NOVENA A SAN FRANCESCO D’ASSISI

 

Francesco, con il suo esempio di accettazione gioiosa di “sorella morte”, ci invita a vivere ogni istante della nostra vita terrena come mezzo per conseguire la gioia eterna che sarà premio dei Beati. 
Con questa novena ci prepariamo a celebrare la sua festa, cercando di meditare e riflette sulle virtù che hanno segnato le tappe della sua straordinaria vita. 

25 Settembre – 1° giorno
CASTITÀ

Dalla lettera ai Romani:
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne. (Rom 13, 13-14)

Dagli Scritti di San Francesco:
Era solito colpire gli occhi non casti con questa parabola. Un re potentissimo inviò, in tempi successivi, due nunzi alla regina. Ritorna il primo e riferisce semplicemente la risposta al suo messaggio. Ritorna l'altro, e dopo aver riferito in breve la risposta, tesse una lunga storia della bellezza della sovrana. «A dir vero, Signore, ho proprio visto una donna bellissima. Felice chi può goderne!». «Servo malvagio, --lo investe il re--hai fissato i tuoi occhi impudichi sulla mia sposa? È chiaro che tu avresti voluto far tuo un oggetto che hai esaminato così attentamente!». Fa richiamare il primo e gli chiede: «Che ti sembra della regina?». «Molto bene di certo, --risponde il messo --perché ha ascoltato in silenzio ed ha risposto con saggezza». «E non ti sembra bella?». «Guardare a questo tocca a te. Mio compito era di riferire le parole». Il re pronuncia allora la sentenza: «Tu casto di occhi, più casto di corpo, rimani nel mio appartamento. Costui invece, fuori di casa, perché non violi il mio talamo!». Ripeteva poi il Padre: «Quando si è troppo sicuri di sé, si è meno prudenti di fronte al nemico. Se il diavolo può far suo un capello in un uomo, ben presto lo fa diventare una trave. E non desiste anche se per lungo tempo non è riuscito a far crollare chi ha tentato, purché alla fine gli si arrenda. Questo è il suo intento, e non si occupa di altro giorno e notte». (FF 700)

Preghiamo insieme:
San Francesco insegnaci a trovare il tempo per la preghiera, alimento spirituale della nostra anima. Ricordaci che la castità perfetta non ci impone di evitare le creature di sesso diverso dal nostro, ma ci chiede di amarle solo di un amore che anticipa su questa terra quell’amore che potremo esprimere pienamente in Cielo dove saremo “simili agli angeli” (Mc 12,25)

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

26 Settembre – 2° giorno
POVERTÀ

Dal Vangelo di Marco:
Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. (Mc 10, 24b-25)

Dagli Scritti di San Francesco:
Mentre Francesco girava predicando una regione, gli accadde di incontrare un povero. Notandone la estrema indigenza, disse al suo compagno: «La povertà di quest'uomo è umiliante per noi; è un rimprovero per la nostra povertà». Il compagno rifletté: «In che maniera, fratello?». E Francesco: «Quando trovo uno più povero di me, mi sento arrossire. Io ho scelto la santa povertà come mia signora, come la mia felicità spirituale e corporale. E gira in tutto il mondo questa fama, che io cioè ho fatto professione di povertà davanti a Dio e agli uomini. Quindi non posso che sentirmi pieno di vergogna allorché trovo qualcuno più povero di me». (FF 1644)

Preghiamo insieme:
San Francesco, ricordando le tue parole che “si sale prima in Cielo da un tugurio che da un palazzo”, aiutaci a ricercare sempre la santa semplicità. Ricordaci il tuo distacco dalle cose di questo mondo nell’imitazione di Cristo e che è bene essere distaccati dalle cose della terra per essere sempre più protesi verso le realtà del Cielo.

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

27 Settembre – 3° giorno
OBBEDIENZA

Dal Vangelo di Luca:
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. (Lc 6,47-48) 

Dagli Scritti di San Francesco:
Era già del tutto mutato nel cuore e prossimo a divenirlo anche nel corpo, quando, un giorno, passò accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli è così profondamente commosso, all'improvviso--cosa da sempre inaudita! --l'immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra, «Francesco, - gli dice chiamandolo per nome - va', ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina». Francesco è tremante e pieno di stupore, e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire e si concentra tutto su questo invito. Ma, a dir vero, poiché neppure lui riuscì mai ad esprimere la ineffabile trasformazione che percepì in sé stesso, conviene anche a noi coprirla con un velo di silenzio. (FF 593)

Preghiamo insieme:
o Dio illuminaci sulle scelte della nostra vita e aiutaci a cercare di imitare la prontezza e l’entusiasmo di san Francesco nell’adempiere alla Tua Volontà.

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

28 Settembre – 4° giorno
UMILTÀ

Dal Vangelo di Luca:
Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo». Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato. (Lc 18,10-14)

 

Dagli Scritti di San Francesco:
Ma se san Francesco fu umile nel rispetto a Dio, più umile nel servizio del prossimo, umilissimo fu nel disprezzare sé stesso... Il beato frate Pacifico, colui che per primo introdusse l'Ordine dei frati nella Francia, era uomo di grande santità. Ebbene, mentre un giorno egli pregava in una chiesa, insieme con san Francesco, assopitosi un poco, vide aprirsi il cielo e, là nel cielo, vide un seggio bellissimo. Chiese di chi era quel seggio e gli fu spiegato: “Questo è il seggio che fu perduto da Lucifero a causa della sua superbia e che è riservato per il beato Francesco, a causa della sua umiltà”. Svegliatosi, Pacifico domandò a Francesco: “Che cosa pensi di te stesso?”. “Penso, rispose Francesco di essere il maggior peccatore del mondo”. Pacifico replicò: “Ci sono al mondo assassini, briganti e malfattori”. Gli rispose Francesco: “Non v'è al mondo uomo tanto cattivo, che, se avesse tanti doni di grazia, non sarebbe più pio di me”. (FF 2699)

Preghiamo insieme:
San Francesco, con la tua umiltà, insegnaci a non esaltarci né di fronte agli uomini né di fronte a Dio ma a dare sempre e solo onore e gloria a Dio per quanto Egli opera per nostro mezzo.

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

29 Settembre – 5° giorno
CONTEMPLAZIONE

Dal libro della Genesi:
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. (Gen 1,31)

Dagli Scritti di San Francesco: 
Sarebbe troppo lungo, o addirittura impossibile narrare tutto quello che il glorioso padre Francesco compì e insegnò mentre era in vita. Come descrivere il suo ineffabile amore per le creature di Dio e con quanta dolcezza contemplava in esse la sapienza, la potenza e la bontà del Creatore? Proprio per questo motivo, quando mirava il sole, la luna, le stelle del firmamento, il suo animo si inondava di gaudio. O pietà semplice e semplicità pia! Perfino per i vermi sentiva grandissimo affetto perché la Scrittura ha detto del Signore: lo sono verme e non uomo (Sal 21,6); perciò si preoccupava di toglierli dalla strada, perché non fossero schiacciati dai passanti. E che dire delle altre creature inferiori, quando sappiamo che, durante l'inverno, si preoccupava addirittura di far preparare per le api miele e vino perché non morissero di freddo? Magnificava con splendida lode la laboriosità e la finezza d'istinto che Dio aveva loro elargito, gli accadeva di trascorrere un giorno intero a lodarle, quelle e tutte le altre creature. (FF 458)

Preghiamo insieme:
San Francesco aiutaci ad imitarti nel contemplare la creazione come lo specchio del Creatore; aiutaci a ringraziare Dio per il dono della creazione; ad avere sempre rispetto per ogni creatura perché espressione dell’amore di Dio e a riconoscere in ogni essere creato un nostro fratello.

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

30 Settembre 6° giorno
DOCILITÀ

Dal Vangelo di Matteo:
In quel tempo Gesù disse: Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza(Mt 11,25-26)

Dagli Scritti di San Francesco:
Voglio quindi, a lode di Lui e a mia consolazione e per edificazione del prossimo, comporre una nuova Lauda del Signore per le sue creature. Ogni giorno usiamo delle creature e senza di loro non possiamo vivere, e in esse il genere umano molto offende il Creatore. E ogni giorno ci mostriamo ingrati per questo grande beneficio, e non ne diamo lode, come dovremmo, al nostro Creatore e datore di ogni bene». E postosi a sedere, si concentrò a riflettere, e poi disse: «Altissimo, onnipotente, bon Signore...». Francesco compose anche la melodia, che insegnò ai suoi compagni. Il suo spirito era immerso in così gran dolcezza e consolazione, che voleva mandare a chiamare frate Pacifico --che nel secolo veniva detto "il re dei versi" ed era gentilissimo maestro di canto--, e assegnargli alcuni frati buoni e spirituali, affinché andassero per il mondo a predicare e lodare Dio. Voleva che dapprima uno di essi, capace di predicare, rivolgesse al popolo un sermone, finito il quale, tutti insieme cantassero le Laudi del Signore, come giullari di Dio. (FF 1592)

Preghiamo insieme:
San Francesco ottienici la tua gioia e serenità nelle malattie, pensando che la sofferenza è un grande dono di Dio e va offerta al Padre pura, senza essere rovinata dai nostri lamenti. Seguendo il tuo esempio vogliamo sopportare le malattie con pazienza senza far pesare il nostro dolore agli altri. Cerchiamo di ringraziare il Signore non solo quando ci dona la gioia ma anche quando permette le malattie.

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

1 Ottobre – 7° giorno
FRATELLANZA

Dal Vangelo di Matteo:
Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Mt 5,46-48)

Dagli Scritti di San Francesco:
In un eremitaggio situato sopra Borgo San Sepolcro, venivano di tanto in tanto certi ladroni a domandare del pane. Costoro stavano appiattati nelle folte selve di quella contrada e talora ne uscivano, e si appostavano lungo le strade per derubare i passanti. Per questo motivo, alcuni frati dell'eremo dicevano: «Non è bene dare l'elemosina a costoro, che sono dei ladroni e fanno tanto male alla gente». Altri, considerando che i briganti venivano a elemosinare umilmente, sospinti da grave necessità, davano loro qualche volta del pane, sempre esortandoli a cambiar vita e fare penitenza. Ed ecco giungere in quel romitorio Francesco. I frati gli esposero il loro dilemma: dovevano oppure no donare il pane a quei malviventi? Rispose il Santo: «Se farete quello che vi suggerisco, ho fiducia nel Signore che riuscirete a conquistare quelle anime». E seguitò: «Andate, acquistate del buon pane e del buon vino, portate le provviste ai briganti nella selva dove stanno rintanati, e gridate: --Fratelli ladroni, venite da noi! Siamo i frati, e vi portiamo del buon pane e del buon vino--. Quelli accorreranno all'istante. Voi allora stendete una tovaglia per terra, disponete sopra i pani e il vino, e serviteli con rispetto e buon umore. Finito che abbiano di mangiare, proporrete loro le parole del Signore. Chiuderete l'esortazione chiedendo loro per amore di Dio, un primo piacere, e cioè che vi promettano di non percuotere o comunque maltrattare le persone. Giacché, se esigete da loro tutto in una volta, non vi starebbero a sentire. Ma così, toccati dal rispetto e affetto che dimostrate, ve lo prometteranno senz'altro. E il giorno successivo tornate da loro e, in premio della buona promessa fattavi, aggiungete al pane e al vino delle uova e del cacio; portate ogni cosa ai briganti e serviteli. (FF 1646)

Preghiamo insieme:
San Francesco aiutaci a superare le difficoltà con umiltà e letizia. Il tuo esempio ci esorti a saper accettare anche le opposizioni dei più vicini e dei più cari quando Dio ci invita per una via che essi non condividono, e a saper vivere con umiltà i contrasti nell’ambiente in cui quotidianamente viviamo, ma difendendo con fermezza quanto ci sembra utile per il bene nostro e di coloro che ci stanno vicino, soprattutto per la gloria di Dio.

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

2 Ottobre - 8° giorno
 “MORTIFICAZIONE

Dal Vangelo di Luca:
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. (Lc 12,35-36)

 

Dagli Scritti di San Francesco:
Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli. Ci sono molti che, applicandosi insistentemente a preghiere e occupazioni, fanno molte astinenze e mortificazioni corporali, ma per una sola parola che sembri ingiuria verso la loro persona, o per qualche cosa che venga loro tolta, scandalizzati, tosto si irritano. Questi non sono poveri in spirito, poiché chi è veramente povero in spirito odia sé stesso e ama quelli che lo percuotono nella guancia. (FF 163)

Preghiamo insieme:
San Francesco sii nostro maestro sulla necessità di mortificare i desideri del corpo affinché siano sempre subordinati alle esigenze dello spirito.

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

3 Ottobre - 9° giorno
LETIZIA

Dal Vangelo di Giovanni:
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. (Gv 15,9-11)

Dagli Scritti di San Francesco:
Francesco s'impegnò sempre con ardente passione ad avere, fuori della preghiera e dell'ufficio divino, una continua letizia spirituale intima ed anche esterna. La stessa cosa egli amava e apprezzava nei fratelli, ché anzi era pronto a rimproverarli quando li vedeva tristi e di malumore. Diceva: «Se il servo di Dio si applica ad acquistare e mantenere, sia nel cuore che nell'espressione, la letizia che proviene da un'anima pura e si ottiene con la devozione della preghiera, i demoni non gli possono far danno, e direbbero: --Dal momento che questo servo di Dio è felice nella tribolazione come nella prosperità, noi non troviamo adito per entrare in lui e nuocergli--. Ma i demoni esultano allorché possono estinguere o impedire in un modo o nell'altro la devozione e la gioia che provengono da un'orazione pura e da altre azioni virtuose. Poiché, se il diavolo possiede qualcosa di suo nel servo di Dio, quando non sia attento e svelto nel distruggerla e sradicarla al più presto, con il potere attinto dalla preghiera, dal pentimento, dalla confessione e dalla riparazione, il demonio in breve tempo saprà trasformare un capello in una trave, a forza di ispessirlo. E per questo, miei fratelli, siccome dalla innocenza del cuore e dalla purezza di una incessante orazione, sgorga la letizia spirituale, sono queste due virtù che bisogna soprattutto acquistare e conservare, affinché la gioia, che con ardente desiderio amo vedere e sentire in me e in voi, possiate averla nell'intimo e nell'espressione, per edificare il prossimo e sconfiggere l'avversario. A questi, infatti, e ai suoi seguaci si conviene la tristezza; a noi di godere ed essere felici sempre nel Signore». (FF 1793)

Preghiamo insieme:
San Francesco, con il tuo esempio di accettazione gioiosa di “sorella morte”, aiutaci a vivere ogni istante della nostra vita terrena come mezzo per conseguire la gioia eterna che sarà premio dei beati.

San Francesco, prega per noi.
Padre, Ave, Gloria

TRANSITO DI SAN FRANCESCO

Canto iniziale

Preghiamo:
O Dio, al beato padre nostro Francesco hai donato il premio dell’eterna beatitudine: concedi anche a noi, che celebriamo ora con sentimenti filiali la memoria del suo transito, la grazia di raggiungere felicemente il premio della stessa beatitudine. Per Cristo nostro Signore. Amen.


Dalla Vita prima di Tommaso da Celano:
Erano ormai trascorsi vent’anni dalla sua conversione e, come gli era stato comunicato per divina rivelazione, la sua ultima ora stava per scadere. Egli, sentendo che l’ora della morte era ormai imminente, chiamò a sé due suoi frati e figli prediletti, perché a piena voce cantassero le Lodi al Signore con animo gioioso per l’approssimarsi della morte, anzi della vera vita. Egli poi, come poté intonò il salmo di David: «Con la mia voce al Signore grido aiuto, con la mia voce supplico il Signore».

Uno dei frati che lo assistevano, molto caro al Santo e molto sollecito di tutti i frati, vedendo questo e conoscendo che la fine era vicina, gli disse: «Padre amato, già i tuoi figli stanno per rimanere orfani e privi della luce dei loro occhi! Ricordati dei figli che lasci orfani, perdona tutte le loro colpe e dona ai presenti e agli assenti il conforto della tua benedizione». E Francesco: « Ecco, Dio mi chiama, figlio. Ai miei frati presenti e assenti, perdono tutte le offese e i peccati e tutti li assolvo, per quanto posso, e tu, annunciando questo, benedicili da parte mia ». Poi si fece portare il libro dei Vangeli, pregando che gli fosse letto il brano del Vangelo secondo Giovanni, che inizia con le parole: «Sei giorni prima della Pasqua, sapendo Gesù ch’era giunta l’ora di passare da questo mondo al Padre». E dato che presto sarebbe diventato terra e cenere, volle che gli si mettesse indosso il cilicio e venisse cosparso di cenere. E mentre molti frati, di cui era padre e guida, stavano ivi raccolti con riverenza e attendevano il beato « transito » e la benedetta fine, quell’anima santissima si sciolse dalla carne, per salire nell’eterna luce, e il corpo s’addormentò nel Signore. Uno dei suoi frati e discepoli, molto celebre, del quale non dico il nome, perché essendo tuttora vivente non vuole trarre gloria da un sì grande privilegio, vide l’anima del santissimo padre salire dritta al cielo al di sopra di molte acque; ed era come una stella, grande come la luna, splendente come il sole e trasportata da una candida nuvoletta. A lode di Cristo.


Salmo 142 (141) - Preghiamo a cori alterni:

Con la mia voce al Signore grido aiuto, *

con la mia voce supplico il Signore;

davanti a lui effondo il mio lamento, *

al suo cospetto sfogo la mia angoscia.

Mentre il mio spirito vien meno, *

tu conosci la mia via.

Nel sentiero dove cammino *

mi hanno teso un laccio.

Guarda a destra e vedi: *

nessuno mi riconosce.

Non c’è per me via di scampo, *

nessuno ha cura della mia vita.

lo grido a te, Signore; dico: “Sei tu il mio rifugio, *

sei tu la mia sorte nella terra dei viventi”.

Ascolta la mia supplica: *

ho toccato il fondo dell’angoscia.

Salvami dai miei persecutori *

perché sono di me più forti.

Strappa dal carcere la mia vita, *

perché io renda grazie al tuo nome:

i giusti mi faranno corona *

quando mi concederai la tua grazia.

Preghiamo:
Aiutaci, San Francesco d’Assisi, ad avvicinare alla Chiesa e al mondo di oggi il Cristo. Tu, che hai portato nel tuo cuore le vicissitudini dei tuoi contemporanei, aiutaci col cuore vicino al cuore del Redentore, ad abbracciare le vicende degli uomini della nostra epoca. Amen. (Giovanni Paolo II)

 

Due soliste alternandosi:
Altissimo, onnipotente, buon Signore,
Tue son le lodi, la gloria, l’onore ed ogni benedizione
che a Te solo e al Tuo Nome Altissimo possiamo elevare
e nessun uomo può credersi degno di poterti nominare.

Laudato sii, mi Signore con tutte le tue creature,
specialmente per frate sole così bello e radioso
con la sua luce illumini il giorno ed illumini noi
e con grande splendore ci parla di Te Signore.

Laudato sii, mi Signore per sora luna e le stelle
le hai formate nel cielo così chiare preziose e belle,
per frate vento, per l’aria, il sereno ed ogni tempo,
così la vita Tu cresci e sostieni in ogni tua creatura.

Laudato sii, mi Signore per sora acqua così preziosa
per frate fuoco giocoso e potente che c’illumina la notte
laudato sii, mi Signore per sora nostra madre la terra
ci sostiene, governa e ci dona fiori, frutti ed erba.

Laudato sii, mi Signore per quelli, che per il Tuo Amore,
perdonano e sopportano in pace ogni persecuzione
che sora morte ha trovato viventi nella tua volontà,
da Te Altissimo un giorno saranno da Te incoronati.

Lodate e benedite il Signore,
ringraziate e servite con grande umiltà,
lodate, lodate, benedite il Signore con grande umiltà,
ringraziate e servite con grande umiltà.

Canto finale