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Introduzione
Guida: Lo spirito di M. Chiara Serafina rifioriva nelle sue figlie; la memoria dell’opera sua nella terra s’immortalava, e il Signore si apprestava a compiere nella sua serva fedele il cumulo delle Sue grazie, con quella che è di tutte la corona, cioè con una preziosa e santa morte.
Carissime sorelle, con il triduo della nostra Venerabile Fondatrice Madre Serafina Farolfi ripercorriamo insieme, in preghiera, gli ultimi anni della sua vita, vissuti nella piena malattia e in completo abbandono a Dio.
1° GIORNO – 15 GIUGNO 2025
GENNAIO 1916 (testo tratto dal libro di G. Gennaioli, capitolo XIII - La malattia)
Il Signore che volle sempre più purificare la sua Sposa diletta la visitò coll’ultima infermità nella quale la sofferente colse occasione di esercitare le virtù che vieppiù informano l’anima cristiana al Celeste Modello nell’immolazione di sé stessa, solo paga della completa uniformità al Divino Beneplacito.
La colse il rincrudimento del male mentre ella trovavasi nella casa di Roma nel Gennaio del 1916. Essa intuì subito che quella non era una delle solite ricadute; ne avvertì le figlie e manifestò il suo vivo desiderio di tornare al più presto possibile alla Casa Madre di Bertinoro per chiudere in quel caro luogo il corso di sua vita, se a Dio fosse piaciuto di appagare questo suo voto.
Dalla Compilazione di Assisi (Leggenda Perugina – FF 1614)
Una notte, riflettendo il beato Francesco alle tante tribolazioni che aveva, fu mosso a pietà verso sé stesso e disse in cuor suo: “Signore, vieni in soccorso alle mie infermità, affinché io sia capace di sopportarle con pazienza!”. E subito gli fu detto in spirito: “Fratello, dimmi: se uno, in compenso delle tue malattie e sofferenze, ti donasse un grande prezioso tesoro, come se tutta la terra fosse oro puro e tutte le pietre fossero pietre preziose e l’acqua fosse tutta balsamo: non considereresti tu tutte queste tribolazioni come un niente, come cose materiali, terra, pietre e acqua a paragone del grande e prezioso tesoro che ti verrebbe dato? Non ne saresti molto felice?”.
Rispose Francesco: “Signore, questo sarebbe un tesoro veramente grande e inestimabile, prezioso e amabile e desiderabile”. E gli disse: “Allora, fratello, rallegrati e giubila pienamente nelle tue infermità e tribolazioni; d’ora in poi vivi nella serenità, come se tu fossi già nel mio regno”.
Preghiamo insieme a Madre Serafina
“Quando la natura si risente per il continuo soffrire, quando la carne inferma non corrisponde all’attività morale, quando mi si presenta al pensiero la mia salute perduta per sempre… Oh! Allora uno sguardo a Gesù sulla Croce, a Maria immobile ai suoi piedi e per quanto gridi la natura, io devo ripetere:
Gesù ti ringrazio!
Quanto sono lieta di soffrire per te,
fammi degna di soffrire
e molto di gloriarmi nel patire.”
2° GIORNO – 16 GIUGNO 2025
OTTOBRE 1916 (testo tratto dal libro di G. Gennaioli, capitolo XIII - La malattia)
Nell’Ottobre 1916 il male rincrudì ancora e negli ultimi 8 mesi che seguirono, fino al giorno della sua morte, ella fu sempre inchiodata nel suo letto di dolore dove non poteva giacere normalmente, ma doveva stare quasi seduta e sollevata sui cuscini per agevolare la faticosa respirazione.
Quel luogo divenne nuova e sublime cattedra d’insegnamento alle figlie. (…) Ora, presso al termine di sua vita dava gli ultimi insegnamenti alle figlie che si accingeva a lasciare: scuola di silenzioso nascondimento, di rinunzia completa, di attesa rassegnata e serena nella venuta dello Sposo, per il di Cui incontro ravvivava di luce più fulgida la lampada misteriosa della fede e della carità.
Dalla Vita Seconda di Tommaso da Celano (FF 800 - 801)
È incredibile come le sue forze potessero resistere, essendo tutto il corpo stremato dai dolori. E tuttavia queste sue tribolazioni, non le chiamava pene ma sorelle. Certamente molte sono le ragioni delle sue sofferenze. Anzitutto, per renderlo più glorioso nel trionfo, l’Altissimo gli affidò compiti difficili non solo al principio del suo servizio, ma continuò a dargli occasione di gloria anche quando era già veterano. Poi, in ciò ha lasciato un esempio ai suoi seguaci, in quanto non ha fatto niente con meno fervore perché maturo di anni, e niente con meno rigore perché ammalato. E neppure senza motivo fu la sua perfetta purificazione in questa valle di lacrime: con essa ha pagato sino all’ultimo spicciolo se vi era rimasto qualcosa da bruciare, in modo da volare poi, purificatissimo, in cielo.
Preghiamo insieme a Madre Serafina
Oh! Come di fronte alla morte tutto appare un nulla!
Oh Gesù mio, la tua volontà sarà sempre la nostra gloria,
la nostra sola felicità, ed in questa amorosa volontà
fa che riposino i nostri dolori;
fa che in essa si allietino i cuori delle mie dolci sorelle,
di tutte le mie maestre, delle mie educande
e di me che, accasciata dalla amarezza cerco Te solo,
mia porzione e mia eredità.
Guarda il mio strazio e degnati accoglierlo
come un olocausto del mio sincero amore
e per affrettare il soggiorno beato all’anima
per la quale gemo e prego e prego ed amo.
3° GIORNO – 17 GIUGNO 2025
MAGGIO 1917 (testo tratto dal libro di G. Gennaioli, capitolo XIII - La malattia)
Avendo M. Chiara Serafina compreso la gravità del suo stato, desiderò che le fosse amministrato il Sacramento Dell’Estrema Unzione. Il 13 Maggio lo stesso Mons. Vescovo Polloni le volle recare questo conforto, mentre le figlie addolorate e commosse circondavano il letto dell’inferma.
In tutto il resto del mese di maggio vi fu alternativa di leggeri miglioramenti, ai quali seguivano crisi dolorose ed allarmanti.
Testo tratto dal libro di G. Gennaioli (capitolo XIII- La malattia)
Dalla Compilazione di Assisi (Leggenda Perugina – FF 1547)
Un giorno un frate gli disse: “Padre, la tua vita e condotta è stata ed è luce e specchio non solo per i tuoi frati, ma per la Chiesa universale di Dio: e così sarà anche la tua morte. Certo, ai tuoi frati e a moltissime altre persone la tua scomparsa provocherà indicibile dolore e tristezza; ma per te sarà immensa consolazione e gioia infinita. Infatti tu passerai da molta fatica al più grande riposo, da molte sofferenze e prove al gaudio senza fine, dalla tua grande povertà (…) alle ricchezze più grandi e vere, infinite; dalla morte fisica passerai alla vita eterna, dove vedrai a faccia a faccia per sempre il Signore Dio tuo, che in questo mondo hai contemplato con tanto fervore, desiderio e amore.
Preghiamo insieme a Madre Serafina
Quanto mi è parsa ancor più bella e divina la mia Vocazione allo stato religioso; lasciando la terra sappiamo di lasciare l’esilio; e godere realmente il nostro Sposo Celeste; per cui la morte non è dolore; ma atto di amore che unisce in perpetuo a Gesù.
Ti amo, sì o Signore,
e se tu conosci ch’io dovrei vivere
un solo istante senza amarti,
tronca in questo momento il fil di mia vita.
Ah! Sì, o Gesù, si ammutolisca il mio labbro
se non deve parlare di Te, con Te e a Te;
restino ciechi questi miei occhi
se devono osservare cose fuori di Te;
s’infracidisca questo mio corpo
se deve agire fuori di Te;
ottenebrisi questo mio intelletto
se deve formare un sol pensiero
che direttamente a Te non appartenga;
venga meno questa mia volontà, questa mia memoria
se deve richiamare o deliberare cose fuori di Te;
si liquefaccia questo mio cuore
se deve fare un sol battito che non sia per Te;
per Te che mi creasti, che mi redimesti,
che mi facesti Tua nella consacrazione a Te,
dunque tutto a Te si deve essendo tua ogni cosa.
TRANSITO della Venerabile MADRE SERAFINA FAROLFI
- 18 giugno 1917 -
Guida: Carissime Sorelle, ripercorriamo insieme gli ultimi momenti della vita terrena della nostra Venerabile Madre Serafina e celebriamo così il memoriale della sua nascita al cielo, della sua Pasqua. Lo faremo mettendo i nostri cuori ai piedi di Gesù Eucaristia, da lei ardentemente amato, e chiediamo, unite in un cuor solo e un’anima sola, la grazia di diventare, come lei, donne di comunione, eucaristiche e missionarie.
Canto di esposizione
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14, 1-5)
Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via". Gli disse Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?". Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.
Dalla seconda lettera di santa Chiara a sant’Agnese (2LAg 21-23)
Se con lui patirai, con lui regnerai, soffrendo con lui, con lui godrai, morendo con lui sulla croce della tribolazione, possederai con lui le celesti dimore negli splendori dei santi e il tuo nome sarà scritto nel libro della vita e diverrà glorioso tra gli uomini. Per questo in eterno e nei secoli dei secoli acquisterai la gloria del regno celeste in cambio delle cose terrene e transitorie, i beni eterni al posto dei perituri e vivrai nei secoli dei secoli.
Adorazione silenziosa
Canone
R. Cor unum et anima una
in corde Jesu, in corde Jesu
(dagli scritti di Madre Serafina)
Mio Dio, come si potrebbe vivere un giorno solo senza riceverti? Tu sei il mio tutto, la mia porzione, la mia eredità! Oh, io affronterò eserciti, valicherò monti, gemerò per le selve, pur di ritrovarti e stringerti al mio cuore! R.
Ti amo e voglio amarti, ma come posso farlo se tu non ferisci questo mio cuore con un dardo infuocato, come già feristi quello del Serafico Padre e dell’angelica Santa Chiara? R.
Dobbiamo durante il giorno ripetere a noi stesse: Portiamo i Misteri. Non con le labbra, ma con il sentimento profondo dell’animo. R.
Nascondiamoci nel Suo Cuore e ripetiamo: qui dentro è la nostra dimora; noi vogliamo vivere in Te, con Te, per Te. R.
Che la mia mente si pasca di Te, il mio cuore ami Te, pronto a tutti i sacrifici per Te... Tu, il mio riposo, il mio cibo; la mia eredità nel tempo, caparra sicura del possesso eterno del Paradiso. R.
Adorazione silenziosa
Lettura del Transito della Venerabile Madre Serafina tratto dal capitolo XIV di G. Gennaioli
Sospesa ad un tenuissimo filo di vita la pia morente volle più che mai avere a sé vicino la sorella, e per lenirle in qualche modo l’angoscia dolorosa, con voce carezzevole le sussurrava:
Povera Caterina perdì la tua sorella! Coraggio; ti raccomando le suore… tutte ti vogliono bene! … indi rivolta alle assistenti, Suor M. Imelde e Suor M. Giuseppina: Vi raccomando mia sorella; è tanto buona!
La commozione intensa troncava a tutte sul labbro la parola, Suor M. Caterina, dominandosi come poté, le rispose: Speriamo che il Signore misericordioso tenga ancora lontana tanta sventura. Come potremmo fare senza di te? A cui la morente soggiunse subito: Non temete; il Signore non ha bisogno di nessuno!
Breve momento di silenzio
Sovente richiamava la sorella al suo capezzale e riprendeva con lei i colloqui celestiali, facendosi aiutare per ottenere dal Signore la carità perfetta, il vero desiderio della visione beatifica, il perdono dei suoi peccati.
La sorella che rimaneva oltremodo commossa, temendo che il lungo conversare aggravasse ancora lo stato dell’inferma, la pregava a tacere e riposare; docilmente obbediva Suor M. Serafina e troncava la parola sul labbro, ma poi, come non ricordando, riprendeva i suoi santi colloqui.
Nella mattina del giorno 16 destò un nuovo allarme e parve entrare nello stato agonico.
Il Can.co Ricci Cancelliere Vescovile, le recitò le preci degli agonizzanti, nelle quali la S. Chiesa invita i cori angelici a prendere possesso dell’anima per portarla in seno a Dio. Poi l’inferma si riebbe, e trascorse «Fiat voluntas Dei» il silenzioso raccoglimento.
Passò la giornata del 17 e la notte seguente, fra spasimi indicibili. Si era tutta gonfiata e le veniva meno il respiro; ma sempre dolce e rassegnata cercava di infondere coraggio nelle figlie e nascondere loro la gravità del male.
All’alba del giorno 18 Giugno, dopo di aver rimandata a letto la premurosa sorella che si era recata a visitarla, attendeva come gli altri giorni alla preparazione prossima della SS. Comunione.
Ma quel giorno per lei fortunato non doveva più recarle la notte; era l’alba del giorno eterno che dischiudeva all’anima eletta la luce del Sole di Giustizia.
M. Ch. Serafina, senza alcun cenno particolare di agonia, piegando lievemente il capo a sinistra spirava!
Così l’anima sua verginale, quasi eludendo anche la premurosa vigilanza della suora assistente, come aveva un giorno nascostamente varcato la soglia della casa paterna per seguire la chiamata dello Sposo, ora dolcissimamente volava con lui a congiungersi, non più nel cheto asilo di un Chiostro o sotto i veli Eucaristici, ma nel fulgore della gloria Celeste.
Canto: Transito di Santa Chiara
Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:
O adorabile Salvatore dell’anima mia, entro l’amoroso costato io chiudo queste mie figlie, che tu le faccia crescere in Te, con Te e per Te! Perché le renda degne del tuo amore! Tu supplisci alla mia pochezza, ma lava con il tuo Sangue Prezioso le mie colpe, le mie mancanze di cui chiedo umile e sincero perdono a Te e benigno compatimento a quanti mi ascoltano! Tu illumina la mia mente, reggi il mio cuore e rendimi meno indegna della missione affidatami, perché in questi cuori io vi innesti il tuo amore, la tua ardente carità! Amen.
Canto di reposizione
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