Novena di Natale 2020

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Quest’anno, per la Novena di Natale, ci accosteremo all’icona biblica dell’ALBERO DELLA VITA, che rappresenta la sorgente di ogni essere vivente, il simbolo della vita per eccellenza. Questa bellissima immagine la troviamo in diversi passi nella Bibbia, dal giardino dell’Eden con l’albero della conoscenza del bene e del male nel libro della Genesi, fino all’Apocalisse, dove i Santi faranno parte di esso ed entreranno nella vera vita. Con la sua Incarnazione Gesù di Nazareth è venuto a donarci una vita nuova, perché è Lui la via, la verità e la vita. Dopo il primo giorno, in cui rifletteremo su questa icona, dal 17 dicembre al 24 dicembre approfondiremo i vari nomi ed appellativi legati a Gesù Cristo che viene, presi dalle varie profezie messianiche del tempo di Natale, come frutti di questo significativo albero.

«Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella città […] Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino» (Ap 22, 12-14.16).

16 DICEMBRE 2020

L’ALBERO DELLA VITA

Nella nuova Gerusalemme, la città degli eletti che verranno risvegliati da Cristo per vivere una nuova era di pace e splendore in terra, ritroviamo l’Albero della vita: “In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l’albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni.” (Ap 22,2)

Commento: Per noi questo fiume che scorre è la Parola di Dio e in essa noi possiamo vivere già da ora ogni giorno della nostra vita, godendo del Suo nutrimento, della Sua acqua benedetta, come se fossimo noi stessi alberi che si nutrono come di linfa vitale. La Bibbia ci presenta l’immagine dell'albero, metafora dei beni essenziali di cui l’uomo ha bisogno per vivere: cibo e riparo, frutti e sicurezze; ma anche metafora del cuore dell’uomo, laddove sottolinea che non si colgono dolci frutti da arbusti spinosi, come da un cuore cattivo gesti di amore. Queste parole ci persuadono che ciò che operiamo dipende da ciò che siamo, perché l'albero è immagine dell'uomo. In sé è sempre bello, perché è stato fatto "a immagine e somiglianza di Dio". Ma può essersi ammalato, perché ha disimparato l'amore, la misericordia. In questo Santo Natale attingiamo alla fonte della vita, che è Gesù Cristo per diventare feconde e produrre frutti abbondanti di opere buone.

 Preghiamo:

L1: Beato chi viene alla luce nella notte di Gesù,

chi accoglie se stesso dalle mani del suo Dio,

chi trova la vita nel Bambino Gesù:
una strada gli si apre nel cuore,

non temerà la morte seconda.

T: Nel Giardino di Dio il vincitore si nutrirà dell’Albero di vita.

L2: Beato chi nasce con Gesù nella Notte Santa ed ogni giorno,

chi resta innestato entro il corpo del suo Dio,

chi vive di Spirito afferrato da Gesù

una strada gli si apre nel cuore,

e mangerà la manna nascosta.

T: Nel Giardino di Dio il vincitore riceverà gli abiti di gioia.

 notaCanto di Avvento

17 DICEMBRE 2020

Un frutto di Gesù Cristo ALBERO DELLA VITA:

LA GIUSTIZIA

«Ecco, verranno giorni - dice il Signore -nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele starà sicuro nella sua dimora; questo sarà il nome con cui lo chiameranno: Signore-nostra-giustizia.» (Geremia 23,5-6)

Commento: Dalla vecchia, indurita corteccia della discendenza di Davide, dall'ormai inaridito Israele, ecco spuntare un germoglio: la novità di Colui che anche a noi è venuto a dire: "Io sono la vita". E ancora "Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza". Oltre questa certezza di vita nuova e di rigoglio che si evidenzia nell'immagine del germoglio, c'è un'altra annotazione portante. Geremia parla di "germoglio giusto", e anche rivela un nome del Messia-Figlio di Dio: "Signore-nostra-giustizia". Ecco, in questo avvicinarsi del Natale è tanto confortante soffermarsi a cogliere quella giustizia-santità di vita che caratterizzò l'essere e l'operare di Gesù in terra. E ancora di più ci apre strade di speranza il poter scoprire che è Lui la "nostra giustizia", cioè che viene per darci quel vigore spirituale, quello sguardo di totale fiducia per cui, appoggiando su di Lui il nostro pensare, sentire e operare, usciamo da quelle secche e remore negative che ci impediscono di credere che la sua giustizia può operare in noi fino a diventare anche la nostra.

Preghiamo insieme: Signore, insegnaci Tu a giudicare nel momento opportuno, sapendo che la nostra misura è sempre parziale e provvisoria. Nella luce del Natale, nei pressi di una mangiatoia, la tua giustizia si è manifestata nella povertà di un neonato profugo e privo del calore di una casa: è la giustizia degli ultimi quella che soccorre, innalza, ricolma di beni gli umili, gli affamati e chiunque confida in Dio.

 notaCanto di Avvento

18 DICEMBRE 2020

Un frutto di Gesù ALBERO DELLA VITA:

IL DONO della MERAVIGLIA

«Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile. (Isaia 9,1-6)

Commento: Gesù “sarà chiamato Consigliere ammirabile”. Il termine “ammirabile” deriva dalla parola “pala”, che significa essere distinto, essere unico, eccezionale, miracoloso. Questo è uno dei vari titoli del Messia, per dimostrare che Gesù avrebbe continuato l’opera di Dio”. Pensiamo alla natura e a tutte le sue meraviglie, al corpo umano, alla mente umana e alla creazione meravigliosa che rappresentano: i fiori, gli uccelli, gli insetti, la luna, le maree, tutto quanto; anzi, tutta la creazione ha lo scopo di ispirare meraviglia e ammirazione, che ci portano ad adorare e lodare il Creatore, il cui nome è Meraviglioso. Dio è pieno di meraviglie. La creazione divina ha lo scopo di ispirare meraviglia e ammirazione. È meravigliosa e ispira stupore. Noi, suoi figli, dobbiamo vedere nelle sue opere la sua amorevole premura per noi, e questo dovrebbe ispirarci a lodare e adorare il nostro meraviglioso Creatore. Dio è ammirabile! La natura è ammirabile!

Preghiamo insieme: Insegnaci Signore Gesù, in questo tempo di attesa al Natale, a stupirci con occhi limpidi, come quelli di un bambino, delle tante meraviglie che compi nella nostra vita, dei tanti doni ricevuti, delle tante persone che ci poni vicino e che ci dimostrano il tuo infinito amore. Aiutaci a saper scorgere l’infinita bellezza che c’è nella tua ammirabile creazione.

 notaCanto di Avvento

19 DICEMBRE 2020

Un frutto di Gesù ALBERO DELLA VITA:

LA PACE

“Un bambino è nato per noi… ed è chiamato Principe della pace, Dio potente, Padre per sempre, grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.» (Isaia 9,1-6)

Commento: Un bambino è venuto nel mondo, un qualcosa di piccolo, senza importanza, povero, umile, non ha nulla, solo poche fasce. Quel bambino toglierà tutti i mali, perché è venuto per noi, per prendere sulle sue spalle il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.
Per ogni cristiano dovrebbe essere proprio così: il Cristo viene per ciascuno di noi, e solo con lui possiamo affrontare tutte le miserie, le lotte, le sofferenze morali e fisiche che accompagnano il nostro cammino, ma la sua "pace" non farà mai morire in noi la speranza per una vita feconda per noi e per i fratelli.

 Preghiamo insieme: Signore, in questo Natale che sta per giungere, rinnova la nostra attenzione per incamminarci ancora lungo la strada che Tu hai tracciato. Una via di pace e di santificazione, di gioia e di fraternità: noi non siamo in grado di percorrerla da soli. Con il tuo indispensabile aiuto il corpo non cade, l'anima non si avvilisce e lo spirito ritrova vigore.

 notaCanto di Avvento

20 DICEMBRE 2020

Un frutto di Gesù ALBERO DELLA VITA:

ESSERE MESSAGGERO DI DIO

«Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti… Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani. (Malachia 3,1 - 4)

Commento: Il profeta Malachia ricorda le parole di Dio che manderà presto il suo "messaggero" sotto forma di "angelo del Signore", che entrerà nel tempio santo, e chiede se i popoli siano pronti ad accoglierlo. Esso infatti li aiuterà, li purificherà, sarà come "fuoco e lisciva", che forgiano e purificano, e così le popolazioni di Giuda e di Gerusalemme, trovato il Dio che attendevano, potranno fare offerte al Signore secondo giustizia ed esse stesse potranno ritornare agli antichi splendori". Il profeta Malachia vive nel V secolo e il suo nome può essere identificato come "messaggero di Dio stesso". In tutta la Bibbia Dio si manifesta e parla attraverso i profeti, Malachia annuncia tempi e modi nuovi per seguire il Signore.

Preghiamo insieme: Signore, in questo mondo disgregato sembra impossibile poter parlare di una comunione tra le persone, di una fraternità aperta tutti, di un incontro tra diversi. Eppure questo dovrebbe essere il modello anche della relazione con Te. Signore, fa' che possiamo portare il tuo annuncio di salvezza a tutte le persone che incontriamo nel nostro cammino, aiutaci ad essere messaggeri del tuo amore nel mondo.

 notaCanto di Avvento

21 DICEMBRE 2020

Un frutto di Gesù ALBERO DELLA VITA:

PORTATORE DI LUCE

«Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda” (Isaia 9,1-2)

Commento: Il profeta Isaia ci parla di una grande "luce" che è scesa sulla terra, quella "luce" che lui aveva già preannunciato ai prigionieri che si trovavano in Babilonia. Simbolicamente Isaia paragona il "Cristo" alla "Luce". Quando la speranza si infiltra tra le tenebre il cuore torna a sorridere, “un’alba nuova sorge all’orizzonte”. Questi versetti di Isaia ci presentano la speranza con l’immagini della luce e della gioia: “ha visto una grande luce... una luce rifulse”. Le tenebre, simbolo del nulla e della morte, sono cancellate dalla luce: Genesi 1,1, il buio è totale ma poi echeggia una Parola, “sia la luce” ed inizia la creazione. Isaia vuole predire una creazione nuova, una vita nuova, l’uomo può tornare a guardarsi attorno, a vedere, a realizzarsi, perché non si sente più minacciato, c’è Dio con lui.

Preghiamo insieme: Signore, anche in questo Natale Tu nasci povero, ma sei l'unica vera luce, ti hanno riconosciuto dei poveri pastori, eppure tu solo dai la vera ricchezza. Signore ci chiami alla gioia proprio in questo tempo presente, segnato dall'infelicità, proprio oggi, quando siamo stanchi e sfiduciati; insegnaci ad essere giusti, benevoli verso i fratelli, capaci di gustare la bellezza della tua luce fulgida che rischiara le nostre tenebre.

 notaCanto di Avvento

22 DICEMBRE 2020

Un frutto di Gesù ALBERO DELLA VITA:

L’ALLEANZA per il POPOLO

«I re vedranno e si alzeranno in piedi, i principi vedranno e si prostreranno, a causa del Signore che è fedele, a causa del Santo di Israele che ti ha scelto». Dice il Signore: «Al tempo della misericordia ti ho ascoltato, nel giorno della salvezza ti ho aiutato. Ti ho formato e posto come alleanza per il popolo, per far risorgere il paese, per farti rioccupare l'eredità devastata» (Isaia 49,6-8)

 Commento: Israele è luce delle nazioni e, mediante l’insegnamento della Torah, offre ai pagani la via d’accesso all’alleanza. Tale insegnamento è evidentemente dato da Israele suo malgrado, perché il popolo non è certo andato in esilio volontariamente, né volontariamente si è disperso. È stata anzi una dura correzione di passate idolatrie, che ha un po’ colto il popolo di sorpresa dopo che, per così dire, aveva cercato di convertirsi con una riforma religiosa. Come spiegare allora un dramma come la caduta della città Santa, il saccheggio del tempio e tutto il resto? La spiegazione che il profeta ci offre è in chiave “apostolica”: solo deportazione e diaspora possono permettere ai pagani di conoscere la realtà del Dio d’Israele attraverso gli Israeliti che sono tra loro. “Rialzare Giacobbe” e “ricondurre Israele” è il gran riscatto operato dal Signore nei confronti del popolo oppresso. Il vero soggetto della restaurazione e della riunificazione del popolo, del rinnovo dell’alleanza infatti, è Dio, e la missione del suo servo Gesù Cristo, venuto nel mondo per la salvezza di tuti gli uomini.

 Preghiamo insieme: Signore, fa’ che ogni giorno riusciamo a sperimentare la tua fedeltà e il tuo amore: come uno specchio possiamo scorgerlo nell’amore dei fratelli, nella speranza che ci dà forza, nella gioia di mettersi al servizio del prossimo più vicino.

 notaCanto di Avvento

23 DICEMBRE 2020

Un frutto di Gesù ALBERO DELLA VITA:

LA PICCOLEZZA

«E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti.» (Michea 5,1)

 

Commento: Al tempo del profeta Michea, ma anche successivamente al tempo di Gesù, l’attesa di un Messia, un sovrano che salvasse il popolo di Dio, si esprimeva in molti modi differenti. Vi era anche chi riteneva che il messia sarebbe venuto come un re con la spada in mano, pronto a raddrizzare la schiena a tipi come Erode. Il messia era un monarca più forte e più tosto degli altri in questa comprensione. Michea, però, insiste su un carattere di questa figura, che viene a pascolare il suo gregge, viene a dominare in Israele, ma fa tutto ciò portando la pace. Il Messia annunciato da Michea, il messia che si incarna in Cristo Gesù viene per portare pace senza prepararsi alla guerra. E il mondo potrà anche apparire terribilmente avvolto nell’oscurità in questo nostro tempo, ma la nostra speranza, la ragione di quel “ma” contro la violenza che possiamo pronunciare, è che Dio in Gesù Cristo viene a noi in questa piccolezza e povertà. È per questa ragione – e solo per essa – che noi possiamo unire la nostra voce a quella dei profeti, oggi, in particolare, a quella del profeta Michea, e continuare ad annunciare che in questa piccolezza e minorità, c’è la riconciliazione che Dio rende possibile, perché lui stesso si è messo in gioco in questa nostra umanità.

Preghiamo insieme: Signore, quando sei nato non hai trovato una casa accogliente, ma solo una povera stalla. Tu hai saputo trarre forza dalla debolezza, il bene dal male, la letizia dalla sofferenza, la vita dalla morte: per questo dobbiamo rallegrarci. Signore, insegnaci a scoprire nella nostra esistenza i segni della tua azione trasformatrice che fa scoprire nella nostra semplice quotidianità la tua straordinaria presenza.

 notaCanto di Avvento

24 DICEMBRE 2020

Un frutto di Gesù ALBERO DELLA VITA:

LA GIOIA

«Esulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina.» (Zaccaria 9,9)

Commento: Motivo di gioia per la città santa è il ritorno del re. La figlia di Sion che gioisce è l’intero popolo di Israele finalmente libero e unito, impegnato nella ricostruzione dei simboli perduti. Il re che fa ingresso nella sua città è immagine di una ritualità nota nelle monarchie. Simbolicamente è quasi la descrizione di un matrimonio: come gli sposi si ricevono e si accolgono a vicenda, così il re con la città che lo riconosce signore e così anche Dio verso l’anima fedele. Il Signore è come sposo per il popolo, sua sposa e, come in questi versetti, la pace tra gli uomini è legata a una nuova fertilità della terra. È la benedizione della vita che cresce.  Il Re descritto è giusto, vittorioso e umile. Giusto significa che è carico di bene per il popolo: anzitutto la pace. L’immagine che riceviamo da questi versetti e dalla descrizione della pace messianica è di una unità ricevuta e ritrovata. Ricevuta, perché dono di Dio. Ritrovata, perché da sempre nel cuore dell’uomo come aspirazione alla vita vera.

Preghiamo insieme: Signore, siamo giunti alla fine del tempo della nostra attesa, del tempo del tuo Avvento: questa notte nasci per noi, ancora una volta. Signore, ascolta la preghiera che in questa sera ti rivolgiamo, ascolta la nostra preghiera affinché, comprendendo davvero il tuo amore, possiamo innalzare a Te il rendimento di grazie e possiamo vivere con chi ci sta accanto nella pace e nell'armonia, gustando la gioia vera che viene da Te.

 notaCanto di Avvento