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Vogliamo prepararci insieme alla Solennità dell’Immacolata Concezione riflettendo quotidianamente sulla figura di Maria, modello di santità, accompagnati da brevi discorsi tenuti da Papa Francesco negli ultimi anni nel giorno dedicato all’Immacolata Concezione. Introduciamo questo momento con le parole di Madre Serafina (in Positio, p. 1835):

“O Maria, Tu sei pietosa con quei che ti pregano; o dulcis Virgo Tu sei dolce ai tuoi figli, Tu sei dolce, dolcissima amorosissima a noi figlie tue che sospiriamo a Te. O Clementissima! O Dolcissima! O Amorosissima Madre nostra Maria…

Salve o Maria: sempre salve!

Dolcissima Maria, siate sempre la Madre mia”.

PRIMO GIORNO – 29 NOVEMBRE

Maria, benedetta fra le donne

L’atteggiamento di Maria di Nazareth ci mostra che l’essere viene prima del fare, e che occorre lasciar fare a Dio per essere veramente come Lui ci vuole. È Lui che fa in noi tante meraviglie. Maria è ricettiva, ma non passiva. Come, a livello fisico, riceve la potenza dello Spirito Santo ma poi dona carne e sangue al Figlio di Dio che si forma in Lei, così, sul piano spirituale, accoglie la grazia e corrisponde ad essa con la fede. Per questo sant’Agostino afferma che la Vergine «ha concepito prima nel cuore che nel grembo» (Discorsi, 215, 4). Ha concepito prima la fede e poi il Signore. Questo mistero dell’accoglienza della grazia, che in Maria, per un privilegio unico, era senza l’ostacolo del peccato, è una possibilità per tutti. San Paolo, infatti, apre la sua Lettera agli Efesini con queste parole di lode: «Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo» (1,3). Come Maria viene salutata da santa Elisabetta quale «benedetta fra le donne» (Lc 1,42), così anche noi siamo stati da sempre “benedetti”, cioè amati, e perciò «scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati» (Ef 1,4). Maria è stata pre-servata, mentre noi siamo stati salvati grazie al Battesimo e alla fede. Tutti però, sia lei che noi, per mezzo di Cristo, «a lode dello splendore della sua grazia» (v. 6), quella grazia di cui l’Immacolata è stata ricolmata in pienezza. (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2014)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore![1]

Canto Tota Pulchra

SECONDO GIORNO – 30 NOVEMBRE

Maria, dono per l’umanità

Di fronte all’amore, di fronte alla misericordia, alla grazia divina riversata nei nostri cuori, la conseguenza che s’impone è una sola: la gratuità. Nessuno di noi può comperare la salvezza! La salvezza è un dono gratuito del Signore, un dono gratuito di Dio che viene in noi e abita in noi. Come abbiamo ricevuto gratuitamente, così gratuitamente siamo chiamati a dare (cfr Mt 10,8); ad imitazione di Maria, che, subito dopo aver accolto l’annuncio dell’Angelo, va a condividere il dono della fecondità con la parente Elisabetta. Perché, se tutto ci è stato donato, tutto dev’essere ridonato. In che modo? Lasciando che lo Spirito Santo faccia di noi un dono per gli altri. Lo Spirito è dono per noi e noi, con la forza dello Spirito, dobbiamo essere dono per gli altri e lasciare che lo Spirito Santo ci faccia diventare strumenti di accoglienza, strumenti di riconciliazione, strumenti di perdono. Se la nostra esistenza si lascia trasformare dalla grazia del Signore, non potremo trattenere per noi la luce che viene dal suo volto, ma la lasceremo passare perché illumini gli altri. Impariamo da Maria, che ha tenuto costantemente lo sguardo fisso sul Figlio e il suo volto è diventato «la faccia che a Cristo più si somiglia» (Dante, Paradiso, XXXII, 87). (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2014)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

Canto Tota Pulchra

TERZO GIORNO – 01 DICEMBRE

Maria, aurora del mondo nuovo

L’Immacolata Concezione significa che Maria è la prima salvata dall’infinita misericordia del Padre, quale primizia della salvezza che Dio vuole donare ad ogni uomo e donna, in Cristo. Per questo l’Immacolata è diventata icona sublime della misericordia divina che ha vinto sul peccato. Nel concepimento immacolato di Maria siamo invitati a riconoscere l’aurora del mondo nuovo, trasformato dall’opera salvifica del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. L’aurora della nuova creazione attuata dalla divina misericordia. Per questo la Vergine Maria, mai contagiata dal peccato e sempre ricolma di Dio, è madre di una umanità nuova. È madre del mondo ricreato. Celebrare questa festa comporta due cose. Primo: accogliere pienamente Dio e la sua grazia misericordiosa nella nostra vita. Secondo: diventare a nostra volta artefici di misericordia mediante un cammino evangelico. La festa dell’Immacolata diventa allora la festa di tutti noi se, con i nostri “sì” quotidiani, riusciamo a vincere il nostro egoismo e a rendere più lieta la vita dei nostri fratelli, a donare loro speranza, asciugando qualche lacrima e donando un po’ di gioia. (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2015)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

Canto Tota Pulchra

QUARTO GIORNO – 02 DICEMBRE

Maria e il grande sì

Quando Dio viene ad abitare tra noi, si fa uomo come noi. E questo è stato possibile per mezzo di un grande sì – quello del peccato era il no; questo è il sì, è un grande sì -, quello di Maria al momento dell’Annunciazione. (…) Maria risponde alla proposta di Dio dicendo: «Ecco la serva del Signore» (v. 38). Non dice: “Mah, questa volta farò la volontà di Dio, mi rendo disponibile, poi vedrò…”. No. Il suo è un sì pieno, totale, per tutta la vita, senza condizioni. E come il no delle origini aveva chiuso il passaggio dell’uomo a Dio, così il sì di Maria ha aperto la strada a Dio fra noi. È il sì più importante della storia, il sì umile che rovescia il no superbo delle origini, il sì fedele che guarisce la disobbedienza, il sì disponibile che ribalta l’egoismo del peccato.

Anche per ciascuno di noi c’è una storia di salvezza fatta di sì e di no. A volte, però, siamo esperti nei mezzi sì: siamo bravi a far finta di non capire bene ciò che Dio vorrebbe e la coscienza ci suggerisce. Siamo anche furbi e per non dire un no vero e proprio a Dio diciamo: “Scusami, non posso”, “non oggi, penso domani”; “Domani sarò migliore, domani pregherò, farò del bene, domani”. E questa furbizia ci allontana dal sì, ci allontana da Dio e ci porta al no, al no del peccato, al no della mediocrità. Il famoso “sì, ma…”; “sì, Signore, ma…”. Così però chiudiamo la porta al bene, e il male approfitta di questi sì mancati. Ognuno di noi ne ha una collezione dentro. Pensiamoci, ne troveremo tanti di sì mancati. Invece ogni sì pieno a Dio dà origine a una storia nuova: dire sì a Dio è veramente “originale”, è origine, non il peccato, che ci fa vecchi dentro. Avete pensato questo, che il peccato ci invecchia dentro? Ci invecchia presto! Ogni sì a Dio origina storie di salvezza per noi e per gli altri. Come Maria con il proprio sì.

In questo cammino di Avvento, Dio desidera visitarci e attende il nostro sì. Pensiamo: io, oggi, quale sì devo dire a Dio? Pensiamoci, ci farà bene. E troveremo la voce del Signore dentro di Dio, che ci chiede qualcosa, un passo avanti.  “Credo in Te, spero in Te, Ti amo; si compia in me la tua volontà di bene”. Questo è il sì. Con generosità e fiducia, come Maria, diciamo oggi, ciascuno di noi, questo sì personale a Dio. (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2016)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

Canto Tota Pulchra

QUINTO GIORNO – 03 DICEMBRE

Maria, piena di grazia

Che cosa vuol dire piena di grazia? Che Maria è piena della presenza di Dio. E se è interamente abitata da Dio, non c’è posto in lei per il peccato. È una cosa straordinaria, perché tutto nel mondo, purtroppo, è contaminato dal male. Ciascuno di noi, guardandosi dentro, vede dei lati oscuri. Anche i più grandi santi erano peccatori e tutte le realtà, persino le più belle, sono intaccate dal male: tutte, tranne Maria. Lei è l’unica “oasi sempre verde” dell’umanità, la sola incontaminata, creata immacolata per accogliere pienamente, con il suo “sì”, Dio che veniva nel mondo e iniziare così una storia nuova.

Ogni volta che la riconosciamo piena di grazia, le facciamo il complimento più grande, lo stesso che le fece Dio. Un bel complimento da fare a una signora è dirle, con garbo, che dimostra una giovane età. Quando diciamo a Maria piena di grazia, in un certo senso le diciamo anche questo, al livello più alto. Infatti la riconosciamo sempre giovane, perché mai invecchiata dal peccato. C’è una sola cosa che fa davvero invecchiare, invecchiare interiormente: non l’età, ma il peccato. Il peccato rende vecchi, perché sclerotizza il cuore. Lo chiude, lo rende inerte, lo fa sfiorire. Ma la piena di grazia è vuota di peccato. Allora è sempre giovane, è «più giovane del peccato», è «la più giovane del genere umano» (G. Bernanos, Diario di un curato di campagna). (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2017)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

Canto Tota Pulchra

SESTO GIORNO – 04 DICEMBRE

Maria, tutta bella

La Chiesa si complimenta con Maria chiamandola tutta bella, tota pulchra. Come la sua giovinezza non sta nell’età, così la sua bellezza non consiste nell’esteriorità. Maria, come mostra il Vangelo odierno, non eccelle in apparenza: di semplice famiglia, viveva umilmente a Nazaret, un paesino quasi sconosciuto. E non era famosa: anche quando l’angelo la visitò nessuno lo seppe. La Madonna non ebbe nemmeno una vita agiata, ma preoccupazioni e timori: fu «molto turbata» (v. 29), dice il Vangelo, e quando l’angelo «si allontanò da lei» (v. 38), i problemi aumentarono.

Tuttavia, la piena di grazia ha vissuto una vita bella. Qual era il suo segreto? Possiamo coglierlo guardando ancora alla scena dell’Annunciazione. In molti dipinti Maria è raffigurata seduta davanti all’angelo con un piccolo libro in mano. Questo libro è la Scrittura. Così Maria era solita ascoltare Dio e intrattenersi con Lui. La Parola di Dio era il suo segreto: vicina al suo cuore, prese poi carne nel suo grembo. Rimanendo con Dio, dialogando con Lui in ogni circostanza, Maria ha reso bella la sua vita. Non l’apparenza, non ciò che passa, ma il cuore puntato verso Dio fa bella la vita. Guardiamo oggi con gioia alla piena di grazia. Chiediamole di aiutarci a rimanere giovani, dicendo “no” al peccato, e a vivere una vita bella, dicendo “sì” a Dio. (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2017)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

Canto Tota Pulchra

SETTIMO GIORNO – 05 DICEMBRE

Maria, donna pienamente disponibile

[Nei primi capitoli di Genesi troviamo] l’uomo che alle origini dice no a Dio, e nel Vangelo c’è Maria che all’annunciazione dice sì a Dio. In entrambi i brani è Dio che cerca l’uomo. Ma nel primo caso va da Adamo, dopo il peccato e gli chiede: «Dove sei?» (Gen 3,9), ed egli risponde: «Mi sono nascosto» (v. 10). Nel secondo caso, invece, va da Maria, senza peccato, che risponde: «Ecco la serva del Signore» (Lc 1,38). Eccomi è il contrario di mi sono nascosto. L’eccomi apre a Dio, mentre il peccato chiude, isola, fa rimanere soli con sé stessi.

Eccomi è la parola-chiave della vita. Segna il passaggio da una vita orizzontale, centrata su di sé e sui propri bisogni, a una vita verticale, slanciata verso Dio. Eccomi è essere disponibili al Signore, è la cura per l’egoismo, è l’antidoto a una vita insoddisfatta, a cui manca sempre qualcosa. Eccomi è il rimedio contro l’invecchiamento del peccato, è la terapia per restare giovani dentro. Eccomi è credere che Dio conta più del mio io. È scegliere di scommettere sul Signore, docili alle sue sorprese. Perciò dirgli eccomi è la lode più grande che possiamo offrirgli. Perché non iniziare così le giornate, con un “eccomi, Signore”? Sarebbe bello dire ogni mattina: “Eccomi, Signore, oggi si compia in me la tua volontà”. (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2018)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

Canto Tota Pulchra

OTTAVO GIORNO – 06 DICEMBRE

Maria, sempre fiduciosa in Dio

Maria aggiunge: «Avvenga per me secondo la tua parola». Non dice: “avvenga secondo me”, ma “secondo Te”. Non pone limiti a Dio. Non pensa: “mi dedico un po’ a Lui, mi sbrigo e poi faccio quel che voglio”. No, Maria non ama il Signore quando le va, a singhiozzo. Vive fidandosi di Dio in tutto e per tutto. Ecco il segreto della vita. Può tutto chi si fida di Dio in tutto.  (…) Quante volte invece sospettiamo di Lui, sospettiamo di Dio! Pensiamo che possa mandarci qualche prova, privarci della libertà, abbandonarci. Ma questo è un grande inganno, è la tentazione delle origini, la tentazione del diavolo: insinuare la sfiducia in Dio. Maria vince questa prima tentazione col suo eccomi. E oggi guardiamo alla bellezza della Madonna, nata e vissuta senza peccato, sempre docile e trasparente a Dio. Ciò non vuol dire che per lei la vita sia stata facile, no. Stare con Dio non risolve magicamente i problemi. Il Vangelo dice: «L’angelo si allontanò da lei» (v. 38). Si allontanò: è un verbo forte. L’angelo lascia la Vergine sola in una situazione difficile. Lei conosceva in che modo particolare sarebbe diventata Madre di Dio – lo aveva detto l’angelo –, ma l’angelo non l’aveva spiegato agli altri, solo a lei. E i problemi iniziarono subito: pensiamo alla situazione irregolare secondo la legge, al tormento di san Giuseppe, ai piani di vita saltati, a che cosa avrebbe detto la gente… Ma Maria mette la fiducia in Dio davanti ai problemi. È lasciata dall’angelo, ma crede che con lei, in lei, è rimasto Dio. E si fida. Si fida di Dio. È certa che col Signore, anche se in modo inatteso, tutto andrà bene. Ecco l’atteggiamento sapiente: non vivere dipendendo dai problemi – finito uno, se ne presenterà un altro! – ma fidandosi di Dio e affidandosi ogni giorno a Lui: eccomi! “Eccomi” è la parola. “Eccomi” è la preghiera. Chiediamo all’Immacolata la grazia di vivere così. (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2018)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

Canto Tota Pulchra

NONO GIORNO – 07 DICEMBRE

Maria, serva del Signore

Maria non si perde in tanti ragionamenti, non frappone ostacoli al Signore, ma con prontezza si affida e lascia spazio all’azione dello Spirito Santo. Mette subito a disposizione di Dio tutto il suo essere e la sua storia personale, perché siano la Parola e la volontà di Dio a plasmarli e portarli a compimento. Così, corrispondendo perfettamente al progetto di Dio su di lei, Maria diventa la “tutta bella”, la “tutta santa”, ma senza la minima ombra di autocompiacimento. È umile. Lei è un capolavoro, ma rimanendo umile, piccola, povera. In lei si rispecchia la bellezza di Dio che è tutta amore, grazia, dono di sé. Mi piace anche sottolineare la parola con cui Maria si definisce nel suo consegnarsi a Dio: si professa «la serva del Signore». Il “sì” di Maria a Dio assume fin dall’inizio l’atteggiamento del servizio, dell’attenzione alle necessità altrui. Lo testimonia concretamente il fatto della visita ad Elisabetta, che segue immediatamente l’Annunciazione. La disponibilità verso Dio si riscontra nella disponibilità a farsi carico dei bisogni del prossimo. Tutto questo senza clamori e ostentazioni, senza cercare posti d’onore, senza pubblicità, perché la carità e le opere di misericordia non hanno bisogno di essere esibite come un trofeo. Le opere di misericordia si fanno in silenzio, di nascosto, senza vantarsi di farle. Anche nelle nostre comunità, siamo chiamati a seguire l’esempio di Maria, praticando lo stile della discrezione e del nascondimento. (Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2019)

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

Canto Tota Pulchra

Concludiamo la novena con la Consacrazione all’Immacolata:

CONSACRAZIONE ALL’IMMACOLATA
8 dicembre 1904

“VERGINE IMMACOLATA e Madre Nostra Amorosissima, in questa solennissima festa Giubilare del TUO IMMACOLATO CONCEPIMENTO esultano i nostri cuori e lode perenne tributano al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo che di questo PRIVILEGIO, unico al mondo Ti volle adorna.

A Te consacriamo, in questo gran giorno, la nostra mente, il nostro cuore, il nostro corpo: quanto siamo, abbiamo e possiamo, non di altro desiderose che di consumarci vittime del tuo Ineffabile Amore. O Maria, Tu sei la nostra INCLITA PATRONA, la nostra POTENTE REGINA, nostra TENERISSIMA MADRE!!”.

Deh! guardaci pietosa, ed accogli tutte noi stesse per seppellirci nel posto più intimo del tuo cuore ove impareremo a pregare, patire, faticare.

E con noi chiudi nel Tuo Materno seno le nostre famiglie (e qui uno nomina chi crede) e tutte le persone create e redente col Sangue Prez.mo [Preziosissimo] di chi creò te IMMACOLATA CONCETTA.

Deh! Per il trionfo universale che oggi riporti sul nemico, dona la libertà alla S. M. Chiesa, salva il Pontefice che è il secondo della Tua Concezione, converti i peccatori, gli eretici, gli infedeli… dilata il Regno del Tuo Divin Figlio in tutti i luoghi ove non è ancora conosciuto… guarda con occhio di predilezione i Missionari, le Missionarie, le figlie alle nostre cure affidate, il Pastore di questa Diocesi… tutto il nostro Ordine Serafico che si vanta di averti a Patrona, perché difese e promulgò la TUA IMMACOLATA CONCEZIONE.

Maria, tutta pura e sempre bella, attira al Tuo Cuore tutti i nostri, e non vi sia angolo di terra che non creda, speri ed ami. O sempre pura, Tu sei la ricreante dolcezza delle nostre anime, il conforto del nostro cuore!

O Donna mirabilmente Singolare e singolarmente ammirabile, per cui gli elementi sono rinnovati, i demoni conculcati, gli uomini salvati, gli Angeli reintegrati. O piena, pienissima di grazia, della cui ridondanza sparsa, ogni creatura si rinnovella, non ci scacciare da Te, alza la Tua Mano a benedirci e aiutaci con la Tua Grazia o Madre Pia. (S. Anselmo).

Salve o Maria, Salve o Madre mia, salve! Che amabile parola! O Amore della Vergine, Tu sempre purifichi dalle sue sozzure il cuore che T’ama, e lo rendi divino. Salve dunque, salve o mia Signora e Madre mia, anzi o cuore mio e anima mia, salve, o Vergine TUTTA BELLA, TUTTA PURA, IMMACOLATA, Salve o mia Madre, Maria, Salve!!”[2].

[1] Madre Serafina, Positio, p. 1833.

[2] Madre Serafina, Positio, pp. 1833-1834.

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