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Introduzione
L’Anno Giubilare indetto in occasione dell'Ottavo centenario del transito del nostro padre San Francesco è per noi un invito a rinnovare il cuore, a lasciarci riconciliare con Dio, con gli altri e con il creato. Ogni passo, ogni preghiera, ogni gesto di fraternità possono diventare luce per il mondo. Non restiamo spettatrici: scegliamo oggi e ogni giorno di fare del Vangelo il nostro cammino.
Primo giorno - 25 settembre
Francesco: padre, modello e guida.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 10,31-33.11,1)
Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
Dalla Leggenda Maggiore di San Bonaventura (FF 1020)
La grazia di Dio, nostro salvatore, in questi ultimi tempi è apparsa, nel suo servo Francesco, a tutti coloro che sono veramente umili e veramente amici della santa povertà. Essi, mentre venerano in lui la sovrabbondante misericordia di Dio, sono istruiti dal suo esempio a rinnegare radicalmente l'empietà e i desideri mondani, a vivere in conformità con Cristo e ad aspirare, con sete e desiderio insaziabili, alla beata speranza. Su di lui, infatti, in quanto veramente poverello e contrito di cuore, Iddio eccelso posò il suo sguardo con tanta accondiscendenza e benignità, che non soltanto lo sollevò, mendico, dalla polvere della vita mondana, ma anche lo rese tale che facesse professione della perfezione evangelica, ne fosse la guida e l’araldo, e lo scelse come luce per i credenti, affinché, divenuto testimone della luce, preparasse per il Signore la via della luce e della pace nel cuore dei fedeli.
Intercessioni/invocazioni:
O Dio, che in san Francesco ci hai dato un modello di vita veramente evangelica, ascolta la preghiera che insieme ti rivolgiamo. Ripetiamo insieme: Per intercessione del tuo servo Francesco, ascoltaci o Signore.
- Per la Chiesa, che san Francesco amava con tutto il cuore: si mantenga sempre nell'amore di Cristo e nella fedeltà al Vangelo.
- Per i governanti: si lascino toccare dalla disarmata bontà del Poverello d’Assisi e trovino il coraggio e l’audacia di intraprendere processi di riconciliazione tra i popoli.
- Per i poveri e gli emarginati, di cui san Francesco condivise la vita: si sentano consolati nel riconoscersi i prediletti del Padre e si lascino raggiungere dalla grazia di Cristo.
- Per noi qui riuniti: perché il nostro cuore si lasci provocare dall’esempio del Santo di Assisi e possiamo così progredire nel nostro cammino di santità.
Orazione conclusiva:
O Signore, che ci hai donato san Francesco come guida e modello sulla via della santità, fa’ che il nostro cuore si lasci provocare dal suo esempio, perché possiamo intraprendere un cammino di sincera conversione ed essere conformi all’immagine del Figlio tuo. Egli è Dio e vive e regna con te…Amen.
Secondo giorno – 26 settembre
Il Vangelo come forma di vita.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10, 7-10)
Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né moneta di rame nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
Dalla Regola bollata di San Francesco (FF 75, 90)
La Regola e vita dei Frati Minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. [...] Questa è la sublimità di quell'altissima povertà, che ha costituito voi, fratelli miei carissimi, eredi e re del regno dei cieli, vi ha fatti poveri di cose e vi ha innalzati con le virtù. Questa sia la vostra parte di eredità, che conduce nella terra dei viventi.
Intercessioni/invocazioni:
Rivolgiamo la nostra preghiera al Padre, fonte di ogni bene, dicendo insieme: Ascoltaci, o Signore.
- Per la Chiesa: perché seguendo l’esempio di san Francesco, sappia abbracciare la povertà di Cristo per annunciare il Vangelo con umiltà e gioia.
- Per i governanti e i potenti della terra: perché abbiano a cuore la custodia del creato, nostra casa comune, e si adoperino per una pace autentica tra i popoli.
- Per i poveri, gli emarginati e i piccoli: perché la nostra fraternità sia per loro segno concreto della carezza di Dio e della sua provvidenza.
- Per noi qui riuniti: perché, rifiutando le logiche dell’egoismo e del possesso, la “Regola” dell’amore diventi il metro di ogni nostra relazione.
Orazione conclusiva:
Signore Gesù, che hai chiamato il tuo servo Francesco a seguirti nella via della povertà e dell’umiltà, apri il nostro cuore al tuo Vangelo, perché possiamo ascoltarlo, accoglierlo e viverlo senza riserve. Insegnaci a non anteporre nulla al tuo amore, perché la nostra unica Regola sia la tua stessa vita. Tu sei Dio e vivi e regni… Amen.
Terzo giorno – 27 settembre
Il Natale di Greccio: Dio si fa prossimo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2, 1-7)
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. [...] Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme. [...] Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.
Dalla "Vita Prima " di Tommaso da Celano (FF 469)
Si dispone la greppia, si porta il fieno, si introducono il bue e l'asino. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l'umiltà. Greccio è divenuta come una nuova Betlemme. [...] Il Santo di Dio di fronte alla mangiatoia è ricolmo di pietà, cosparso di lacrime, traboccante di gioia. Sopra la mangiatoia viene celebrato il solenne sacrificio della Messa, e il sacerdote assapora una consolazione mai gustata prima.
Intercessioni/invocazioni:
Rivolgiamo le nostre suppliche a Dio Padre, che nel Figlio fatto Bambino ha visitato l’umanità. Diciamo insieme: Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa: perché, come san Francesco, sappia annunciare la gioia del Vangelo con semplicità e povertà.
- Per i governanti: perché sappiano scorgere nel volto dei piccoli e degli emarginati il volto di Cristo.
- Per chi soffre: perché la luce della grotta di Betlemme porti speranza e conforto nelle solitudini di oggi.
- Per la nostra comunità: perché la memoria di Greccio ci aiuti a costruire ponti di pace e di accoglienza, a partire da chi ci sta accanto.
Orazione conclusiva:
Signore Gesù, che a Greccio hai voluto mostrare al mondo la povertà e l’umiltà della tua nascita, apri oggi i nostri cuori: come Francesco d’Assisi desideriamo “vedere con gli occhi del corpo” l’amore che ti ha spinto a farti bambino per noi. Concedici di accoglierti nella semplicità, affinché la nostra vita diventi una mangiatoia pronta a riceverti. Tu sei Dio e vivi e regni… Amen.
Quarto giorno – 28 settembre
La lode attraverso il creato.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 26.28-29)
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? [...] E per il vestito, perché vi affannate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Dalla Compilazione di Assisi (FF 1614-1615)
Una notte, riflettendo il beato Francesco alle tante tribolazioni che aveva, fu mosso a pietà verso se stesso e disse in cuor suo: “Signore, vieni in soccorso alle mie infermità, affinché io sia capace di sopportarle con pazienza!” E subito gli fu detto in spirito: “Fratello, dimmi: se uno, in compenso delle tue malattie e sofferenze, ti donasse un grande e prezioso tesoro [...] non ne saresti molto felice?” Rispose il beato Francesco: “Signore, questo sarebbe un tesoro veramente grande e inestimabile”. E gli disse: “Allora, fratello, rallegrati e giubila pienamente nelle tue infermità e tribolazioni; d’ora in poi vivi nella serenità, come se tu fossi già nel mio regno!”
Alzandosi al mattino, disse ai suoi compagni: “Io devo molto godere in mezzo ai miei mali e dolori, e trovare conforto nel Signore, e render sempre grazie a Dio [...]: egli infatti si è degnato nella sua misericordia di donare a me la certezza di possedere il suo regno. Voglio, quindi, a lode di Lui, a mia consolazione e per edificazione del prossimo, comporre una nuova Laude del Signore per le sue creature. Ogni giorno usiamo delle creature e senza di esse non possiamo vivere, eppure in esse il genere umano offende il Creatore. Ogni giorno siamo ingrati per questo grande beneficio, e non ne diamo lode, come dovremmo, al nostro Creatore.” E sedendosi, si mise a riflettere e poi disse: “Altissimo, onnipotente, bon Signore…”
Intercessioni/invocazioni:
Al Dio della vita, che tutto custodisce, rivolgiamo la nostra supplica: Ascoltaci, Signore della vita.
- Per “Sora nostra Madre Terra”: perché l’umanità, cominciando da noi, impari a rispettare i suoi ritmi, i suoi tempi e la sua preziosità.
- Per le vittime dei disastri climatici e per chi soffre a causa di siccità e alluvioni: perché non siano trattate con indifferenza, ma trovino aiuto concreto e solidarietà, da parte della comunità internazionale. Preghiamo.
- Per coloro che detengono il potere politico ed economico: possano sempre anteporre il bene comune al profitto immediato e abbiano il coraggio di attuare scelte radicali a difesa della “casa comune”.
- Per noi qui riuniti: perché convertiamo la nostra vita ad uno stile sobrio e mite, diventando, nel nostro piccolo, custodi della bellezza che Dio ha creato con amore.
Orazione conclusiva:
O Signore, che nella vita del tuo servo Francesco ci hai aperto una strada di lode e di riconciliazione, rendici capaci di scorgere la tua impronta in tutto ciò che esiste. Aiutaci a guardare il creato come un dono da custodire e un altare su cui lodare il tuo nome e insegnaci l’umiltà di scoprirci fratelli e sorelle di ogni creatura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Quinto giorno- 29 settembre
Predicare con le opere.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo (Gc 2,14-18)
A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: “Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede”.
Dalla Regola non Bollata di san Francesco (FF 46, 47, 49)
Tutti i frati, tuttavia, predichino con le opere. [...] Per cui scongiuro, nella carità che è Dio, tutti i miei frati occupati nella predicazione, nell’orazione, nel lavoro, sia chierici che laici, che cerchino di umiliarsi in tutte le cose, di non gloriarsi, né godere tra sé, né esaltarsi dentro di sé delle buone parole e delle opere, anzi di nessun bene che Dio fa o dice e opera talvolta in loro e per mezzo di loro. [...] E restituiamo al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni e riconosciamo che tutti i beni sono suoi e di tutti rendiamo grazie a lui, dal quale procede ogni bene.
Intercessioni/invocazioni:
Innalziamo la nostra preghiera a Dio Padre, il cui Verbo si è fatto nostra via con le sue parole e le sue opere e ripetiamo: Si compia in noi la tua Parola, Signore.
- Per la Chiesa: sia testimonianza viva e credibile della speranza di Cristo Risorto.
- Per i governanti: promuovano, con azioni concrete di solidarietà verso gli ultimi, la dignità di ogni essere umano.
- Per gli educatori e gli insegnanti: diano l’esempio con la propria vita di quanto insegnano con la parola, per il bene dei piccoli loro affidati.
- Per noi qui riuniti: perché possiamo allontanare ogni invidia e riconoscere che il bene che vediamo nei nostri fratelli e sorelle viene da Dio.
Orazione conclusiva:
Altissimo, onnipotente e buon Signore, tu sei il bene, tutto il bene e il sommo bene. Fa’ che la nostra vita diventi un riflesso della tua bontà, perché possiamo testimoniare, con le parole e con le opere, che tu sei la nostra ricchezza a sufficienza. Per il nostro Signore Gesù Cristo…Amen.
Sesto giorno – 30 settembre
Con sguardo di misericordia.
Dal Vangelo secondo Luca (6,35-38)
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell'Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio.
Lettera ad un Ministro (FF 234)
Io ti dico, come posso, per quello che riguarda la tua anima, che quelle cose che ti sono di impedimento nell’amare il Signore Iddio, ed ogni persona che ti sarà di ostacolo, siano frati o altri anche se ti coprissero di battiture, tutto questo devi ritenere come una grazia. E così tu devi volere e non diversamente. E questo tieni in conto di vera obbedienza da parte del Signore Iddio e mia per te, perché io fermamente riconosco che questa è vera obbedienza. E ama coloro che agiscono con te in questo modo, e non esigere da loro altro se non ciò che il Signore darà a te. E in questo amali e non pretendere che diventino cristiani migliori.
Intercessioni/invocazioni:
Fratelli e sorelle, eleviamo la nostra preghiera a Dio, Padre compassionevole e fonte della misericordia e ripetiamo insieme: Padre buono, ascoltaci.
- Per la Chiesa: sostenuta dalla tua grazia, sia sempre esempio e testimonianza di pazienza nella tribolazione e di perdono sincero e gratuito.
- Per i governanti: possa il loro cuore essere sensibile alle sofferenze causate dai conflitti e promuovano processi politici di pace e di riconciliazione tra i popoli.
- Per le famiglie che vivono il dramma della separazione: irrompi con la forza della tua misericordia nel cuore di chi spera in te, perché ogni divisione possa ricomporsi nell’amore.
- Per ciascuno di noi: sciogli le durezze del nostro cuore, perché possiamo desiderare sinceramente di amare e perdonare i nostri fratelli e sorelle, soprattutto coloro che ci hanno ferito.
Orazione conclusiva:
O Padre, che hai reso san Francesco uomo ricco di misericordia ad immagine del Figlio tuo, fa’ che il suo esempio ci sproni a non rinunciare mai alla forza risanatrice del perdono, perché le nostre comunità possano essere lievito di pace e riconciliazione per l’intera umanità. Per il nostro Signore Gesù Cristo… Amen.
Settimo giorno – 1 ottobre
Francesco, conoscitore della profondità di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (Ef 3,14-19)
Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
Dall’Orazione sul «Padre nostro» (FF 266, 268-269)
O santissimo Padre nostro […] Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, perché possiamo conoscere qual è l’ampiezza dei tuoi benefici, l’estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi. Venga il tuo regno: affinché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, dove la visione di te è senza veli, l’amore di te è perfetto, la comunione con te è beata, il godimento di te senza fine.
Intercessioni/invocazioni:
A Dio, vera fonte di ogni sapienza, rivolgiamo la nostra umile e fiduciosa preghiera e ripetiamo insieme: Ascoltaci, o Signore.
- Per la Chiesa: sappia sempre essere madre premurosa e sapiente, offrendo il suo magistero con purezza e semplicità di cuore.
- Per gli scienziati e gli uomini di cultura: offrano le loro competenze per il bene dei poveri e dei sofferenti e contribuiscano, con il loro servizio, all’edificazione del Regno di Dio.
- Per i poveri e gli emarginati: si sentano consolati dalla forza del tuo Spirito, che nel silenzio, rivela loro lo sguardo amorevole del Padre.
- Per ciascuno di noi: perché sappiamo cogliere nelle tribolazioni della nostra vita la sapienza misteriosa e feconda del mistero pasquale.
Orazione conclusiva:
O Dio, che riveli ai piccoli lo splendore del tuo volto e ai semplici la profondità della tua sapienza, rendici sempre assetati della verità che viene da te perché, sull’esempio di san Francesco, possiamo correre nella via della beatitudine e godere la gioia piena del tuo Regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo…Amen.
Ottavo giorno – 2 ottobre
Le stimmate: sigillo d’amore.
Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Galati (Gal 6, 14-17)
Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l'Israele di Dio. D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
Dalla Leggenda maggiore di San Bonaventura (FF 1224-1226)
In lui l’incendio indomabile dell’amore per il buon Gesù si era sviluppato in vampe e fiamme di carità così` forte, che le molte acque non potevano estinguerla. L’ardore serafico del desiderio, dunque, lo sopraelevava in Dio e un dolce sentimento di compassione lo trasformava in Colui che volle, per eccesso di carità, essere crocifisso. Un mattino, all’appressarsi della festa dell’Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide un Serafino, con sei ali tanto infocate quanto luminose, discendere dalla sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, giunse vicino, librato nell’aria, all’uomo di Dio, e allora apparve tra le sue ali l’effigie di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi in forma di croce e confitti alla croce. Due ali si alzavano sopra il suo capo, due si stendevano a volare e due velavano tutto il corpo. […] Scomparendo, la visione gli lasciò nel cuore un ardore mirabile e l’effigie di segni altrettanto meravigliosi lasciò impressa nella sua carne. Subito infatti, nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire segni di chiodi, come quelli che poco prima aveva osservato nell’immagine dell’uomo crocifisso.
Intercessioni/invocazioni:
Fratelli e sorelle, guardando a san Francesco che sul monte della Verna è diventato immagine viva di Cristo, presentiamo al Padre le nostre necessità e quelle del mondo intero. Chiediamo che le piaghe del Signore, impresse nel corpo del Poverello, diventino per noi fonte di guarigione, di speranza e di rinnovata carità. Rivolgiamo con fiducia la nostra supplica dicendo insieme: Ascoltaci, o Signore.
- Per la Chiesa: perché non abbia paura di mostrare le proprie fragilità e sia luogo di vera accoglienza.
- Per i governanti: perché si adoperino per la pace, sanando le piaghe provocate dalle guerre e dall’ingiustizia.
- Per i sofferenti: perché nel loro dolore fisico o morale possano sentire il conforto del Cristo che soffre con loro.
- Per la nostra comunità: perché l’esempio di Francesco ci spinga a una fede concreta e operosa.
Orazione conclusiva:
O Signore, Dio della vita e della pace, fa’ che possiamo accostarci con amore e riverenza al mistero delle stimmate di san Francesco. Apri i nostri occhi perché sappiamo scorgere, in quei segni di dolore, la vittoria della tua misericordia. Apri le nostre orecchie, perché possiamo ascoltare il sussurro del Serafino che parla di un amore capace di trasformare la sofferenza in pienezza di vita. Donaci, per intercessione del Poverello, la grazia di non fuggire davanti alla nostra croce, ma di lasciarci segnare dalla tua presenza, per diventare oggi, nel mondo, testimoni credibili della tua risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…Amen.
Nono giorno – 3 ottobre
Dalla terra al cielo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12, 24-26)
In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà.
Dalla Leggenda maggiore di san Bonaventura (FF 1241)
Finalmente, avvicinandosi il momento del suo transito, fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli, li esortò con paterno affetto all’amore di Dio. Si diffuse a parlare sulla necessità di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana, ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo. Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. Inoltre aggiunse ancora: “State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla sua grazia!”.
Intercessioni/invocazioni:
Per intercessione di san Francesco, portiamo al Padre i desideri del mondo. Diciamo insieme: Abbi pietà di noi, Signore.
- Per la Chiesa: perché porti ad ogni uomo e ad ogni donna la speranza della vita eterna.
- Per i giovani: perché possano fare della loro vita un dono d’amore, al di là di ogni paura e incertezza.
- Per chi soffre e per i moribondi: perché si sentano confortati nel momento della morte e, accompagnati dalla preghiera di tanti fratelli e sorelle, la accolgano come Sorella che li conduce nell’abbraccio di Dio.
- Per la nostra comunità: perché l’ottavo centenario della morte di san Francesco, sia tempo fecondo di conversione e di rinascita ad una vita pienamente evangelica.
Orazione conclusiva:
Signore Dio, che in san Francesco hai offerto alla Chiesa un’immagine viva del tuo Figlio, in questo centenario del suo beato transito, accendi in noi il desiderio della santità e fa’ che impariamo a spogliarci dell’uomo vecchio e a rivestirci di Cristo, unica nostra speranza e vera vita. Egli e Dio e vive e regna con te…Amen.
TRANSITO DI SAN FRANCESCO
“E restituiamo al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni e riconosciamo che tutti i beni sono suoi e di tutti rendiamogli grazie a lui, dal quale procede ogni bene” (FF 49)
Canto iniziale
Guida: Carissime sorelle, Francesco povero riconoscente a Dio, come è stato conforme a Cristo durante tutta la sua vita, lo è voluto essere anche nel momento della morte. È questa morte, piena di vita, che noi ora ci apprestiamo a rivivere, attraverso la celebrazione del “transito”, cioè del suo passaggio dalla vita terrena alla vita senza tramonto. È un dono per noi tutti riascoltare le parole scritte dai suoi frati, diventati testimoni dei suoi ultimi gesti e delle sue ultime parole. Nell’ora estrema della sua vita Francesco ci comunica la sua fede, che lo fa andare incontro alla morte, chiamandola “sorella”, e ci affida la sua eredità: “io ho fatto la mia parte; la vostra ve la insegni Cristo”.
Transito del nostro padre san Francesco tratto dalla Vita Prima di Tommaso da Celano Lettore: Erano ormai trascorsi vent’anni dalla sua conversione, come gli era stato comunicato per divina volontà. Era avvenuto così. Mentre il beato Francesco e frate Elia si trovavano un giorno a Foligno, una notte apparve durante il sonno a frate Elia un sacerdote biancovestito, di età molto avanzata e di venerando aspetto, che gli disse: «Va’, fratello, e avverti Francesco che, essendosi compiuti diciott’anni da quando rinunciò al mondo per seguire Cristo, gli rimangono solo due anni in questa vita e poi il Signore lo chiamerà a sé nel mondo dei più». Così dunque stava per compiersi esattamente quanto la parola di Dio aveva annunciato due anni prima. Da pochi giorni riposava in quel luogo tanto bramato, e sentendo che l’ora della morte era ormai imminente, chiamò a sé´ due suoi frati e figli prediletti, e ordinò loro che, a piena voce, cantassero le lodi al Signore con animo gioioso per l’approssimarsi della morte, anzi della vita così vicina. Egli poi, come poté, intonò il salmo di Davide:
Salmo 142 (141) – A due voci
1. Con la mia voce grido al Signore, con la mia voce supplico il Signore; davanti a lui sfogo il mio lamento, davanti a lui espongo la mia angoscia, mentre il mio spirito viene meno. Non c’è per me via di scampo,
2. Tu conosci la mia via: sul sentiero dove cammino mi hanno teso un laccio. Guarda a destra e vedi: nessuno mi riconosce. Non c’è per me via di scampo, nessuno ha cura della mia vita.
3. Io grido a te, Signore! Dico: “Sei tu il mio rifugio, sei tu la mia eredità nella terra dei viventi.” Ascolta la mia supplica perché sono così misero!
4. Liberami dai miei persecutori perché sono più forti di me. Fa’ uscire dal carcere la mia vita, perché io renda grazie al tuo nome; i giusti mi faranno corona quanto tu mi avrai colmato di beni.
Silenzio - Canto
Lettore: Uno dei frati che lo assistevano, molto caro al santo e più sollecito di tutti i frati, vedendo questo e conoscendo che la fine era vicina, gli disse: «Padre amato, già i tuoi figli stanno per rimanere orfani e privi della vera luce dei loro occhi! Ricordati dei figli che lasci orfani, perdona tutte le loro colpe e dona ai presenti e agli assenti il conforto della tua benedizione». E Francesco: «Ecco, Dio mi chiama, figlio. Ai miei frati, presenti e assenti, perdono tutte le offese e i peccati e tutti li assolvo, per quanto posso, e tu, annunciando questa mia intenzione, benedicili da parte mia». Poi si fece portare il libro dei Vangeli, pregando che gli fosse letto il brano del Vangelo secondo Giovanni:
“Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. […] Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.” (Gv 13,1-5.12-15)
Silenzio - Canto
Lettore: E dato che presto sarebbe diventato terra e cenere, volle che gli si mettesse indosso il cilicio e venisse cosparso di cenere. E mentre molti frati, di cui era padre e guida, stavano ivi raccolti con riverenza e attendevano il beato «transito» e la benedetta fine, quell’anima santissima si sciolse dalla carne, per salire nell’eterna luce, e il corpo si addormentò nel Signore.
(breve pausa di silenzio)
Uno dei suoi frati e discepoli, molto celebre, del quale non dico il nome perché, essendo tuttora vivente, non vuole trarre gloria da un sì grande privilegio, vide l’anima del santissimo padre salire dritta al cielo al di sopra di molte acque; ed era come una stella, grande come la luna, splendente come il sole e trasportata da una candida nuvoletta.
«Quanto glorioso è questo santo,
di cui un discepolo contemplò l’anima ascendere in cielo.
Bella come la luna, splendente come il sole,
mentre ascendeva raggiava di gloria in mezzo a una candida nube.
O vera luce del mondo, che rifulgi più del sole nella Chiesa di Cristo,
già ci hai nascosto i raggi della tua luce e, ritirandoti nella splendida patria celeste,
hai scambiato la nostra compagnia di miseri mortali con quella degli angeli e dei santi!
O gloriosa fonte di sì straordinaria esaltazione,
non deporre con la tua carne mortale la cura dei tuoi figli.
Tu sai bene in quali pericoli li hai lasciati, ora che nelle innumerevoli fatiche
e nelle frequenti prove non ci sei più tu che,
con la sola tua benevola presenza, in ogni momento li confortavi.
O padre santissimo, veramente misericordioso,
sempre pronto amorevolmente alla compassione e al perdono per i tuoi figli erranti!
Ti benediciamo, dunque, padre santo, unendo la nostra alla benedizione dell’Altissimo,
il quale è Dio sempre benedetto su tutte le cose. Amen.» (FF 514)
Preghiera conclusiva (insieme)
Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Dio, concedi a noi miseri, per te stesso, di fare ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del diletto figlio tuo, nostro Signore Gesù Cristo, e a te, o Altissimo, con la tua sola grazia pervenire; tu che, in Trinità perfetta e semplice unità, vivi e regni e sei glorioso Dio onnipotente, per tutti i secoli dei secoli. Amen. (FF 233)
Canto finale.
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