Novena "il Tempo del Creato e San Francesco"

novena 01

Questa novena dedicata a San Francesco si inserisce in un tempo, voluto dalla Chiesa, per la cura del Creato, pertanto ci uniremo a tutti i fedeli del mondo offrendo la nostra preghiera, che si articola in due momenti: una riflessione tratta dai documenti scritti per promuovere il Tempo del Creato o dal libro “Cambiamenti a Km 0” di Adriano Sella, e un testo tratto dalle Fonti Francescane, che ci permette di “filtrare” l’oggi con l’esperienza di San Francesco.

25 Settembre – 1° giorno
“il bivio”

Come segno concreto per questo giorno possiamo mettere l’Icona di San Francesco.

:: Il Tempo del Creato

La pandemia ci ha condotti a un bivio. Ci ha indotto a guardare il Creato che mutava senza l’azione umana e da qui si può ripensare un nuovo stile di vita. Dobbiamo esaminare le nostre abitudini nell’uso dell’energia, nei consumi, nei trasporti e nell’alimentazione. Dobbiamo togliere dalle nostre economie aspetti non essenziali e nocivi, e dare vita a modalità fruttuose di commercio, produzione e trasporto dei beni.

:: Dalla Vita prima di Tommaso da Celano (FF 474.477)

Poiché nella prima età era stato lasciato ignaro quasi del tutto delle realtà divine, Francesco aveva trascorso parecchio tempo seguendo liberamente e vogliosamente le passioni naturali; ma poi, quando la destra del Signore si volse verso di lui, riuscì a districarsi dal peccato, e da allora, per grazia e virtù dell’Altissimo, fu ripieno di sapienza divina più di tutti i suoi contemporanei. […] La fragilità della condizione umana, che aveva in comune con noi, non lo trattenne nell’osservanza dei precetti comuni; ma, trascinato da un amore intenso, volle camminare la via della perfezione e raggiunse la vetta della più sublime santità e contemplò il termine di tutta la perfezione.

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone

26 Settembre – 2° giorno
“la rivoluzione silenziosa”

Come segno concreto per questo giorno si può aggiungere una pianta.

:: Cambiamenti a Km 0

Il quotidiano ci regala la rivoluzione silenziosa che non viene raccontata dai mass media perché non fa notizia. Come dice bene il poeta: il bene è come l‘erba della foresta che cresce ma non fa rumore, mentre il male è come l’albero che casca e che fa un grande fracasso. Il quotidiano promuove il bene che viene generato dal basso, partendo dalla nostra casa e raggiungendo poi tutti i luoghi della vita collettiva: lavoro, scuola, mercato, piazza, strada, chiesa e via dicendo.

:: Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano (FF 714)

Mentre teneva in grande pregio la gioia spirituale, evitava con cura quella vana, convinto che si deve amare diligentemente ciò che aiuta a progredire, e allo stesso modo si deve evitare ciò che è dannoso. La vanagloria, la stroncava ancora in germe, non permettendo che rimanesse neppure un istante ciò che potesse offendere gli occhi del suo Signore. Spesso infatti, quando si sentiva molto elogiare, se ne addolorava e gemeva assumendo subito un aspetto triste.

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone

27 Settembre – 3° giorno
“accendere le relazioni”

Come segno per la fraternità si può aggiungere una lampada.

:: Cambiamenti a Km 0

Le relazioni sono tra le prime azioni che viviamo subito dopo il risveglio. Basti pensare al saluto del buongiorno. E incontri conviviali continuano durante i pasti quotidiani e in altri momenti condivisi con familiari e amici. La giornata è permeata di rapporti umani […] «Più relazioni e meno cose» sia il paradigma della nostra quotidianità, per essere meno consumisti compulsivi e diventare più ricchi di umanità; la povertà relazionale spinge a comprare sempre più oggetti per compensare il vuoto dei rapporti umani.

:: Dalla Leggenda dei tre compagni (FF 1446)

Si amavano l’un l’altro con un affetto profondo, e a vicenda si servivano e procuravano il necessario, come farebbe una madre col suo unico figlio teneramente amato. Tale era l’affetto che ardeva loro in cuore, che erano pronti a consegnarsi alla morte senza esitare, non solo per amore di Cristo, ma anche per salvare l’anima o il corpo dei fratelli.

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone

28 Settembre – 4° giorno
“comunione gioiosa”

:: Il Tempo del Creato

Il Giubileo ci invita a pensare nuovamente agli altri, specialmente ai poveri e ai più vulnerabili. Siamo chiamati ad accogliere nuovamente il progetto originario e amorevole di Dio sul creato come un’eredità comune, un banchetto da condividere con tutti i fratelli e le sorelle in spirito di convivialità; non in una competizione scomposta, ma in una comunione gioiosa, dove ci si sostiene e ci si tutela a vicenda. Il Giubileo è un tempo per dare libertà agli oppressi e a tutti coloro che sono incatenati nei ceppi delle varie forme di schiavitù moderna, tra cui la tratta delle persone e il lavoro minorile.

:: Dalla Leggenda perugina (FF 1605)

Nei primordi dell’Ordine, quando Francesco abitava presso Rivotorto con i due soli fratelli che aveva allora, un uomo, che sarebbe stato il terzo compagno, abbandonò il mondo per abbracciare la nuova vita. Restò alcuni giorni in quel luogo, seguitando a indossare i suoi vestiti consueti. Si presentò un povero a chiedere l’elemosina a Francesco. Questi si rivolse a colui che stava per diventare il terzo fratello: «Dona il tuo mantello al fratello povero!». E lui all’istante se lo tolse di dosso e glielo diede. Sentì allora che il Signore gli comunicava in cuore d’improvviso come una nuova grazia, poiché aveva donato con gioia il mantello al povero.

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone

29 Settembre – 5° giorno
“dalla moneta dell’elemosina a quella della vita”

:: Cambiamenti a Km 0

La cosa più importante da fare è passare dalla moneta dell’elemosina a quella della vita, educandoci a incontrare il povero, dandogli un po’ del nostro tempo. Sarebbe bene fermarsi a dargli un saluto, magari un abbraccio, chiedergli come sta, da dove viene. […] Siamo sicuri che il povero abbia bisogno solo della moneta? […] Chi ha cominciato a fermarsi, a dare un saluto, a stabilire un dialogo, si è accorto che, spesso, il povero non ha bisogno dell’elemosina ma della nostra vicinanza, del nostro tempo, del nostro stare un po’ in sua compagnia perché possa sentirsi anche lui una persona. Insomma, ha bisogno della nostra giustizia e umanità. […] Basta con l’indifferenza, restiamo umani.

:: Dalla Leggenda perugina (FF 1605)

Quand'era ancora nel mondo e viveva vita mondana, egli si occupava dei poveri, li soccorreva generosamente nella loro indigenza e aveva affetto di compassione per tutti gli afflitti. Una volta, che aveva respinto malamente, contro la sua abitudine, poiché era molto cortese, un povero che gli aveva chiesto l'elemosina, pentitosi subito, ritenne vergognosa villania non esaudire le preghiere fatte in nome di un Re così grande. Prese allora la risoluzione di non negar mai ad alcuno, per quanto era in suo potere, qualunque cosa gli fosse domandata in nome di Dio. E fu fedele a questo proposito, fino a donare tutto se stesso, mettendo in pratica anche prima di predicarlo il consiglio evangelico: Dà a chi ti domanda qualcosa e non voltar le spalle a chi ti chiede un prestito (Mt 5,42).

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone

30 Settembre 6° giorno
“la voce del creato”

Come segno possiamo aggiungere dell’incenso.

:: Il Tempo del Creato

Oggi la voce del creato ci esorta, allarmata, a ritornare al giusto posto nell’ordine naturale, a ricordare che siamo parte, non padroni, della rete interconnessa della vita. La disintegrazione della biodiversità, il vertiginoso aumento dei disastri climatici, il diseguale impatto della pandemia in atto sui più poveri e fragili sono campanelli d’allarme di fronte all’avidità sfrenata dei consumi.

:: Dalla Leggenda perugina (FF 1600)

Quando si lavava le mani, sceglieva un posto dove l'acqua non venisse pestata con i piedi. E se gli toccava camminare sulle pietre, si muoveva con delicatezza e riguardo, per amore di Colui che è chiamato "Pietra". Allorché recitava il versetto del salmo: Sulla pietra mi hai innalzato, lo trasformava per devozione e reverenza così: «Sotto i piedi della pietra mi hai innalzato». Al frate che andava a tagliare la legna per il fuoco, raccomandava di non troncare interamente l'albero, ma di lasciarne una parte. Diede quest'ordine anche a un fratello del luogo dove egli soggiornava. Diceva al frate incaricato dell'orto, di non coltivare erbaggi commestibili in tutto il terreno, ma di lasciare uno spiazzo, libero di produrre erbe verdeggianti, che alla stagione propizia producessero i fratelli fiori. Consigliava all’ortolano di adattare a giardino una parte dell'orto, dove seminare e trapiantare ogni sorta di erbe odorose e di piante che producono bei fiori, affinché nel tempo della fioritura invitino tutti quelli che le guardano a lodare Dio, poiché ogni creatura sussurra e dice: «Dio mi ha fatta per te, o uomo». Noi che siamo vissuti con lui, lo abbiamo visto sempre dilettarsi intimamente ed esteriormente di quasi ogni creatura: le toccava, le guardava con gioia, così che il suo spirito pareva muoversi in cielo, non sulla terra.

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone

1 Ottobre – 7° giorno
“il battito della creazione”

Come segno possiamo aggiungere un mappamondo.

:: Il Tempo del Creato

Particolarmente durante questo Tempo del Creato, ascoltiamo il battito della creazione. Essa, infatti, è stata data alla luce per manifestare e comunicare la gloria di Dio, per aiutarci a trovare nella sua bellezza il Signore di tutte le cose e ritornare a Lui (cfr San Bonaventura, In II Sent., I,2,2, q. 1, concl; Brevil., II,5.11). La terra dalla quale siamo stati tratti è dunque luogo di preghiera e di meditazione: «risvegliamo il senso estetico e contemplativo che Dio ha posto in noi» (Esort. ap. Querida Amazonia, 56). La capacità di meravigliarci e di contemplare è qualcosa che possiamo imparare specialmente dai fratelli e dalle sorelle indigeni, che vivono in armonia con la terra e con le sue molteplici forme di vita.

:: Dalla Vita prima di Celano (FF 460-461)

E quale estasi gli procurava la bellezza dei fiori quando ammirava le loro forme o ne aspirava la delicata fragranza! Subito ricordava la bellezza di quell'altro Fiore il quale, spuntando luminoso nel cuore dell'inverno dalla radice di Iesse, col suo profumo ritornò alla vita migliaia e migliaia di morti. Se vedeva distese di fiori, si fermava a predicare loro e li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione, allo stesso modo le messi e le vigne, le pietre e le selve e le belle campagne, le acque correnti e i giardini verdeggianti, la terra e il fuoco, l'aria e il vento con semplicità e purità di cuore invitava ad amare e a lodare il Signore. E finalmente chiamava tutte le creature col nome di fratello e sorella, intuendone i segreti in modo mirabile e noto a nessun altro, perché aveva conquistato la libertà della gloria riservata ai figli di Dio.

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone

2 Ottobre - 8° giorno
 “un cuore che ama”

:: Cambiamenti a Km 0

La nostra mente è spesso inquinata da pensieri, percezioni e sentimenti che portano alla mercificazione di tutto: partendo dalle cose, passando per i beni naturali e gli esseri viventi, arrivando fino alle relazioni umane e alle dimensioni spirituali. Questo è frutto soprattutto di una visione sempre più legata al profitto economico che genera non più beni ma merci, con la conseguente cultura dell’usa e getta. […] è importante allora fare pulizia a livello mentale, favorendo un pensiero nuovo in piena osmosi con la cura, la custodia e l’amore verso tutte le creature viventi. […] bisogna recuperare il cuore universale di San Francesco d’Assisi, perché egli «era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso» (LS 10). Un cuore che amava tutte le creature […]. Un cuore pieno di tenerezza, compassione e preoccupazione per l’umanità che ci mette in intima unione con tutti gli esseri della natura […](cfr. LS 91). Un cuore aperto a una comunione universale che genera fraternità e non più esclusione, perché, come con lo stesso cuore si può maltrattare o amare l’animale, così si può fare nei confronti della persona (cfr. LS 92).

:: Dalla Vita prima di Celano (FF 458)

Come descrivere il suo ineffabile amore per le creature di Dio e con quanta dolcezza contemplava in esse la sapienza, la potenza e la bontà del Creatore? Proprio per questo motivo, quando mirava il sole, la luna, le stelle del firmamento, il suo animo si inondava di gaudio. O pietà semplice e semplicità pia! Perfino per i vermi sentiva grandissimo affetto perché la Scrittura ha detto del Signore: lo sono verme e non uomo (Sal 21,6); perciò si preoccupava di toglierli dalla strada, perché non fossero schiacciati dai passanti. E che dire delle altre creature inferiori, quando sappiamo che, durante l'inverno, si preoccupava addirittura di far preparare per le api miele e vino perché non morissero di freddo? Magnificava con splendida lode la laboriosità e la finezza d'istinto che Dio aveva loro elargito, gli accadeva di trascorrere un giorno intero a lodarle, quelle e tutte le altre creature.

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone

3 Ottobre - 9° giorno
“volersi bene”

Come segno possiamo aggiungere la Parola.

:: Cambiamenti a Km 0

È questo il tempo per contagiare il mondo di cose belle. Mettiamo le mani in pasta per trasformare la realtà globale, per far germogliare il buono che è già presente in mille sentieri, percorsi, opere, movimenti. In tal modo Madre Terra potrà riprendere la capacità di offrire a tutte le sue creature una vita piena oggi, un domani dipinto di bellezza e un futuro felice.

:: Dalla Leggenda perugina (FF 1593)

In quello stesso periodo, mentre giaceva malato, avendo già composte e fatte cantare le Laudi, accadde che il vescovo di Assisi allora in carica, scomunicò il podestà della città. Costui, infuriato, a titolo di rappresaglia, fece annunziare duramente questo bando: che nessuno vendesse al vescovo o comprasse da lui alcunché o facesse dei contratti con lui. A tal punto erano arrivati a odiarsi reciprocamente. Francesco, malato com'era, fu preso da pietà per loro, soprattutto perché nessun ecclesiastico o secolare si interessava di ristabilire tra i due la pace e la concordia. E disse ai suoi compagni: «Grande vergogna è per noi, servi di Dio, che il vescovo e il podestà si odino talmente l'un l'altro, e nessuno si prenda pena di rimetterli in pace e concordia». Compose allora questa strofa, da aggiungere alle Laudi:

Laudato si, mi Segnore,

per quilli ke perdonano per lo tuo amore

e sustengu enfirmitate et tribulacione.

Beati quilgli kel sosteranno in pace

ka da te, Altissimo, sirano coronati.

Poi chiamò uno dei compagni e gli disse: «Vai, e di' al podestà da parte mia, che venga al vescovado lui insieme con i magnati della città e ad altri che potrà condurre con sé». Quel frate si avviò, e il Santo disse agli altri due compagni: «Andate, e cantate il Cantico di frate Sole alla presenza del vescovo e del podestà e degli altri che sono là presenti. Ho fiducia nel Signore che renderà umili i loro cuori, e faranno pace e torneranno all'amicizia e all'affetto di prima». Quando tutti furono riuniti nello spiazzo interno del chiostro dell'episcopio, quei due frati si alzarono e uno disse: «Francesco ha composto durante la sua infermità le Laudi del Signore per le sue creature, a lode di Dio e a edificazione del prossimo. Vi prego che stiate a udirle con devozione». Così cominciarono a cantarle. Il podestà si levò subito in piedi, e a mani giunte, come si fa durante la lettura del Vangelo, pieno di viva devozione, anzi tutto in lacrime, stette ad ascoltare attentamente. Egli aveva infatti molta fede e venerazione per Francesco. Finito il Cantico, il podestà disse davanti a tutti i convenuti: «Vi dico in verità, che non solo a messer vescovo, che devo considerare mio signore, ma sarei disposto a perdonare anche a chi mi avesse assassinato il fratello o il figlio». Indi si gettò ai piedi del vescovo, dicendogli: «Per amore del Signore nostro Gesù Cristo e del suo servo Francesco, eccomi pronto a soddisfarvi in tutto, come a voi piacerà». Il vescovo lo prese fra le braccia, si alzò e gli rispose: «Per la carica che ricopro dovrei essere umile. Purtroppo ho un temperamento portato all'ira. Ti prego di perdonarmi». E così i due si abbracciarono e baciarono con molta cordialità e affetto.

:: Preghiamo insieme

Temete e onorate, lodate e benedite, ringraziate e adorate il Signore Dio onnipotente nella Trinità e nell'Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose.

:: Canto o canone