Novena a Santa Chiara - "Amore al Creato"

novenasantachiara2020

Introduzione:
In questo anno speciale dedicato alla Cura del Creato, nell’anniversario dell’enciclica sull’ambiente Laudato Sì di Papa Francesco, ascolteremo le sue parole, accompagnate dagli Scritti di Santa Chiara, quale icona vivente, insieme a San Francesco, dell’amore al Creato ed a tutte le sue creature. Nella Laudato Sì, Papa Francesco, in perfetta sintonia con il suo impegno costante, diventa fedele portavoce del grido di sofferenza della Terra, dei più poveri e dei migranti; così Santa Chiara ha saputo viverlo nella donazione totale a Dio e nell’amore dimostrato al di fuori nelle opere. La scelta del Cantico delle Creature, guiderà i giorni della Novena come preziosa sintesi dello spirito che ha animato l’amore al Creato in San Francesco ed in Santa Chiara.


PRIMO GIORNO - 2 AGOSTO
Rendiamo lode e gloria a Dio

Preghiamo insieme:
“Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono le lodi, la gloria, l'onore e ogni benedizione.
A te solo, o Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di menzionarti.”

Dagli Scritti di Santa Chiara (dal Testamento FF 2823-2830)
“Nel nome del Signore. Amen. Tra gli altri benefici, che abbiamo ricevuto ed ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie, per i quali siamo molto tenute a rendere a Lui glorioso vive azioni di grazie, grande è quello della nostra vocazione. E quanto più essa è grande e perfetta, tanto maggiormente siamo a lui obbligate. Perciò l’Apostolo ammonisce: «Conosci bene la tua vocazione»… Avendoci, dunque, Egli scelte per un compito tanto elevato, quale è questo, che in noi si possano specchiare tutte coloro che chiama ad essere esempio e specchio degli altri, siamo estremamente tenute a benedire e a lodare il Signore, ed a crescere ogni giorno più nel bene.”

Dall'enciclica Laudato Sì
“San Francesco manifestò un'attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i più poveri e abbandonati... il suo cuore universale, la sua dedizione generosa, viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso.” (LS n.10)

 

Canto o canone.

SECONDO GIORNO - 3 AGOSTO
Luce che illumina il mondo

Preghiamo insieme:
“Laudato sii mio Signore con tutte le tue creature e specialmente per messer Frate Sole che ci dona la luce del giorno e tu ci illumini per lui. Ed esso è bello e radioso con grande splendore, di Te, o Altissimo, è simbolo nel cielo.”

Dagli scritti di Santa Chiara (Testamento, FF 2831)
“Dopo che l'Altissimo Padre celeste, per sua misericordia e grazia si degnò di illuminare il mio cuore perché sull'esempio e insegnamento del beatissimo padre nostro Francesco...volontariamente gli promisi obbedienza così come il Signore aveva riversato in noi la luce della sua grazia attraverso la sua vita mirabile e il suo insegnamento.”

Dall'enciclica Laudato Sì
“Per la tradizione giudeo-cristiana, dire “creazione” è più che dire natura, perché ha a che vedere con un progetto dell’amore di Dio, dove ogni creatura ha un valore e un significato. La natura viene spesso intesa come un sistema che si analizza, si comprende e si gestisce, ma la creazione può essere compresa solo come un dono che scaturisce dalla mano aperta del Padre di tutti, come una realtà illuminata dall’amore che ci convoca ad una comunione universale.” (LS n. 76)

 Canto o canone.

TERZO GIORNO - 4 AGOSTO
Nel firmamento del Cielo

Preghiamo insieme:
“Laudato sii o mio Signore per sora Luna e le Stelle, le hai poste nel cielo preziose e belle.”

Dagli scritti di Santa Chiara (terza lettera ad Agnese, FF 2888-2892)
“Poni la tua mente nello specchio dell'eternità, poni la tua anima nello splendore della gloria, poni il tuo cuore nella divina sostanza e trasformati tutta, nell'immagine della sua divinità la cui bellezza ammirano il sole e la luna... ecco, è ormai chiaro che per la grazia di Dio la più degna tra le creature, l'anima dell'uomo fedele, è più grande del cielo poiché essa solo è sua dimora e sede come afferma la verità stessa: “Chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò, e verremo a lui e faremo dimora presso di lui.”

 Dall'enciclica Laudato Sì
“Dalla parola del Signore furono fatti i cieli”. Questo ci dice che il mondo è nato come il risultato di una decisione, non dal caos o dal caso, e questo lo esalta ancora di più. La parola creatrice esprime una libera scelta. L'universo non è emerso come risultato di un'onnipotenza arbitraria, di una dimostrazione di forza o di un desiderio di autoaffermazione. La creazione è dell'ordine dell'amore. L'amore di Dio è la forza motrice fondamentale di tutte le cose create. Ogni creatura è dunque oggetto della tenerezza del Padre... diceva San Basilio il Grande che “il Creatore è bontà senza misura”, e Dante Alighieri parlava dell'amore che muove il sole e le altre stelle". Perciò, dalle opere create, si ascende “fino alla sua amorosa misericordia”. (LS n. 77)

 Canto o canone 

QUARTO GIORNO - 5 AGOSTO
Lo Spirito Santo di Dio

 Preghiamo insieme:
“Laudato sii mio Signore per Frate Vento e per l'aria, il nuvolo, il sereno e per ogni tempo,
per il quale alle tue creature dai sostentamento.”

Dagli scritti di Santa Chiara (Regola, FF 2810-2811)
“Siano sempre sollecite nel conservare reciprocamente l'unità dell'amore vicendevole, che è il vincolo della perfezione... avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione, pregarlo sempre con cuore puro e avere umiltà, pazienza nella tribolazione e nell'infermità, perché dice il Signore: Beati quelli che soffrono persecuzione per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Chi poi persevererà sino alla fine, questi sarà salvo.

 Dall'enciclica Laudato Sì
“Lo Spirito Santo possiede un’inventiva infinita, propria della mente divina, che sa provvedere a sciogliere i nodi delle vicende umane anche più complesse e impenetrabili». Egli è presente nel più intimo di ogni cosa senza condizionare l’autonomia della sua creatura. Questa presenza divina «è la continuazione dell’azione creatrice». Lo Spirito di Dio ha riempito l’universo con le potenzialità che permettono che dal grembo stesso delle cose possa sempre germogliare qualcosa di nuovo.” (LS n. 80)

Canto o canone

 QUINTO GIORNO - 6 AGOSTO
Acqua cristallina di sorgente

Preghiamo insieme:
“Laudato sii mio Signore per sora Acqua che è molto utile e umile e preziosa e casta."

Dagli scritti di Santa Chiara (Processo di Canonizzazione, FF 3111)
“Sorelle e figliole mie, sempre dovete ricordare e tenere nella memoria vostra quella benedetta acqua, la quale uscì dal lato destro del nostro Signore Gesù Cristo pendente in croce.”

Dall'enciclica Laudato Sì
“L’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile, perché ciò significa negare ad essi il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità.” (LS n. 30)

 Canto o canone

 SESTO GIORNO - 7 AGOSTO
Le sue vampe sono di fuoco

 Preghiamo insieme:
“Laudato sii mio Signore per Frate Fuoco per mezzo del quale illumini la notte:
esso è bello e giocondo e robusto e forte.”

Dagli scritti di Santa Chiara (Bolla di Canonizzazione, FF 3284)
“Quanto è vivida la potenza di questa luce e quanto forte è il chiarore di questa fonte luminosa!... Non poteva avvenire che una lampada tanto vivida, tanto splendente, rimanesse occulta senza diffondere luce ed emanare chiaro lume nella casa del Signore.”

Dall'enciclica Laudato Sì
“In questa enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune. Il beato Paolo VI si riferì alla problematica ecologica, presentandola come una crisi che è una conseguenza drammatica dell'attività incontrollata dell'essere umano. Benedetto XVI ha rinnovato l'invito ad eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell'economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell'ambiente... il libro della natura è uno e indivisibile.(LS n. 3 – 4 - 6)

Canto o canone

SETTIMO GIORNO - 8 AGOSTO
Frutto della nostra Terra

Preghiamo insieme:
“Laudato sii mio Signore per sora nostra madre terra che ci sostenta
e ci governa e produce tanti frutti e fiori ed erba.”

Dagli scritti di Santa Chiara (Regola, FF 2795)
“Le sorelle non si approprino di nulla, né casa, né luogo, né alcuna cosa, e come pellegrine forestiere in questo mondo servano il Signore in umiltà e povertà... perché il Signore per noi si fece povero in questo mondo... questa sia la vostra porzione che conduce nella terra dei viventi. Aderendo totalmente ad essa, non vogliate mai, sorelle amatissime, avere altro in perpetuo sotto il cielo, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre.”

Dall'enciclica Laudato Sì
“Quando pensiamo alla situazione in cui si lascia il pianeta alle future generazioni, entriamo in un'altra logica, quella del dono gratuito che riceviamo e comunichiamo. Se la terra ci è donata, non possiamo più pensare soltanto a partire da un criterio utilitarista di efficienza e produttività per il profitto individuale... esortati ad assumere questo dovere di giustizia ci apriamo alla visione ampia di un'ecologia integrale.” (LS n. 159)

 Canto o canone 

OTTAVO GIORNO - 9 AGOSTO
La corona della Gloria

Preghiamo insieme:
“Laudato sii mio Signore per quelli che perdonano per il tuo amore e sopportano infermità e tribolazioni.
Beati quelli che le sosterranno in pace: da te Altissimo siano incoronati.”

Dagli scritti di Santa Chiara (Testamento, FF 2845-2847-2850)
“Ammonisco ed esorto nel Signore Gesù Cristo tutte le mie sorelle, che sono e che verranno, che si studino sempre di imitare la via della santa semplicità, dell'umiltà e della povertà, e anche l'onestà del loro santo tenore di vita...
E amandovi a vicenda nella carità di Cristo, dimostrate al di fuori con le opere l'amore che avete nell'intimo, in modo che, provocate da questo esempio, le sorelle crescano sempre nell'amore di Dio e nella mutua carità…
E poiché stretta è la via e il sentiero, e angusta la porta per la quale si va e si entra nella via e sono pochi quelli che vi camminano e vi entrano per essa... beati davvero quelli ai quali è dato di camminare in essa e perseverare sino alla fine.”

 Dall'enciclica Laudato Sì
“La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione. Gesù ci ha ricordato che abbiamo Dio come nostro Padre comune e che questo ci rende fratelli. L’amore fraterno può solo essere gratuito, non può mai essere un compenso per ciò che un altro realizza, né un anticipo per quanto speriamo che faccia. Per questo è possibile amare i nemici. Questa stessa gratuità ci porta ad amare e accettare il vento, il sole o le nubi, benché non si sottomettano al nostro controllo. Per questo possiamo parlare di una fraternità universale.
L'amore per la società e l'impegno per il bene comune sono una forma eminente di carità, che riguardano non solo le relazioni tra gli individui, ma anche “macro-relazioni, rapporti sociali, economici e politici”. Per questo la Chiesa ha proposto al mondo l'ideale di una “civiltà dell'amore”. L'amore sociale è la chiave di un autentico sviluppo che rende la società più umana, più degna della persona. (LS n. 228-231)

 Canto o canone 

NONO GIORNO - 10 AGOSTO
Nascere al Cielo

 Preghiamo insieme:
“Laudato sii mio Signore per sora nostra Morte corporale, dalla quale nessun uomo può scappare.
Guai a coloro che morranno in peccato mortale.
Beati quelli che si troveranno nella tua santa Grazia perché si salveranno.”

 Dagli scritti di Santa Chiara (Benedizione, FF 2854-2856-2857)
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo il Signore vi benedica e vi custodisca. Mostri a voi la sua faccia e abbia misericordia di voi. Volga il suo volto verso di voi e vi dia pace, sorelle e figlie mie, e a tutte le altre che verranno e rimarranno nella vostra comunità, e alle altre ancora, tanto presenti che venture, che persevereranno fino alla fine negli altri monasteri delle povere dame…
Vi benedico nella mia vita e dopo la mia morte, come posso, con tutte le benedizioni, con le quali il Padre delle misericordie ha benedetto e benedirà i suoi figli e le sue figlie in cielo e sulla terra, e con le quali il padre e la madre spirituale ha benedetto e benedirà i figli suoi e le figlie spirituali. Amen.
Siate sempre amanti delle anime vostre e di tutte le vostre sorelle, e siate sempre sollecite nell'osservare quelle cose che avete promesso al Signore. Il Signore sia sempre con voi e voglia il Cielo che voi siate sempre con lui. Amen.

Dall'enciclica Laudato Sì
“Alla fine ci incontreremo faccia a faccia con l’infinita bellezza di Dio (cfr 1 Cor 13,12) e potremo leggere con gioiosa ammirazione il mistero dell’universo, che parteciperà insieme a noi della pienezza senza fine. Sì, stiamo viaggiando verso il sabato dell’eternità, verso la nuova Gerusalemme, verso la casa comune del cielo. Gesù ci dice: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5). La vita eterna sarà una meraviglia condivisa, dove ogni creatura, luminosamente trasformata, occuperà il suo posto e avrà qualcosa da offrire ai poveri definitivamente liberati.” (LS n. 243)

 Canto o canone

10 AGOSTO
Commemorazione del Beato Transito della Madre Santa Chiara

 G: “Noi veramente felici! Ci è concesso di godere questo sacro Convito!”. Davanti a te Gesù, splendore dell’eterna gloria, chiarore della luce perenne e specchio senza macchia, vogliamo portare le nostre anime, perché con la tua grazia possiamo essere illuminati e trasformati da quell’ardore di Carità che rifulse a modello ed esempio nella vita di S. Chiara. Chiediamo a lei, fulgida luce di eterno chiarore di guidarci e accompagnarci in questa “visione”, …a questo “incontro”.

Dalla terza Lettera di S. Chiara alla Beata Agnese di Praga (FF 2888 - 2890)
Colloca i tuoi occhi davanti allo specchio dell'eternità, colloca la tua anima nello splendore della gloria, colloca il tuo cuore in Colui che è figura della divina sostanza, e trasformati interamente, per mezzo della contemplazione, nella immagine della divinità di Lui. Sì perché è ormai chiaro che l'anima dell'uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è resa dalla grazia di Dio più grande del cielo.  Mentre, infatti, i cieli con tutte le altre cose create non possono contenere il Creatore, l'anima fedele invece, ed essa sola, è sua dimora e soggiorno. A qual modo, dunque, che la gloriosa Vergine delle vergini portò Cristo materialmente nel suo grembo, tu pure, seguendo le sue vestigia, specialmente dell'umiltà e povertà di Lui, puoi sempre, senza alcun dubbio, portarlo spiritualmente nel tuo corpo.  E conterrai in te Colui dal quale tu e tutte le creature sono contenute.

 G.: In silenzio …ancora in questo pezzetto di specchio, restituiamo umilmente la bella Immagine che è in noi, …che siamo noi! Illuminate dallo Spirito Santo, immerse nello sguardo di Dio, facciamo cantare questa bella immagine, nella lode e nella gratitudine, perché desiderate, amate, volute, abitate! …con tutto ciò che siamo, oggi, ora!

 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 1-11)
Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

G: Chiara, giunta al termine della sua vita, la trova piena di amore e di tenerezza, segnata in ogni istante dalla presenza di Dio. Su di Lui ella ripone la sua fiducia per ciò che l’attende: la vita sulla terra e la vita dell'aldilà sono illuminate dalla benedizione di Dio. Immersa in questo abbandono fiducioso, Chiara, sul letto di morte, benedice la vita e colui che gliel'ha donata.

Dalla leggenda di Santa Chiara (FF 3246 – 3254)
“Il Beato Transito della madre Santa Chiara”
Da ultimo la vedono agonizzare per parecchi giorni prima della fine: e cresce in questo tempo la fede della gente e la devozione popolare. Ogni giorno è anche onorata, come già santa, dalla visita assidua di cardinali e di prelati. E, ciò che è evento meraviglioso ad udirsi, pur non potendo prendere alcun cibo per diciassette giorni, fu dal Signore sostenuta con tanta fortezza che era lei a confortare, esortandoli al servizio di Cristo, tutti quelli che venivano a visitarla. Infatti, esortandola il buon frate Rainaldo alla pazienza nel lungo martirio di così gravi infermità, con voce perfettamente libera da forzature gli rispose: «Da quando ho conosciuto la grazia del Signore mio Gesù Cristo per mezzo di quel suo servo Francesco, nessuna pena mi è stata molesta, nessuna penitenza gravosa, nessuna infermità mi è stata dura, fratello carissimo!». Poi, facendosi più vicino il Signore e già quasi stando sulla soglia, Chiara vuole che le stiano accanto sacerdoti e frati spirituali, che le ripetano la Passione del Signore e sante parole. E appena tra di essi le appare frate Ginepro, famoso per saper vibrare ardenti giaculatorie al Signore, con calde parole dal cuore, animata da rinnovata letizia gli chiede se abbia lì pronto qualcosa di nuovo riguardo al Signore. Ed egli, aprendo la bocca, dalla fornace del cuore ardente libera fiammeggianti scintille di parole, e la vergine di Dio trova grande consolazione nelle sue parabole. Infine si volge alle figlie in lacrime, raccomandando loro la povertà del Signore e ricorda lodando i benefici divini. Benedice devoti e devote sue e implora larga grazia di benedizione su tutte le figlie, sia presenti che futuri.

Canto

Sono lì presenti quei due benedetti compagni del beato Francesco, dei quali uno, Angelo, lui stesso in lacrime, consola le afflitte; l’altro, Leone, bacia il giaciglio di Chiara morente. Piangono le figlie desolate il distacco dalla loro pia madre e la accompagnano con le lacrime mentre se ne va, sapendo che non la vedranno più. Volgendosi poi a sé stessa, la vergine santissima parla silenziosamente alla sua anima: «Va’ sicura – le dice – perché hai buona scorta, nel viaggio. Va’, perché Colui che t’ha creata, ti ha santificata e sempre guardandoti come una madre suo figlio, ti ha amata con tenero amore». «E tu, Signore – soggiunge – sii benedetto, che mi hai creata». Interrogandola una delle sorelle a chi stesse parlando, rispose: «Io parlo all’anima mia benedetta». E ormai quella gloriosa scorta non era molto lontana. Volgendosi infatti a una figlia, le domanda: «Vedi tu il Re della gloria, che io vedo, o figlia?» Su un’altra pure si posò la mano del Signore e con gli occhi del corpo vide tra le lacrime una beatificante visione. Trafitta invero dal dardo di un profondo dolore, volge lo sguardo verso la porta della casa: ed ecco, entra una schiera di vergini in bianche vesti e tutte hanno ghirlande d’oro sul capo. Si avanza tra loro una più splendente delle altre, dalla cui corona, che appare alla sommità come un turibolo traforato, s’irradia un tale splendore da mutare in luce del giorno l’oscurità della notte tra le pareti della casa. Si avvicina al lettuccio, dove giace la Sposa del Figlio e, chinandosi su di lei con tenerissimo amore, le dona un dolcissimo abbraccio. Le vergini distendono un pallio di meravigliosa bellezza e, tutte a gara servendo, rivestono il corpo di Chiara e ne adornano il talamo.

G: Indi, il giorno successivo alla festa del beato Lorenzo, quella santissima anima esce dalla vita mortale, per essere premiata con l’alloro eterno; e, disfatto il tempio della carne, il suo spirito passa beatamente al cielo. Benedetto quest’esodo dalla valle della miseria, che fu per lei ingresso nella vita beata! Si rallegrino i santi, Chiara entra splendente nella gloria eterna.

Canto

Dal Testamento di S. Chiara (cfr FF 2823 – 2830)
Tra gli altri benefici, che abbiamo ricevuto ed ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie, per i quali siamo molto tenute a rendere a Lui glorioso vive azioni di grazie, grande è quello della nostra vocazione. E quanto più essa è grande e perfetta, tanto maggiormente siamo a lui obbligate.  Perciò l'Apostolo ammonisce: «Conosci bene la tua vocazione».
Con quanta sollecita disponibilità e con quanta applicazione di spirito e di corpo dobbiamo perciò eseguire i comandamenti di Dio e del padre nostro Francesco, perché, con l'aiuto divino, possiamo riconsegnare a lui, moltiplicati, i talenti) ricevuti!
Infatti, proprio il Signore ha collocato noi come modello, ad esempio e specchio non solo per gli altri uomini, ma anche per le nostre sorelle, quelle che il Signore stesso ha chiamato a seguire la nostra vocazione, affinché esse pure risplendano come specchio ed esempio per tutti coloro che vivono nel mondo.
Avendoci, dunque, Egli scelte per un compito tanto elevato, quale è questo, che in noi si possano specchiare tutte coloro che chiama ad essere esempio e specchio degli altri, siamo estremamente tenute a benedire e a lodare il Signore, ed a crescere ogni giorno più nel bene. 

 G: O Chiara beata, tu che, infiammata dal fuoco dell'amore, con corsa veloce e passo leggero, hai seguito le orme del Signore, scegliendo di vivere secondo la perfezione del santo Vangelo in Santa Unità e Altissima Povertà, concedici di poter, come te, collocare i nostri occhi davanti allo specchio dell'eternità, per trasformarci interamente nell'immagine della divinità di Lui. Amen 

Canto finale