di festa vissuto insieme a tante sorelle, alle loro famiglie e al Vescovo Livio. Ringraziamo il Signore per il dono che, con il loro "Sì", Lina e Dalila sono per la nostra famiglia religiosa e per la Chiesa tutta, e a Lui, Padre buono e provvidente, affidiamo il loro cammino: che possa mantenere accesa in loro ogni giorno la stessa gioia, ardore e luminosità di questo giorno!
sr Daniela Biasi
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Domenica 26 marzo si è conclusa a Viareggio la Missione popolare voluta dal parroco don Daniele e organizzata dai Frati Minori della Toscana nella comunità parrocchiale Migliarina-Terminetto, a cui abbiamo partecipato anche noi Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento.
Il 18 marzo, dopo il mandato missionario ricevuto durante la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Paolo Giulietti, noi 26 missionari (frati, suore, postulanti, seminaristi e laici), abbiamo cominciato la nostra missione, accolti dalle famiglie della parrocchia.
Durante la settimana abbiamo cercato di raggiungere tutti, girando casa per casa per le benedizioni alle famiglie, incontrando bambini e ragazzi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, organizzando laboratori della fede, feste e momenti di preghiera comunitaria ed incontrando i vari gruppi parrocchiali: del catechismo, del gruppo giovani, degli adulti e degli anziani.
Ringraziamo il Signore per il bel clima che si è creato tra noi missionari, fatto di apertura, attenzione reciproca, aiuto e collaborazione, nonostante non ci conoscessimo; lo ringraziamo per la calorosa accoglienza ricevuta e per le tante persone incontrate; a Lui affidiamo le sofferenze raccolte e le speranze di questa comunità parrocchiale, perché continui a camminare con ardore e generosità!
sr Daniela Biasi


“Ecco: sto alla porta e busso”:
Come Dio bussava alle porte del cuore degli uomini nel celebre passo dell’Apocalisse, così torna a bussare alle nostre porte, per incontrare e farsi incontrare nelle molteplici strade della quotidianità. Lo farà con il Giubileo eucaristico-missionario nei 125 anni di fondazione dell’Istituto delle suore Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento (CFMSS) di Bertinoro, dove sono nate, e da qui si diffonderà in tutto il mondo.
Il Dio dell’amore ci ha sorpreso ancora una volta con un dono inaspettato che permetterà a chiunque di ottenere l’Indulgenza Plenaria, alle consuete condizioni, visitando non solo la cappella della Casa Madre della Badia di Bertinoro, ma anche tutte le cappelle delle comunità delle CFMSS sparse in Italia e nel mondo.
L’Indulgenza si potrà ottenere per se stessi o per i defunti, e si potrà lucrare una volta al giorno per un intero anno, dal 1° maggio 2023 al 1° maggio 2024. Questo Anno Santo di Indulgenza Plenaria, concesso dalla Penitenzieria Apostolica in occasione del 125° anniversario di fondazione dell’Istituto, inizierà ufficialmente il 1° maggio 2023, lì dove nel 1898 l’Istituto è nato, nel convento della Badia di Bertinoro, con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Livio Corazza; ma la stessa Grazia si potrà vivere per un intero anno in tutte le comunità della Famiglia Religiosa nel mondo.
La Badia spalanca dunque le porte al mondo e a tutti coloro che vorranno partecipare a questa solenne celebrazione, alla quale saranno presenti anche le sorelle capitolari del XVII Capitolo Generale. Questa liturgia sarà infatti il cuore dell’evento del Capitolo, che si celebrerà a Bologna dal 27 aprile al 26 maggio. Al mattino del 27 aprile il Cardinale S. Em. Matteo Maria Zuppi presiederà la solenne celebrazione eucaristica, cui seguiranno i riti di apertura ufficiale di questo importante evento che vedrà riunite in ascolto, confronto e discernimento fraterno, 43 suore provenienti dalle diverse parti del mondo, rappresentanti delle 13 nazioni in cui le CFMSS sono presenti: Italia, Spagna, Romania, India, Myanmar, Madagascar, Germania, Brasile, Guinea Bissau, Senegal, Argentina, Bolivia e Perù.
Così la nostra Famiglia Religiosa allunga lo sguardo verso il mondo intero, diventando pienamente partecipe dello spirito missionario che ha animato la Fondatrice delle CFMSS, la Venerabile Madre Serafina Farolfi, e che continua a ispirare e a muovere i passi delle sorelle di oggi. Sarà un anno di sovrabbondante Grazia per chi vorrà accostarsi alla misericordia di Dio, dove il carisma eucaristico-missionario delle CFMSS si unirà allo spirito missionario di un’intera comunità ecclesiale in cammino.
Eucarestia è Missione: questo carisma infatti è anche pienamente sinodale e batte all’unisono con il grande cuore della Chiesa. Per dirla con le parole dell’Apocalisse: “Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). Il Dio dell’inaspettato attende tutti alla soglia della porta di casa per iniziare un nuovo cammino di fraternità e amore.
Cinzia Caserio
Ci siamo incontrate presso la sede generale di Roma, arrivando per vie diverse, per celebrare nei prossimi giorni il XVII Capitolo generale. Vogliamo camminare insieme, ascoltarci, riconoscerci come donne che condividono la stessa spiritualità e lo stesso carisma, ma che hanno bisogno di camminare insieme per riorganizzare la nostra vita come CFMSS.
La preparazione migliore a questo scopo è stata quella di andare in pellegrinaggio insieme, un pellegrinaggio che ci introduce alla via della semplicità, del distacco evangelico e della ricerca autentica della volontà di Dio. Per questo abbiamo scelto il percorso delle quattro basiliche papali di Roma: San Pietro, San Paolo fuori le Mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore. Siamo andate in pellegrinaggio in fraternità, prendendoci del tempo per la crescita interiore e la contemplazione delle bellezze artistiche e culturali.Abbiamo iniziato il nostro viaggio presso la tomba di San Pietro nelle Grotte Vaticane, sotto l’altare papale della Basilica di San Pietro. Nella Cappella di questo luogo abbiamo partecipato alla Messa concelebrata da S. Ecc. Mons. José Rodríguez Carballo ofm, attuale Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
Di qui ci siamo recate alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, eretta nel IV secolo d.C., luogo di sepoltura di San Paolo Apostolo. È la seconda per grandezza dopo la Basilica di San Pietro.
Nel pomeriggio, abbiamo proseguito il pellegrinaggio all’interno di Roma, raggiungendo l’Arcibasilica del Salvatore e dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, meglio conosciuta come Basilica di San Giovanni in Laterano. È la cattedrale della Diocesi di Roma, quindi la sede episcopale del Vescovo di Roma, ovvero Papa Francesco. Essendo la chiesa più antica del mondo, è chiamata “Madre e Capo” di tutte le chiese.
Abbiamo poi proseguito verso la Basilica di Santa Maria Maggiore, la prima chiesa cristiana al mondo ad essere dedicata alla Vergine Maria, la cui origine risale al Concilio di Efeso del 431. È il primo tempio cristiano al mondo dedicato alla Vergine, la cui origine risale al Concilio di Efeso del 431. Questo Concilio proclamò che la Vergine poteva essere propriamente chiamata “Madre di Dio“, e tutta l’iconografia del tempio ruota attorno a questo tema, la divina maternità di Maria. Qui abbiamo pregato il Santo Rosario nelle lingue dell’Istituto, tenendo presente ogni sorella della nostra preghiera.
Gesù ci esorta a camminare insieme, in senso sinodale. Per condividere la gioia della fraternità, ci esorta a sederci insieme alla tavola del Regno, e per questo dobbiamo metterci in cammino. E questo viaggio diventerà realtà al Capitolo Generale. È un viaggio dove si compie il miracolo dell’ascolto e dove troviamo il senso della nostra vita consacrata.
sr Olga Krupsky
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Dal 14 al 16 aprile scorso si è tenuto il corso vocazionale "prendi l'arte e usala in dispArte - L' Arte di volare", al Santuario de La Verna.
È stato un tempo pieno di grazia, di silenzio e di preghiera, di approfondimento e di grande riflessione, di ascolto delle nostre aspirazioni più profonde, di conoscenza di noi stesse e della nostra relazione con il Signore. Il prezioso, profondo e creativo accompagnamento di sr Valeria e sr Daniela, ci ha stimolate a far luce sulle zone d'ombra del nostro cuore, suscitando in noi tanti interrogativi. Abbiamo vissuto un' armoniosa comunione fraterna, di costruttiva condivisione e di celestiale leggerezza, che ci ha permesso di aprire i nostri bozzoli alla luce del Risorto. Intensi sono stati i momenti di meditazione della parola di Dio. Interessanti sono stati i vari laboratori proposti. Conoscersi, dialogare con il Signore attraverso le varie espressioni di arte, ci ha consentito di scendere in profondità, riconoscendo la nostra bellezza e anche le nostre fragilità, esternandole ed affidandole all'Altissimo, l'unico in grado di trasformare ogni amarezza in dolcezza. L' aver condiviso i propri pensieri, le proprie esperienze, la propria interiorità, ha rappresentato e rappresenta un passo in avanti nel nostro cammino. Durante tutto il tempo trascorso nella Santa terra di La Verna, l' Onnipotente si è fatto accanto a ognuna di noi, come ai discepoli di Emmaus, prendendosi cura di ognuna, delle nostre ali bruciate dai vari lampioni della vita, accendendo in noi il vivo desiderio di aprire gli occhi del nostro cuore, di riconoscerLo ovunque e di sperimentare la Sua luce. L' esempio di S Francesco, della sua vita, della sua audacia, del suo scendere in basso, del suo accogliere tutto, del suo abbandonarsi a Dio, sarà da stimolo per alzare gli occhi al cielo e puntare in alto. Grazie Gesù perché, in questi giorni di infinita misericordia, abbiamo fatto memoria del nostro primo incontro, quando il tuo dolce sguardo divino si è posato sulle nostre miserie, quando ci siamo sentite amate e misericordiate. Resta sempre con noi Signore, solo così i nostri cuori arderanno , si fonderanno e spiccheranno il volo in alto, sempre più in alto.... Sempre di più... Verso la felicità senza fine.
Antonietta
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Bologna, 27 aprile 2023
Si sono innalzati oggi a Bologna canti di lode e inni di gratitudine, in diverse lingue, al Signore nostro Dio, perché ci ha radunate insieme dalle diverse parti del mondo, come famiglia in festa e famiglia unita, per dare inizio al nostro XVII Capitolo Generale che vede riunite insieme le 43 Capitolari rappresentanti delle 13 Nazioni in cui come Clarisse Francescane Missionarie del SS.mo Sacramento viviamo e operiamo.
Durante la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal nostro Fratello e Pastore, il Card. Matteo Maria Zuppi, abbiamo insieme affidato a Dio nostro Padre, unico e Sommo Bene, questo importante evento di sinodalità e di abbondante grazia che viene riversata per il bene nostro e di tutto. Come Maria e gli apostoli riuniti nel Cenacolo, anche noi saremo radunate insieme fino al 26 maggio, in questo nostro “Cenacolo” che abbraccia il mondo intero e ci fa sentire vicine ad ogni nostra sorella e a ogni comunità ecclesiale che testimonia il Vangelo nel mondo.
In ascolto dello Spirito, in questi giorni, vogliamo discernere tra le tante voci la Sua Voce. Vogliamo aprirci all’ascolto reciproco le une delle altre, per ricercare insieme ciò che Dio e l’umanità ci domandano nell’oggi della storia.
In ascolto dello Spirito, desideriamo riorganizzare la nostra vita perché sia più profondamente eucaristica, più audace e coraggiosa nella missionarietà, più attenta al grido dei nostri fratelli poveri e bisognosi, così come le parole del nostro Cardinale ci hanno invitato a fare: riscoprendo la preziosità del nostro carisma eucaristico-missionario, che si esplicita nello STARE e nell’ANDARE, per testimoniare con gioia ciò che quotidianamente sperimentiamo nella contemplazione di Gesù presente nell’Eucaristia.
Cuori attenti e piedi in cammino dunque! Adoratrici missionarie del SS.mo Sacramento!
Questi giorni allora saranno l’occasione di costruire ponti di comunione per camminare e farci pellegrine insieme, perché solo “insieme”, in uno stile sinodale, possiamo sognare e delineare il futuro della nostra famiglia di Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento missionaria nel mondo.
Facciamo nostro l’invito che Papa Francesco, con una lettera ricca di calore e di familiarità, rivolge per l’occasione alla nostra Madre Generale, e attraverso lei, a tutte noi: “Come figlie spirituali di Santa Chiara, Vi esorto a riscoprire la bellezza dello "stare con Lui"; donne oranti che attraverso la contemplazione, la meditazione e l'adorazione ardente del Mistero Eucaristico sappiano incarnare un atteggiamento umile e nascosto, coraggiose nel lasciare tutto con gioia per seguire il Maestro sulle strade del mondo, per essere sentinelle dell'amore misericordioso di Dio… Come San Francesco d’ Assisi coltivate l'audacia del cuore, disposte a vivere e annunciare il Vangelo nello stile dell’itineranza, con la passione evangelizzatrice e dedite al servizio gratuito verso i più bisognosi, soprattutto quelli posti ai margini della società, i tanti, i troppi poveri e abbandonati del nostro tempo… Ravvivate in Voi la letizia perfetta, divenendo “sorriso del Padre” verso quanti incontrate nel cammino, affinché possano scorgere in Voi il volto amorevole dell’Altissimo, Onnipotente, bon Signore”.
Questi sentimenti, questi desideri e aspirazioni del cuore, li poniamo oggi nelle mani del nostro Padre amoroso e provvidente, perché possa benedirli, trasformarli e renderli fecondi nelle pagine di storia che ancora, con Lui e in Lui, per il futuro scriveremo.
sr Vittoria Sechi
Clicca qui per leggere la lettera di Papa Francesco
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…Difficile veder brillare il numero 125 tra gli stendardi, tra i vari segni di festeggiamento e su una torta di compleanno!
… difficile? NO!: impossibile! Possibile invece! se questi segni di gioia grande, per un compleanno davvero speciale, sono dedicati a una grande famiglia, ad una grande fraternità, che proprio da 125 anni percorre la storia, crescendo di numero, di vita, di opere, di speranze; dilatandosi in un’incessante progettualità, nella passione ardente per il Regno, nell’inesauribile, rigenerante energia eucaristica, che produce frutti missionari ormai in ogni dove, dal prossimo “qui ed ora”, alle mete più lontane già raggiunte e ancora raggiungibili nell’ardire operativo della fede vera!
Oh! ma cosa è scaturito dal tuo cuore, Madre Serafina in quel lontano 1898?! Cosa è zampillato da questa sorgente bertinorese?! Cosa è germogliato da questa carismatica Badia?! Già, perché anche noi CFMSS abbiamo avuto, 125 anni fa, il nostro “Big Bang”: “ANDATE, ACCENDETE, PORTATE L’AMORE DI GESU’ EUCARISTIA A TUTTI!” e da allora questa nuova creazione dello Spirito non si è più fermata, anzi: si è sviluppata, evoluta, adeguata ai tempi, alle necessità di una storia in corsa, alle tante culture, alle povertà argutamente definite “nuove” ma che, in fondo, sono l’unica, eterna fame e sete di Dio, in Cristo: sola via, verità e vita, vero cibo e vera bevanda eucaristica.
Ed ecco che 125 anni divengono ora un nuovo e miracoloso kairòs, nel quale, sul piano dell’autenticità e vitalità, combacia un inizio lontano con un oggi più vivo che mai, e tra le cui pieghe, racchiuse nella memoria del cuore, è giusto rileggere insieme… Quanto cammino, quanta fatica! Quanta gioia e quanto pianto! Quanta prudenza e quanta divina follia! Quanta sapienza e quanta semplicità! Quanta morte e quanta risurrezione! Quanto andare e quanto restare immobili, sì, ma solo ai piedi del tabernacolo, per poi ripartire….! E siamo qui. Eccoci, siamo noi CFMSS: 125 anni di vita e non sentirli! o meglio, assaporarli tutti nel ringraziamento al Signore, ad ogni sorella, ad ogni prossimo, ad ogni sempre arricchente esperienza, soprattutto allo Spirito, che ci ha suscitate, accompagnate e ci sospinge tuttora nelle traiettorie apostoliche disegnate dal Padre. Eccoci, siamo noi: CFMSS, che avanziamo indomite – tipico stile serafiniano - portando i Misteri di un amore più grande, che non ci ha mai deluse, bensì vivificate e spinte verso il bene di tutto e di tutti.
Eccoci, siamo noi CFMSS. 1° maggio 1898-2023: Stendardi, icone, messaggi, presenze, allegria e convivialità: tutto questo si merita la nostra bella famiglia, oggi in un’insolita e sacra sosta alla Badia… ma è per celebrare questo numero glorioso e solare 125 ANNI DI NOI. …Perciò “ad majora”, CFMSS! Ora un breve spaccato di queste magica festa: h. 9 arriva il Capitolo Generale, Madre Karuna e tante sorelle che a Bologna stanno celebrando questo evento di grazia, verifica, crescita e donazione per tutte noi, nel mondo d’oggi. h.10, in un’ atmosfera pregna di spiritualità e raccoglimento, la nostra rinnovazione dei voti: nomi, età, voci, accenti diversi - stessa convinzione, entusiasmo, gratitudine, fiducia e slancio! Poi tutto il resto: un brulicare ubiquitario di sorelle e gente in festa, sotto un cielo coperto, ma nello splendore di tanti sorrisi. Bellissima la celebrazione eucaristica! presieduta dal nostro Vescovo Mons. Livio Corazza, per noi sempre più padre, fratello e amico; ed altri sacerdoti, affettuosamente vicini e conoscitori della nostra realtà. Grande celebrazione, col centro assoluto di Parola ed Eucaristia, ornato da canti in varie lingue e da una danza indiana leggiadra e suggestiva. Poi il rinfresco, sì, perché l’agape è sempre bella e corroborante per il corpo, per l’anima e per la relazione fraterna. In tantissimi sono venuti, hanno visto… hanno gustato… finché lentamente, quasi tentennando, ognuno ha imboccato la via del ritorno. Pian piano, il silenzio serale è calato su una Badia ormai “consumata” da tanta gioia e bellezza.
Ma eccoci, siamo ancora e sempre noi, CFMSS! E se il diario di bordo conta da oggi “i suoi primi 125 anni”, spazio ce n'è ancora! e tanto! Perciò avanti! E come fosse la prima volta che ce lo dice lei, Serafina, ANDIAMO, ACCENDIAMO, PORTIAMO A TUTTI L’AMORE DI GESU’ EUCARISTIA!
sr Teresa Manni
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Le buone notizie si diffondono! Dalla Badia di Bertinoro le CFMSS hanno portato l'amore di Gesù Eucarestia in tutto il mondo, raggiungendo fino ad oggi 13 nazioni: Italia, India, Brasile, Bolivia, Argentina, Spagna, Perù, Romania, Guinea Bissau, Senegal, Madagascar, Myanmar, Germania (in ordine di fondazione).
Condividiamo la gioia dell'apertura dell'anno giubilare nella Comunità di Palencia (Spagna), al Colegio Santa Clara de Asís (leggi l'articolo della Diocesi di Palencia), e nella Comunità di Braila (Romania), nel Centro Diurno "Il sorriso di Mariele" (leggi l'articolo della Diocesi di Bucarest) .
Clicca sulle foto per visualizzarle
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Di fronte alla responsabilità e alla missione così delicata che ci è stata affidata: "Riorganizzare la nostra vita di Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento in stile sinodale", è sempre gradito un "soffio" dall'esterno che ci confermi: "La strada è quella...". È quello che ha fatto fr. Massimo Fusarelli, Ministro generale dell'OFM, invitato a rivolgerci una parola in occasione dell'evento che stiamo celebrando.
Le sue provocazioni, espresse in modo così chiaro e reale, riassumono semplicemente ciò che le Relazioni delle nostre diverse Provinciali e del Governo Generale – condivise e meditate insieme negli ultimi giorni che hanno preceduto il suo intervento - hanno riportato: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose..." (cfr. Ap 21, 5).
I punti evidenziati da fr. Massimo, presente online alla nostra Assemblea capitolare, sono serviti ancora una volta a confermarci che lo Spirito Santo insiste nell'essere il protagonista di tutte le nostre decisioni, viste le coincidenze dei discorsi fatti tra noi in tutte le occasioni di confronto che abbiamo avuto fino al momento: "Riorganizzare la nostra vita..." partendo dal Carisma, ascoltando lo Spirito per comprendere dove e come dobbiamo fare dei passi di novità.
Il Carisma è più grande di noi, ci ha ricordato fr. Massimo, che ci ha ammonito a non perdere il focus della "riorganizzazione", distraendoci con troppi discorsi e argomenti. Ha anche esortato le sorelle a concentrarsi sull'obiettivo principale di questo Capitolo: RIORGANIZZARSI IN STILE SINODALE, cosa che richiede molto discernimento da parte delle capitolari, dato che l'esplosione della diversità - tipica del momento storico in cui stiamo vivendo, con innovazioni scientifiche e tecnologiche, cambiamenti nei settori dell'economia e della politica, nonché trasformazioni nelle strutture e nei comportamenti sociali - richiede trasformazione e apertura alle differenze, e non possiamo più permetterci di restare come siamo.
Perciò ci ha avvertito che, per raggiungere la meta che vogliamo raggiungere, devono muoverci due domande in particolare: "Che cosa nella nostra vita ha bisogno di essere rivisto?", "Siamo in grado di leggere i segni dei tempi con il nostro carisma?".
Ogni epoca ci fa scoprire qualcosa e il carisma, essendo un dono dello Spirito, è dinamico. Quindi è fondamentale chiedersi: come possiamo vivere il carisma oggi rispondendo ai segni dei tempi? Nella riorganizzazione ci possono essere varie sfaccettature, che vanno tenute in considerazione. Tuttavia, possiamo correre il rischio di "cambiare tutto per non cambiare niente".
Considerando che lo Spirito soffia dove vuole, dobbiamo avere la capacità di riconoscere la forza dello Spirito nelle suore, nelle culture, nelle diverse realtà. Fr. Massimo ci ha invitato ad essere dinamicamente fedeli al carisma e ha sottolineato lo stile sinodale che deve evidenziare ciò che ci unisce nelle tante differenze.
Ha rimarcato che per noi che abbiamo il carisma francescano e clariano il Vangelo è fondamentale: "I nostri fondatori sono partiti dal Vangelo e dai poveri. Non possiamo perdere di vista questo".
Fr. Massimo ha concluso il suo intervento augurando la Luce e la Forza dello Spirito a tutte le capitolari, benedicendoci con la Benedizione di San Francesco.
Sr M. Aparecida da Silva
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“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituito perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto sia duraturo” (Gv 15,16).
E così, noi Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento, possiamo solo fermarci sulla soglia di questo profondo e alto mistero della scelta di Dio, che oggi ha chiamato sr M. Chiara Lorenzato alla guida del nostro Istituto per il prossimo sessennio come nostra Madre Generale, e sr Flavia Luca (Vicaria), sr Joyce Thadathil, sr Cristina Del H. Alonso Pedano e sr Eliana Batista da Conceição come membri del suo Consiglio.
Non sappiamo perché, ma sappiamo che della povera mediazione umana il Signore si serve per agire nella storia, per operare cose nuove e compiere inaspettate meraviglie.
Chiamate a farsi umili e docili strumenti della benevolenza di Dio, generose vignaiuole inviate a servire questa “piccola porzione di vigna del Signore” che è la nostra Famiglia Religiosa nel mondo, con l’aiuto della grazia e il sostegno di noi sorelle sapranno certamente seminare e coltivare i tanti semi di bene gratuitamente ricevuti, perché “portino frutto e questo frutto sia duraturo”.
A loro il nostro più caro e più sincero augurio, che si fa preghiera e impegno di fraterna comunione per il loro servizio!
Sr Vittoria Sechi
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Sr Vittoria Sechi
Condivisione, confronto, progettazione nei gruppi internazionali durante il Capitolo Generale
"Forti delle nostre diversità culturali, delle differenze di approccio alla fede, diventiamo esperti nell’arte dell’incontro… La sinodalità presuppone l’ascolto… È così che Dio ci mostra la strada da seguire, facendoci uscire dalle nostre abitudini, chiamandoci a intraprendere nuove strade come Abramo…. Lo Spirito, che fa nuove tutte le cose, ci chiama a interrogarci su ciò che Dio vuole dirci in questo tempo, oggi, e sulla direzione nella quale desidera condurci. Oggi, Dio, che mi dice? Oggi, non ieri, oggi. Non essere “indietristi”: andare indietro all’ieri. No, oggi, guardando il futuro!” (Papa Francesco)
«Gli scienziati dicono che siamo fatti di atomi,
ma un uccellino mi dice che siamo fatti di storie»
(Eduardo Galeano)
Si chiude il nostro XVII Capitolo Generale. Lavorare nel Capitolo con il tema “Riorganizzare la nostra vita di Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento nel cammino verso il Sinodo” è stata una grande opportunità per chiederci come famiglia religiosa quale posto lo Spirito del Signore ci chiama ad occupare oggi e per discernere evangelicamente cosa e come Egli vuole che facciamo. Per questo è stato necessario prendere in mano la nostra vita e la nostra missione e, alla luce di molte preghiere, riflessioni, condivisioni e conversazioni, rivedere le nostre strutture interne ed esterne, a livello personale, comunitario e di Istituto. E così è stato… in “comunione nello spirito”, avendo “gli stessi sentimenti”, il che, secondo la raccomandazione di San Paolo, non significa solo “essere d’accordo”, ma “sentire e pensare in Cristo” (cfr. Fil 2,1-5), condividere preoccupazioni e speranze, prendere decisioni in comune… Così sono passati più di 30 giorni, con una diversità di culture e di lingue, ma comprendendosi attraverso il linguaggio dell’amore fraterno.
Sì. Una missione finisce e ne inizia un’altra! “Le cose vecchie sono passate. Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21, 4-5). Questa prospettiva ci pone di fronte alla necessità di riprendere il dinamismo creativo del nostro carisma: presenza ininterrotta della grazia di Dio che permea le mediazioni umane (cfr. 2Tm 1,1-6), rafforzando gli elementi essenziali che costituiscono i fondamenti della nostra Vita Religiosa: la preghiera, la fraternità, la missione evangelizzatrice, la cura della vita, soprattutto dei più vulnerabili, perché ” in una società dello scontro, della difficile convivenza tra culture diverse, della sopraffazione sui più deboli, delle disuguaglianze, siamo chiamati ad offrire un modello concreto di comunità che, attraverso il riconoscimento della dignità di ogni persona e della condivisione del dono di cui ognuno è portatore, permetta di vivere rapporti fraterni” (Papa Francesco, Lettera apostolica nell’Anno della Vita Consacrata, I.2).
Abbiamo ben compreso che l’apertura al nuovo, ai tempi e ai luoghi, favorisce l’emergere di nuove forme di organizzazione. Per questo motivo, abbiamo valutato il nostro patrimonio, codificato e conservato nei nostri Documenti (CCGG, Piano di Azione, Ratio Formationis), per riprogrammare con atteggiamenti nuovi la salvezza che Dio scrive nella storia di oggi, attraverso di noi. Il seme che è stato gettato dai nostri fondatori deve portare frutto nella terra in ogni tempo; essere fedeli al messaggio che essi ci hanno lasciato significa prolungare l’ispirazione che li ha mossi esistenzialmente alla luce dei segni: “Nessuno cuce un panno nuovo su una veste vecchia o mette vino nuovo in otri vecchi. Vino nuovo in otri nuovi” (Mc 2,21-22).
Sr Cidinha
È vero che i luoghi riflettono il significato che gli dai, assumono il valore che desideri che abbiano... Ma ce ne sono alcuni che senza dubbio "parlano" da sé, "raccontano", "rivelano" un mistero nascosto che trascende il senso delle cose, delle pietre, degli alberi, delle persone, dei suoni che senti.
Così sono i luoghi delle nostre origini francescane: Assisi, La Verna, Cortona, Greccio, Fontecolombo...
Se hai il coraggio di fermare la tua corsa affannata e sostare in silenzio davanti al Mistero che li abita, puoi sentire interiormente il loro "racconto", che parla ancora della presenza di quel Dio che 800 anni fa ha fatto vibrare e innamorare il cuore Francesco d'Assisi. E così noi Capitolari del XVII Capitolo Generale, con il neoeletto Consiglio Generale, al termine del nostro Capitolo abbiamo avuto la gioia di ritornare ai luoghi delle origini della nostra nostra spiritualità francescana, per sostare e sentire la grazia che tanti anni fa ha acceso il cuore di Francesco, il segreto nascosto della sua santità, in una vita interamente intrisa di Vangelo e di servizio agli ultimi della storia.
Ci siamo abbeverate alle sorgenti stesse del carisma francescano per ravvivare il dono ricevuto, quello della nostra vocazione e donazione al Signore in spirito di fraternità, semplicità e letizia francescana.
Dopo aver sostato alla presenza di Dio, con Francesco abbiamo rinnovato ancora il nostro SÌ alla vita, all'Amore gratuito e disinteressato, e ora con nuovo slancio riprendiamo il nostro cammino tra le diverse strade del mondo, lì dove il Signore ci chiama a vivere, amare e servire come Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento.
Sr Vittoria Sechi
Noi, sorelle del XVII Capitolo Generale, abbiamo ricevuto la grazia di terminare la nostra avventura insieme con l'udienza e la benedizione di Papa Francesco, che dal profondo del cuore sentiamo Pastore, padre, fratello e guida alla nostra vita di consacrate.
Con lui "siamo" e "ci sentiamo" Chiesa nelle diverse parti del mondo, nello spirito di sinodalità che tutti ci unisce in Uno.
Sr Vittoria Sechi
Nel cuore della Badia di Bertinoro, con il cuore radicato nell’Eucarestia, la nostra Chiesa sinodale si è messa in cammino per celebrare la solennità del Corpus Domini. Al termine della celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Mauro nel Duomo della città, la processione si è snodata lungo i suggestivi vicoli di Bertinoro fino alla Badia. Tre nostre sorelle hanno guidato il corteo tra i canti e le preghiere sorreggendo una croce di legno e due fiaccole ai lati. Con grande emozione le altre sorelle hanno assistito all’arrivo della processione attraverso un corridoio di fiori e lanterne allestito di fronte ai cancelli della nostra Badia. Tutti i fedeli poi sono entrati in Chiesa per ricevere l’indulgenza offerta dal nostro Giubileo eucaristico-missionario. La celebrazione è stata una preziosa occasione per vivere in comunione con la Chiesa locale la solennità del Corpus Domini e per coinvolgere grandi e piccoli nell’amore a Gesù Eucarestia, “tessera e contrassegno del nostro Istituto”.
Cinzia Caserio
"Il timore del Signore rallegra il cuore, dà gioia, allegrezza e abbondanza di giorni" (Sir 1,10).
Ogni tappa è sempre un momento di arrivo e di partenza... e quando si arriva a festeggiare 50 e 60 anni di vita consacrata si è pieni di gratitudine, perché attraverso la missione affidataci abbiamo potuto contemplare il volto di Dio in ogni sorella e fratello incontrato. Grazie, Signore, per questo miracolo compiuto in noi attraverso la costante perseveranza, grazie perché possiamo celebrare questo meta meravigliosa, raggiunta per la tua bontà, sempre pronte a ripartire per arrivare alla meta eterna e alla gloria di Dio quando busserà alla nostra porta.
La gratitudine è la memoria del cuore, perciò riconoscenti ti diciamo GRAZIE per tutti i benefici che ci hai concesso in questo tempo di vita donata a Te!
sr Paola Doro
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Dal 23 al 25 di giugno 2023 abbiamo avuto la grazia di partecipare al pellegrinaggio a Lourdes organizzato dalla parrocchia di Illescas. Il viaggio in pullman è stato faticoso, ma ha preparato i nostri cuori a vivere un’esperienza forte e di fede viva e sincera. Nonostante siano stati pochi giorni, abbiamo vissuto appieno tutti i momenti più importanti che caratterizzano un pellegrinaggio a Lourdes: la Santa Messa nella cripta; il gesto dell’acqua (nelle piscine), per rivivere quanto la Vergine disse alla 9º apparizione (“andate a bere e a lavarvi alla fonte”); la Processione aux flambeaux, per mettere in pratica quanto chiesto dalla Vergine (“andate a dire ai preti di fare costruire qui una cappella e desidero che qui si venga in processione”); la Processione Eucaristica, per ricordare che, come Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, dobbiamo “Portare i Misteri”; le Confessioni e la Via Crucis, per ricordare il cammino di penitenza che la Vergine chiese fin dalle prime apparizioni, ma anche l’amore grande di Dio misericordioso che ci perdona. Alla grotta delle apparizioni abbiamo pregato per il nostro Istituto e per ogni singola sorella.
sr Carmen, sr Katja e sr Cristina |
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Quest'anno abbiamo avuto l'occasione di camminare nella suggestiva terra di Puglia, partendo da Conversano e proseguendo per Putignano, Turi, Castellana Grotte, Alberobello, Fasano, per giungere infine a Monopoli. Circondati da antichi trulli e ulivi secolari, accompagnati dal calore della terra e delle persone del posto, abbiamo riconosciuto quella Bellezza tanto antica e tanto nuova che abbiamo scoperto accompagnare i nostri passi in tutti i "tempi verbali" della nostra vita. Sin dall'INFINITO Dio ha per noi un progetto singolare, che ci attraversa a partire dal TRAPASSATO, da ciò che non ci appartiene più, ci fa crescere nel PASSATO PROSSIMO con la nostra storia di luci e ombre, con il nostro bagaglio di scelte ed esperienze, e ci permette di sognare un FUTURO SEMPLICE, abitato solo dal desiderio dei piccoli di una gioia che sia piena. Ma il desiderio di felicità diventa un cammino possibile già nel nostro PRESENTE! E ne abbiamo avuto la certezza vivendo la festa del Perdono di Assisi: "OGGI sarai con me in Paradiso", è la Promessa di Dio per la nostra vita!
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“Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!” (Sl 133, 1b)
L’Ordine Francescano Secolare del Friuli Venezia Giulia ha organizzato dal 12 al 17 agosto un pellegrinaggio da Assisi a Greccio, a cui ho avuto la grazia di partecipare, per festeggiare l’ottocentenario del Presepe di Greccio e dell’approvazione della Regola Bollata.
L’equipe organizzatrice ha voluto coinvolgere non solo le fraternità OFS oltre il proprio confine regionale, per cui hanno aderito membri delle fraternità del Veneto e Trentino Alto Adige, ma anche dei rappresentanti di tutta la famiglia francescana. Hanno aderito, oltre a me come rappresentante delle Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento, un frate Minore, due frati Cappuccini e una Suora Francescana Terziaria di Gemona che poi, purtroppo, ha dovuto rinunciare alla partecipazione pochi giorni prima della partenza per motivi di salute. Inoltre una suora Clarissa del Monastero di San Quirico ad Assisi ci ha accolti il primo giorno offrendo una meditazione sull’importanza di farsi accompagnare lungo il cammino di sequela di Cristo e ha assicurato le preghiere di tutte le consorelle per il nostro cammino.
Sono stati giorni belli all’insegna della semplicità e della gioia di essere diretti verso Dio sull’esempio di Francesco, ciascuno sulla strada su cui il Signore lo ha chiamato a seconda della propria vocazione, ma consapevoli di essere tutti parti di una stessa famiglia. Ogni giornata, abbinata a un tema e affidata alla cura di uno dei membri dell’equipe, voleva aiutarci a intraprendere i sentieri del cammino della vita condividendolo con i fratelli in armonia, e sul cammino spirituale, riflettendo sulle proprie modalità di sequela del Signore per un discernimento sulle scelte concrete da fare per accelerare il passo del proprio pellegrinaggio interiore.
Abbiamo camminato circondati di bellezza! Bellezza della natura, bellezza dei borghi, bellezza degli incontri, bellezza di trasmettere il messaggio di fraternità lungo la strada. Ed è stata proprio la bellezza di essere famiglia francescana che ci ha permesso di ammirare la bellezza dei fratelli che condividevano con grande apertura e sincerità le gioie e i dolori del loro cammino, che ci ha spinti a fidarsi e ad affidarsi, sicché, alla fine di questa esperienza, possiamo testimoniare tutti che, concretamente, quando i fratelli stanno insieme “il Signore manda la benedizione” (Sl 133, 3).
Sr Juliane Tavares
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Dal 1 al 6 agosto si è svolta a Lisbona – Portogallo – la XXXVIII Giornata Mondiale della Gioventù alla quale abbiamo avuto la gioia di partecipare anche noi come Famiglia Religiosa. In modo particolare, sr Soledad – della comunità internazionale di Roma, Via Vicenza – e sr Katja – della comunità di Illescas – che con un gruppo di giovani della parrocchia “Santa Maria” di Illescas hanno preso parte, con grande entusiasmo, a questo evento mondiale. La partecipazione a questo evento, da parte dei giovani della Diocesi di Toledo, prevedeva due modalità di partenza, alle quali anche noi della Parrocchia di Illescas abbiamo aderito: un primo gruppo sarebbe partito il 28 luglio e un secondo il 31 luglio; tutti, poi, ci siamo ritrovati insieme come Diocesi di Toledo, formando un’unica grande comitiva composta da circa 1600 giovani che si sono poi uniti al milione e mezzo di partecipanti provenienti dai cinque continenti, che hanno reso stupendo questo “stare insieme a Papa Francesco nel nome di Gesù”! La nostra realtà di Illescas ha contribuito con la presenza di circa 50 giovani, suddivisi tra i due gruppi di partenza, mossi dallo slogan di questa GMG che ci ha accompagnati ogni giorno: "Maria si alzò e se ne andò in fretta" (Lc 1,39). Come Maria, anche noi insieme con i giovani ci siamo alzati e messi in cammino, lasciando le nostre comodità, le abitudini, le nostre idee per andare incontro a Gesù Cristo che, nella persona di Papa Francesco, ci ha chiamati e riuniti per incontrarci tutti insieme.
Prima dell’incontro con il Papa a Lisbona, abbiamo vissuto un momento di comunione e preparazione presso la parrocchia di Celorico de Basto, nella Diocesi di Braga. Questi giorni sono stati una occasione per i ragazzi perchè il loro cuore fosse ben disposto e pronto ad accogliere la Grazie che il Signore aveva preparato per loro a Lisbona per mezzo delle catechesi, degli incontri di gruppo e i Sacramenti: Eucristia e Riconciliazione.
Dopo questo tempo di grazia ci siamo riuniti con tutti gli altri giovani della Diocesi di Cascais a circa 30 Km da Lisbona. In ogni giornata la presenza di Maria, la Vergine dell’Eccomi, non si è fatta desiderare! E in modo particolare, la Madre Celeste è stata presente e ci ha accompagnati dal primo momento, con il primo esempio, donandoci il coraggio di alzarci e metterci in cammino fino ad incontrarci con Lei, in uno dei luoghi simbolo della Sua presenza: il Santuario di Fatima, dove, in una sosta nel cammino che ci portava a Lisbona, abbiamo pregato e recuperato le forze, consegnato alla Vergine Santissima ciò ciascuno vive nel suo cuore e affidato a Lei il nostro domani.
La fatica, il caldo, le lunghe camminate per spostarci, sotto il sole cocente, da un luogo all'altro, le difficoltà con i mezzi di trasporto andati in tilt per la presenza di tanti pellegrini... non hanno tolto ai giovani il desiderio di incontrare Cristo e il successore di Pietro, che, come un “nonnino”, ha trasmesso la sua sapienza ai nipoti radunati da ogni parte del mondo.
Ringraziamo Dio per l'esperienza che i giovani, e noi con loro, abbiamo vissuto e per essere testimoni della gioia che hanno sperimentato condividendo la loro fede con tanti altri giovani di tutto il mondo, che come loro sono alla ricerca di una vita impegnata e autentica.
È bello scorgere nei loro volti stanchi la luce di una speranza che nasce dalla fede non solo annunciata a parole, ma vissuta e vista e confermata da tante altre persone e dalla forza scaturita dalle parole che il Santo Padre ha rivolto loro, ripetendo all’infinito: “non abbiate paura”! Questo e ciò che il cuore non può tradurre a parole è ciò che fa dimenticare tanta fatica e lascia nell’animo la bellezza di un incontro della Chiesa Universale che, nonostante tutto, ha il coraggio ancora oggi di “alzarsi e mettersi in cammino”.
Sr Katja Lorettu
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“Mi abbandono alla fedeltà di Dio da ora e per sempre” (Sal 52, 10)... è questa la frase che ci ha accompagnate alla nostra Professione Perpetua e che abbiamo scelto di condividere: il desiderio di consegnare per sempre tutta la nostra vita all’amore fedele di Dio.
Quanto abbiamo vissuto al Santuario della Verna lo scorso 11 agosto 2023, festa della nostra Madre Santa Chiara, è tanto bello e tanto grande, che sentiamo il desiderio di condividere la nostra gioia.
Dio guarda alla nostra vita, fragile come “vasi di creta”, con amore sempre nuovo, invitandoci a rimanere in Lui. Solo così il frutto di una vita bella, spesa alla sua sequela, non saranno le “opere” che faremo, ma il diventare vera trasparenza della sua misericordia!
Questo è l’augurio che il vescovo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Mons. Andrea Migliavacca, ci ha rivolto durante l’omelia nella celebrazione eucaristica da lui presieduta.
Questa è anche la “ferma volontà” che abbiamo espresso mettendo le nostre mani nelle mani di Madre Chiara Lorenzato, ricevendo attraverso di lei l’accoglienza, l’abbraccio, il sostegno e l’aiuto di ogni Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento sparsa nel mondo.
Ringraziamo allora per il dono di ciascuna Sorella perché, nelle gioie e nelle fatiche della vita fraterna, siamo consapevoli che ci stiamo aiutando tutte insieme a camminare in questa via di sequela e di amore, già percorsa da Chiara, Francesco, Madre Serafina e da tutte le Sorelle che ci hanno preceduto.
Grazie perché l’essere innestate a questa Famiglia Religiosa rende concreto il nostro desiderio di amare e servire il nostro Signore Gesù!
sr Daniela, sr Chiara, sr Veronica e sr Juliane
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Nel cuore pulsante delle CFMSS, la Badia, il Centro Missionario Diocesano di Forlì-Bertinoro ha vissuto il suo pellegrinaggio in occasione della Giornata Missionaria Mondiale dal titolo “cuori ardenti e piedi in cammino”. Là dove lo Spirito del nuovo carisma donato a Madre Serafina continua a soffiare nella vita delle sorelle che hanno già percorso un buon tratto di strada, ci siamo messi in cammino e in ascolto per condividere le meraviglie che Dio ha operato nelle nostre esperienze missionarie. Con suor Teresa abbiamo ripercorso i primi passi ardenti e incerti di Madre Serafina, che come un nuovo Abramo non sapeva dove Dio la stava conducendo, ma che si è fidata fino in fondo perché le ardeva il cuore. Poi è stata suor Michela a scaldarci ancora il cuore con la testimonianza della sua esperienza missionaria nella nostra comunità a Brăila, in Romania: parole, foto e video ci hanno trasmesso un grande desiderio di essere missionarie, qui ed ora… sempre! Sì, perché la missione non è solo lontano, ma pure vicino, come ci ha ricordato anche suor Carmela con il racconto della sua esperienza nelle case in Calabria e in Sicilia, dove amore e dolore per i più piccoli si intrecciano indissolubilmente nella trama della vita. Un’altra sfaccettatura della missione ce l’ha consegnata la novizia Cinzia con il racconto del periodo trascorso a Betlemme come volontaria dell’Associazione pro Terra Sancta prima di entrare in convento. Un’esperienza missionaria vissuta in una terra lacerata da guerra e dolore ma benedetta anche da storie meno note di pace e fraternità tra popoli. Con il cuore ancora più ardente, dopo questo momento di condivisione ci siamo messi in cammino lungo il chiostro inondato dal sole di fine ottobre. Nella Chiesa della Badia il gruppo missionario, guidato dal parroco di Bertinoro don Mauro, ha avuto la possibilità di vivere un momento di adorazione eucaristica e di ricevere l’indulgenza plenaria del nostro anno giubilare eucaristico-missionario. Come il nastro argentato che unisce le foto delle nostre missioni in giro per il mondo nel chiostro della Badia, così i partecipanti al pellegrinaggio se ne sono andati con il “filo rosso” di un grande desiderio: portare i Misteri a tutti, per dirla con le parole di Madre Serafina: in famiglia, al lavoro, in parrocchia, ai vicini di casa, nei paesi vicini o nelle terre lontane, perché la missione è ovunque ci siano cuori ardenti e piedi in cammino. Proprio come Maria che corre da Elisabetta per annunciare la buona notizia del Verbo che si fa carne.
Cinzia Caserio, novizia
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“Dove sei?”
“Cosa vuoi che io faccia per te?”
“Di chi sei?”
Le domande che il Signore ci fa ci aiutano ad uscire allo scoperto e a cominciare a prenderci cura del nostro cammino e della nostra relazione con Lui! È questa l’esperienza che abbiamo vissuto con i 24 giovani che da tutta Italia sono saliti alla Verna lo scorso fine settimana (27-29 ottobre) per condividere momenti di ascolto, di preghiera e di fraternità negli spazi del Tau e della Casa di Preghiera, accompagnati dall’esperienza di san Francesco. Il suo esempio di uomo ardente nell’amore per Dio e per i fratelli ci aiuti ad attuare i passi piccoli ma concreti che ciascuno personalmente ha deciso prima di discendere dal monte!
sr Daniela Biasi
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Che cosa si può fare nel corso di una settimana per dare una ventata di aria fresca a due parrocchie nella bellissima Val Gardena in Alto Adige dove la fede dei nonni è come le cime rocciose che ci circondano, le radici cristiane sono forti come quelle degli alberi, anche se provate da tante tempeste?
Noi missionari abbiamo portato la letizia francescana per le strade che si arrampicano fin sulle alpi, nelle scuole, dove i bambini fremevano per ripetere a non finire i bans per "edificar la Chiesa di Gesù ", nelle occasioni di incontro con le persone e durante le celebrazioni eucaristiche.
Sicuramente diverse porte sono rimaste chiuse, la gente era impegnata al lavoro, altri non ci hanno accolto, ma... come valutare questa "settimana della fede" vissuta in Val Gardena?!
Lasciando stare le statistiche, ma guardando con gli occhi di Dio, vediamo i mille sorrisi ricevuti e dati, gli abbracci, le lacrime di coloro che hanno condiviso con noi il loro dolore e soprattutto la luce di tutte le persone raggiunte nel cuore dalla Parola di Vita. L'ago della bilancia indica valori positivi!!!
Ricordiamo dunque con gratitudine e affetto tutti gli abitanti di Selva e Santa Cristina perché le loro preghiere e le loro anime siano sempre accolte e custodite nel cuore di Dio!
sr Angela Tauchen
Quando ci si raduna insieme con nel cuore la gioia dell’incontro e della condivisione, non può che ravvivarsi il sentirsi dono l’una per l’altra e non può che rafforzarsi la consapevolezza della reciproca appartenenza.
Nei quattro giorni vissuti insieme a Bologna nel Convegno delle Superiore di Comunità (2-5 novembre), durante il quale abbiamo avuto la gioia di avere presente la nostra carissima Madre Generale, noi sorelle chiamate al servizio dell’autorità, aiutate dalle provocazioni di p. Renato Beretta, abbiamo avuto l’occasione di condividere fraternamente il nostro vissuto, fotografando sia le fatiche che le potenzialità delle nostre esperienze comunitarie, ripensando il nostro servizio alla luce della teologia e del magistero della Chiesa, ma soprattutto lasciandoci illuminare dall’esempio di vita di San Francesco, sempre modello profetico e ispiratore sicuro di virtù e di santità di vita per ciascuna di noi.
Minorità e fraternità: le parole che più sono risuonate negli incontri in sala, nelle condivisioni di gruppo, nelle celebrazioni vissute insieme. Minorità e Fraternità come stile, motivazione e obiettivo del nostro quotidiano, perseverante e instancabile servizio alle sorelle, che sinceramente desideriamo vivere nello stile umile e fraterno di Francesco d’Assisi, il quale ancora oggi ripete a ciascuna di noi: “Dice il Signore: «Non sono venuto per essere servito ma per servire». Coloro che sono costituiti in autorità sopra gli altri, tanto devono gloriarsi di quell’ufficio prelatizio, quanto se fossero deputati all’ufficio di lavare i piedi ai fratelli. E quanto più si turbano se viene loro tolta la carica che se fosse loro tolto il servizio di lavare i piedi, tanto più mettono insieme per sé un tesoro fraudolento a pericolo della loro anima” (Amm IV – FF 152).
Sr Vittoria Sechi
Con il cuore colmo di GRATITUDINE per i passi di autenticità compiuti nel tempo di accoglienza stabile a Bari, continuiamo ora il cammino nella nuova tappa del postulato, per conoscere più in profondità la volontà di Dio per noi. Segna questo piccolo grande passo il Tau che da ora portiamo al collo: "segno di salvezza e di libertà interiore", ricordo prediletto dell'amore di Cristo per noi, che ci è stato consegnato come simbolo per crescere nella sequela del Signore sulle orme di San Francesco, Santa Chiara e Madre Serafina, che hanno fatto di tutta la loro vita una perenne "azione di grazie". Un GRAZIE speciale al Signore per il dono di Suor Valeria, che per prima ci ha testimoniato la bellezza della vita delle Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento e ci ha accompagnate nel discernimento che ci ha portate così a scegliere di seguirLo più da vicino e fare esperienza di vita in pienezza. Abbiamo la certezza che possiamo essere un cuor solo e un'anima sola nel percorrere insieme la Via, che è Cristo stesso! Dal Santuario della Verna, dove Francesco ha conosciuto nella sua carne l'Amore di Cristo, proseguiamo il nostro cammino alla scoperta del progetto di Dio per noi!
Letizia e Antonietta
La nostra missione a Braila… gioiosa, brillante, effervescente, dinamica… VIVA!
Ed è per questo amore che sprigiona che è AMATA da tutti! È AMATA da te!
Sostieni quest’opera per realizzare il sogno di Dio… e tuo!
Aiutiamo insieme questi bambini a vivere da bambini e i loro genitori a essere buoni genitori.
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FILIALE: 55000 – FIL ACCENTRATA TER S
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Intestazione: Istituto Suore Clarisse del Santissimo Sacramento (Romania)
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IN GUINEA BISSAU PER COMBATTERE LA MORTALITA INFANTILE LA MORTALITÀ INFANTILE DOVUTA ALLA MALNUTRIZIONE
Dopo 20 anni di presenza in Gabù (Guinea Bissau) presso il Centro di recupero Nutrizionale della Caritas Diocesana di Bafata, dove lavorano le nostre Sorelle, registriamo che la malnutrizione, che colpisce gli organi vitali del bambino, se non viene trattata adeguatamente, diventa una grave causa di mortalità infantile.
Di fronte alle molteplici e complesse cause legate a problemi familiari, alla povertà, all’analfabetismo, ai pregiudizi culturali, alla mancanza di formazione alla cura e all’alimentazione, l’obiettivo del nostro progetto prevede di investire nella formazione della popolazione, e in particolare delle madri e dei capi villaggio, attraverso campagne di educazione alimentare per combattere la mortalità infantile.
Il progetto include:
- uno screening nei villaggi per coscientizzare le madri e le famiglie sull'importanza di un'alimentazione varia, equilibrata e igienica
- incoraggiare le madri a utilizzare i prodotti alimentari naturali e locali nella dieta quotidiana
- insegnare alle madri a preparare succhi, zuppe, porridge con verdure e tuberi, fonti di vitamine, proteine, carboidrati e ferro
- educare i capi dei villaggi a sentirsi responsabili di favorire le buone abitudini e la diffusione di costumi che riducono le pratiche superstiziose e nefaste che minacciano la vita delle madri e dei bambini
- continuare la formazione delle madri sulle pratiche di igiene corporea e ambientale
- sensibilizzare i genitori all'attenzione e alla tempestività che devono prestare quando il loro bambino mostra i sintomi, in modo che possano recarsi immediatamente al centro sanitario più vicino per evitare la malnutrizione acuta e la morte.
“SE POTRÒ IMPEDIRE A UN CUORE DI NON SPEZZARSI, NON AVRÒ VISSUTO INVANO” (Emily Dickenson)
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- L'OSTENSORIO ITINERANTE
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- ADORAZIONE E TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO FINE ANNO
- SEGUENDO L'OSTENSORIO ITINERANTE...
- A UN PASSO DA TE
- CONVEGNO SCOLASTICO
- CHIUSURA DELLA PORTA SANTA A BRAILA
- NOVENA ALLO SPIRITO SANTO 2024
- CHIUSURA DELLA PORTA SANTA A PALENCIA
- VIVO CON TE
- 42 MARCIA FRANCESCANA
- IL DONO DELLA VITA CONSACRATA - Novena a S. Chiara
- NOVENA A SAN FRANCESCO D’ASSISI
- NOVENA DI NATALE 2024 - UNA PAROLA DI SPERANZA
- NOVENA DI PENTECOSTE 2025
- Triduo in occasione del Transito di Madre Serafina - 2025
- SANTA CHIARA, DONNA DI SPERANZA
- SAN FRANCESCO, AMORE PER LA CREAZIONE
- NOVENA ALL'IMMACOLATA CONCEZIONE 2025
- sabato 9 giugno 2018 - Celebrazione della chiusura del Centenario
- Sabato 26 maggio 2018 - Concerto d'Organo e lettura di brani della Venerabile Serva di Dio
- Sabato 11 Novembre 2017 Incontro Pubblico alla Cattedrale di Forlì
- Iniziative per il Centenario del Transito della Venerabile Madre Serafina Farolfi
- sabato 2 settembre 2017: open day alla Badia di Bertinoro
- 29 maggio 2017 - ELETTO IL NUOVO GOVERNO GENERALE
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