DALL’EUCARESTIA AL MONDO: 125 ANNI IN CAMMINO

Eravamo in tanti domenica 8 febbraio nella cappella delle suore Clarisse Francescane Missionarie del SS.mo Sacramento alla Badia di Bertinoro; c’erano il Vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro e il Sindaco della cittadina romagnola che dal colle si affaccia sopra Forlimpopoli, c’erano molte suore, la Madre Generale e quella Provinciale, diversi sacerdoti e frati, tanti amici venuti da vicino e da lontano. Eppure se la cappella sembrava essere troppo piccola per contenere tutti non era per la puntuale organizzazione con la quale era stata organizzata la S. Messa, ma perché lì c’erano in modo speciale tante sorelle partite in 125 anni dal primo invio missionario per raggiungere i 14 stati del mondo dove oggi sono presenti i tabernacoli delle nostre comunità, dove oggi l’Amore di Gesù Eucarestia, che le ha guidate come unico tesoro, continua a farsi carne nella vita di tante persone, le più povere e abbandonate, come desiderava il cuore di Madre Serafina Farolfi, che riposa nelle sue spoglie mortali qui sull’altare, ma che in Cielo oggi festeggia con noi. Così, anche se fuori dominava il cielo grigio dell’inverno italiano, dentro c’era tutto il calore dell’ardore che ha acceso tanti cuori a partire, lasciando tutto, attraversando pericoli e incognite verso terre allora sconosciute, spinte dal desiderio di far conoscere il Vangelo, la bella notizia che aveva loro cambiato la vita e poteva illuminare quella di ogni uomo. Il 3 febbraio del 1901 sono state quattro sorelle a partire per prime da Trieste per raggiungere in nave l’India, invitate dal Vescovo della diocesi indiana di Agra, Mons. Gentili, che era originario di Bertinoro e aveva conosciuto Madre Serafina alla Badia, ed è per loro oggi il nostro ricordo grato, perché davvero il Signore si serve di persone semplici e indifese, ma che si lasciano riempire della Sua forza e del fascino del Suo sogno sul mondo. C’è una luce grande che continua ad ardere oggi nei cuori di chi è uscito da questa celebrazione, la Speranza certa che è possibile portare, in questo mondo così ferito dall'egoismo e dalle guerre, ma allo stesso tempo resistente nella fede e nella Speranza, i Misteri di Cristo che possono trasformare la vita attraverso semplice e concreti gesti d’amore quotidiani. Così ci siamo salutati un po’ più gioiosi al termine della cerimonia, mentre non ci abbandona l’impegno che commossa M. Serafina ha lasciato alle sue figlie pochi giorni dopo la partenza delle prime missionarie: “Ogni mattina invocate la stella del Mare coll'Ave Maris Stella: pregate S. Raffaele e l'Angelo Custode a condurle al posto ove sono attese. Scrivete loro e dite che le amate sempre”. 

   Sr Elisabetta Scaravaggi