Quando l’amore ferisce. È stato il titolo dei due giorni, 18 e 19 settembre, che abbiamo vissuto a La Verna con giovani provenienti da diverse parti d’Italia, in occasione della festa delle Stimmate.
Su questo Santo Monte, quasi 800 anni fa, sale un Francesco provato nel corpo e ferito nell’anima. Qui, nella solitudine e nella preghiera, egli incontra Gesù crocifisso ed esce da questo incontro totalmente conformato a Lui, portando nella sua carne le sue stesse ferite, ferite che sono segni d’amore.
L’esperienza di Francesco ancora interpella tanti uomini e donne… e tanti giovani, che sono saliti al Santuario portando le loro sofferenze e speranze, cercandone, come Francesco, un senso.
In questi due giorni, organizzati dai Frati Minori della Provincia Toscana, affiancati da diverse famiglie religiose femminili, i giovani sono stati accompagnati con momenti di catechesi, di testimonianza, di preghiera, di fraternità e di silenzio, a scoprire che l’amore, l’amore vero, non è un “bel sentimento”, ma qualcosa di molto, molto più profondo, concreto e incisivo… partendo dalla consapevolezza delle nostre ferite, ricevute e procurate, da Chiusi della Verna siamo saliti insieme, nella notte, al Santuario, per arrivare alla Cappella delle Stimmate e infine in Basilica. Qui abbiamo avuto la possibilità di vegliare davanti all’immagine del Crocifisso di San Damiano, e così spostare lo sguardo dalle nostre ferite alle Sue, lasciando che fosse il Suo Amore a parlarci, a consolarci, ad insegnarci cos’è l’Amore vero. Allora quelle ferite diventano brecce, spazi d’amore in cui accogliere i fratelli e le sorelle, segni che ci rendono belli, perché un po’ più simili al Signore Gesù.
Rendiamo dunque grazie al Padre delle Misericordie per il dono del suo servo Francesco, per il dono di questo Monte Santo, per il dono della vita consacrata e per il dono di tanti giovani che, ancora oggi, desiderano vivere in pienezza e trovano il coraggio di mettersi in cammino!
sr Daniela
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