È difficile riorganizzare i pensieri appena rientrate… Una sensazione di festa rimane attaccata alla pelle, un’aria di fraternità e gratitudine, un desiderio di Bene che arrivi nel cuore delle vite di ogni sorella, perché esperienze così sanno di Dio e non si possono descrivere, come non si può descrivere tutto ciò che è Suo.

Abbiamo ricevuto tanti omaggi, mille sorrisi e abbracci, dai bimbi, dai ragazzi, dagli adulti, un’accoglienza sempre solenne nelle missioni che abbiamo visitato, tra Cuevo e Camiri, dove non è mancata la banda, le bandierine di tutti gli stati dove siamo presenti, sventolate dai bambini gioiosi e bellissimi nelle uniformi della scuola o negli abiti della festa, i discorsi ammirati del sindaco e le parole di fede del parroco. Tra le strade di terra e il timido sole invernale (nell’altra metà del mondo è iniziato l’inverno, con temperature tra i 3 e i 16 gradi!!) siamo state coinvolte in un clima “speciale”, consapevoli che la festa era soprattutto per quelle 7 sorelle che 100 anni fa, a cavallo, sono arrivate fra questa gente, che si è impegnata con loro in un reciproco compromesso che ha cambiato la vita e la storia di un popolo. Nella semplicità di ieri e di oggi, tra le difficoltà e gli imprevisti, l’unica arma potente è rimasta il Vangelo e la presenza di Gesù Eucarestia che si fa carne nei gesti di accoglienza e cura, nell’accompagnamento costante e nella vicinanza silenziosa ma sincera.

Esperienza speciale anche perché eravamo presenti insieme a Madre Chiara, con sr Montse e sr Joice, le Superiori Provinciali di ogni Provincia, con le rappresentanti della Missione internazionale del Perù: forse la prima volta che siamo tutte riunite senza che sia “doveroso” per un Capitolo Generale o un Consiglio Plenario. Un’esperienza importante che ci racconta senza parole di quanto siamo sorelle, parte di una famiglia grande ed unita, che sa sognare e ringraziare, che sa fidarsi del Signore e non ha paura di attraversare il mondo per annunziare che “Lui vale la pena”! Ieri come oggi!

Mentre disfiamo le valigie e rientriamo alla nostra vita quotidiana ci risuona nel cuore e all’udito il saluto che tutti ci davano quando ci incrociavano riconoscendo l’abito religioso e che ora sentiamo sempre più importante e vero: Paz y Bien!

 

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