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16 DICEMBRE
Dal libro dell’Apocalisse (Ap 22,12-16)
“Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna! Io, Gesù, ho mandato il mio Angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino”.
Per riflettere…
Il mondo intero è nell’attesa e la nostra stessa preghiera deve essere protesa verso la venuta del Signore. In questo “Vieni, Bambino Gesù”, la nostra preghiera dovrebbe far proprie tutte le attese, le sofferenze fisiche e morali dell’umanità che vive accanto a noi. La sua venuta è, per ciascuno di noi, una realtà viva: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). Se lasciamo entrare il Bambino, ci farà partecipi dei suoi doni e dei suoi beni; dirà una parola a ciascuno di noi. Questa parola si rivolge a tutti, senza distinzioni e condizioni. Nonostante i nostri peccati passati, la nostra mediocrità, l’insensibilità spirituale, basta credere all’Amore. La grazia di Dio può porre rimedio a tutto. (J. Danielou).
Preghiamo insieme:
O Gesù, Sapienza Incarnata per amore nostro,
noi ti preghiamo di illuminare
per tua misericordia
la nostra mente offuscata
e di sgomberare da noi quelle tenebre
in cui le passioni e i peccati
ci tengono imprigionati.
Vieni presto a salvarci,
rischiarandoci con la tua divina luce.
Canto di Avvento
17 DICEMBRE
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Dal libro del Profeta Sofonia (Sof. 3,14-18)
“Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d’Israele è il Signore in mezzo a Te, tu non vedrai più la sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: “Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un Salvatore potente. Esulterà di gioia per te. Ti rinnoverà con il suo amore, si rallegrerà per te con grida di gioia, come nei giorni di festa”.
Per riflettere..
“Mi consumo nell’attesa della tua salvezza” (Sal 119,81), si consuma nel desiderio e nell’attesa della salvezza donataci da Dio. Buono è questo “consumarsi”: infatti rivela il desiderio del bene, certo non ancora raggiunto, ma tanto desiderato. Dall’origine del genere umano fino alla fine dei secoli chi pronuncia queste parole se non la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa che desidera Cristo? Testimone ne è il Santo vegliando Simeone che, ricevendo il Cristo Bambino tra le braccia, disse: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perchè i miei occhi hanno visto la tua salvezza” (Lc 2,29-30).
Preghiamo insieme:
O Gesù, Principe della pace,
noi ti supplichiamo di calmare
per la tua misericordia
la dura guerra che ci fanno
i nostri nemici interni,
e di far si che la nostra persona
non si ribelli mai allo Spirito,
né ci spinga al male.
Non tardare a liberarci,
portando la vera pace interiore.
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Canto di Avvento
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18 DICEMBRE
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Dal libro del profeta Isaia (Is 40,9-11)
“Una voce grida: Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura.
Allora si rivelarà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà. Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiee il dominio. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri”.
Per riflettere...
Il Signore vuole trovare una via per entrare nei nostri cuori e dimorarvi. La voce grida nel deserto: “Preparate una strada”. Questa voce giunge prima all’orecchio e dopo, o meglio attraverso l’ascolto, la parola penetra nell’intelletto. Preparate, dice la voce, una strada al Signore: Quale via gli prepareremo? Una strada materiale? Ma la parola di Dio può richiedere una simile via? Non occorre piuttosto preparare al Signore una via interiore e tracciare nel nostro cuore delle strade diritte, piane? Sì, questa è la via per cui la Parola di Dio si introduce per stabilirsi nel cuore dell’uomo. Prepariamo una via al Signore con una buona coscienza, rendiamo piana la strada perchè il Bambino Gesù possa camminare in noi senza difficoltà e donarci conoscenza dei suoi misteri e della sua venuta. (Origene)
Preghiamo insieme:
O Gesù, vero Dio fatto uomo per amore nostro,
noi ti preghiamo di infondere pietosamente
nei nostri animi
una grande venerazione della divina maestà,
affinché pieni di timor di Dio
ci guardiamo dall’offendere
chi ci creò e ci ha redento.
Vieni presto a salvarci,
e imprimi in noi sempre il santo timor divino.
Canto di Avvento
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19 DICEMBRE
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,29-34)
“Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perchè tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perchè era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perchè egli fosse fatto conoscere a Israele. Giovanni rese testimoniaza dicendo: Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spiritoè colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimoniaza che questi è il Figlio di Dio”.
Per riflettere...
Ogni creatura è fatta per rendere testimonianza a Dio, perché ogni creatura è un segno della sua bontà . La grandiosità della creazione testimonia a modo suo la forza e l’onnipotenza divina, e la sua bellezza testimonia la sapienza divina. Alcuni uomini però ricevono da Dio non solo dal punto di vista naturale, per il fatto che esistono, ma ancor più in modo spirituale, per le loro buone opere. Giovanni è uno di questi testimoni; è venuto per diffondere i doni di Dio e proclamare le sue lodi. La missione di Giovanni e il suo ruolo di testimone sono di una grandezza incomparabile, perchè nessuno può rendere testimonianza di una realtà se non nella misura in cui ne è partecipe. Rendere testimonianza alla verità divina suppone una conoscenza di questa verità. Per questo anche Cristo ha avuto questo ruolo di testimone. “Sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità”. (Gv 18,37). (San Tommaso d’Aquino)
Preghiamo insieme:
O Gesù, vero Angelo del Gran Consiglio,
noi ti supplichiamo di confortare
con la tua misericordia la nostra debole volontà,
e inclinata come essa è al male,
piegala con dolce forza verso il bene,
e rendila in esso stabile e perseverante.
Non tardare a liberarci,
versando in noi la tua vigorosa grazia.
Canto di Avvento
20 DICEMBRE
Dal Vangelo secondo San Matteo (Mt 1,18-24)
“Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perchè que che è generato in lei viene dalla Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati. Tutto questo avvenne perchè si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa”.
Per riflettere...
Di fronte al mistero divino, Giuseppe ha saputo mantenere il contegno giusto. Egli non si lascia prendere da umani sentimenti. Non è in grado di comprendere ciò che vede in Maria e non vuole penetrare a forza il mistero; si ritira piuttosto in disparte, con timida e rispettosa venerazione, abbandonandosi al volere di Dio e lasciando a Lui tutto il resto. Giuseppe dunque obbedisce alla Parola, la mette in pratica, dichiarandosi con le opere strumento docile nelle mani dell’Altissimo. Egli non vuole nulla per sè, perché intende essere semplicemente a disposizione di Dio. Prende quindi con sé Maria, sua sposa, per adempiere la volontà di Dio, perché Ella possa dare alla luce il suo Figlio. Sarà però lui, Giuseppe, in tutta obbedienza a dargli il nome. Quel nome attorno al quale rotea l’universo e per volontà del quale ogni cosa è stata creata: Gesù, il Messia, il Salvatore.
Preghiamo insieme:
O Gesù, Re Altissimo, umiliatosi per amore nostro,
noi ti preghiamo di estinguere
per tua misericordia, il nostro spirito di superbia,
e di farci dono dell’autentica umiltà
assieme alla coscienza viva della nostra pochezza senza di Te. Vieni presto a salvarci,
infondendo in noi la santa vera umiltà.
Canto di Avvento
21 DICEMBRE
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Dal Vangelo secondo San Luca (Lc 1,26-38)
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
Per riflettere...
Nella sfera umana, Maria è sola. Nessuno sa quello che avviene in lei. Che cosa dirà? Maria si rende perfettamente conto dell’estrema importanza di ciò che sta per pronunciare. Come una sposa, Ella sa che questo infinito ha due aspetti: uno di gioia, di tenerezza, di gloria; ma anche un altro aspetto: un’ immensità invisibile di pena, di redenzione, di riparazione. Dire “SÌ”, sarebbe mancare di delicatezza, come se Lei fosse uguale a Dio. Dirà solamente: che ciò avvenga, che ciò mi sia fatto! Come se intendesse far comprendere che gettava la sua libertà nel piano divino, oggi di gioia e domani di sofferenza. Fiat! È la parola dell’accettazione. E, nello stesso istante, ciò avvenne. Ella lo seppe. Tacque. L’Angelo adorò il divino mistero e si allontanò in silenzio. (J. Guitton).
Preghiamo insieme:
O Gesù, Maestro Amabile di Verità,
noi ti supplichiamo di insegnarci,
per tua misericordia, a fare la tua volontà
per camminare nella via della salvezza,
senza deviarne mai.
Non tardare a liberarci,
formando in noi un cuore docile e operoso nel bene.
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Canto di Avvento
22 DICEMBRE
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Dal libro del Profeta Isaia (Is 7,10-14)
Il Signore parlò ancora ad Acaz: «Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto». Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.
Per riflettere...
Ti chiederai in che modo la divinità si è incarnata, come il fuoco nel ferro, non trasferendosi, ma comunicandosi. Il fuoco infatti, non si slancia verso il ferro al quale si comunica. Non subisce diminuzione, ma riempie totalmente il ferro al quale si comunica. Allo stesso modo, Dio, il Verbo "che ha dimorato tra noi" non è uscito da Se stesso; il Verbo che si è fatto carne non fu soggetto a mutamento; il Cielo non fu privato di Colui che teneva e la terra accolse nel proprio seno colui che è nei cieli. (San Basilio M.)
Preghiamo insieme:
O Gesù, divenuto Mediatore Onnipotente
per amor nostro
noi ti preghiamo di offrire al Padre che è nei cieli
i meriti che hai acquisito
con la tua passione, morte e risurrezione,
come rimedio dei nostri peccati.
Vieni presto a salvarci, liberandoci
dal pericolo della dannazione eterna.
Canto di Avvento
23 DICEMBRE
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Dalla lettera di San Paolo a Tito (Tt 3,3-7)
«Carissimo, anche noi un tempo eravamo insensati, disubbidienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell'invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna».
Per riflettere...
Tutto abbiamo ricevuto in Cristo. Iddio si è comunicato all'uomo come restauratore della sua natura, come perdono e null'altro che perdono. In qual modo la misericordia di Dio ci concede il perdono del peccato, per unire l'uomo a sé come figlio? Risponde San Paolo: «Mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3,5). Il Battesimo è il suggello della fede: chi si è affidato a Cristo non assume con lui un rapporto isolato, ma entra a far parte della comunità di Cristo, la sua Chiesa: giunge a ciò perché ha avuto in dono lo Spirito stesso di Cristo e dallo Spirito viene inserito nel corpo di Cristo, ne fa parte come membro vivente. Lo Spirito è Dio che in Cristo opera in noi: aiuta, ispira, illumina, santifica non per realizzare una vita solitaria, una comunione individualistica con Dio, ma per collegarci nella comunione con i fratelli in un'autentica carità vissuta. (F. Salvestrin)
Preghiamo insieme:
O Gesù, desideratissimo Nostro Salvatore,
noi ti supplichiamo di venire in aiuto,
per tua misericordia, a noi peccatori
e a redimerci con la tua nascita
dalla triste schiavitù del peccato.
Non tardare a liberarci, salvandoci con il tuo amore.
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Canto di Avvento
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24 DICEMBRE
Dal libro del Profeta Isaia (Is 9,1-6)
«Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a Te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la preda. Poiché il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madìan. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato. Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre».
Per riflettere...
O fusione inaudita, o compenetrazione paradossale! Colui che è, viene nel tempo; l'increato si fa oggetto di creazione. Colui che non ha dimensioni, entra nel tempo e nello spazio, e un'anima spirituale si fa mediatrice tra la divinità e la pesantezza della carne. Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. Lui, che è la pienezza si svuota, si spoglia per un poco della sua gloria, perché io possa partecipare della sua pienezza. Quale ricchezza di bontà! Quale immenso mistero mi avvolge! Sono stato fatto partecipe dell'immagine di Dio e non ho saputo custodirla: ora Dio si rende partecipe della mia carne, sia per salvare l'immagine che mi aveva data, sia per rendere immortale la mia carne. Entra in comunione con noi, in un modo nuovo ancora più profondo del primo: con chi un tempo condivise il bene, ora condivide il male; quest'ultima comunione è ancora più degna di Dio e, per chi ha intelligenza, ancora più sublime. (S. Gregorio Nazianzeno)
Preghiamo insieme:
O Gesù, Signore della Gloria,
fatto uomo per noi,
noi ti preghiamo e supplichiamo di ravvivare in noi
il fuoco del santo amore
e di distaccare i nostri affetti
da ciò che è male ai tuoi occhi
e dietro al quale si perde il nostro debole cuore.
Vieni presto a salvarci, nascendo in noi spiritualmente
e infiammandoci dell’amore che viene da Te.
Canto di Avvento
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