Transito della Venerabile Madre Serafina Farolfi


triduoMS2020

G.  Questa sera in cui ricordiamo il passaggio e l’incontro di Madre Serafina con il suo Amato, vogliamo anche noi adorare Gesù presente nell’Eucarestia facendo nostri lo spirito e l’amore della nostra Madre.

Donna singolare, fedele alla propria vocazione e desiderosa di compiere il bene, praticò in modo non comune le virtù col desiderio di essere sempre più unita a Gesù Eucaristia, fino a diventare una sola cosa con Lui, che ha fatto di lei il suo “tabernacolo”.

Proseguiamo il nostro cammino sulle virtù in Madre Serafina, soffermandoci sulle virtù cardinali e facendo nostro il suo invito a vivere le virtù per vivere la santità:

“Ti proponi ogni giorno una virtù da praticare, e ama sempre, ama assai!”

Canto di esposizione

Dagli scritti di Madre Serafina

Sì, amatissimo Cuore del mio Gesù, voglio davvero cominciare ad amarti nell’esercizio della Fede, Speranza, Carità, umiltà e lo voglio, lo effettuo colla Tua santa grazia, sin da questo momento… I pochi giorni che mi restano da vivere, quanto mi appartiene voglio, intendo, dedico, consacro e protesto sia di Gesù solo e a Lui l’offro come incenso odoroso in vittima di sincera riparazione, di sacrificio generoso, d’amore ardente, operativo, tutto zelo per la gloria di Dio, per la salvezza delle anime, per le quali sarei lieta di immolarmi onde condurle tutte entro il Cuore Adorabile di Gesù…

Adorazione silenziosa

Ripetiamo insieme:

RIT.: “Oh! Gesù quanto è dolce, soave la tua attrazione… potente la grazia … Fammi tutta tua.”

Madre Serafina aveva… SINGOLARE PRUDENZA

Esercitava la virtù della Prudenza in ogni cosa, ed era solita dire: “è meglio pensarci bene prima e non pentirsi dopo (fasc. 8, p. 26); ed aggiungeva: “Preghiera, consiglio e sempre adagio” (fasc. 4, p. 39), in ogni decisione. RIT.

Madre Serafina aveva… SINGOLARE GIUSTIZIA

A Dio, giornalmente, offriva onore e gloria con inni di riconoscenza e di lode: “Quanto, o Signore, sei grande in misericordia e ricco in bontà! Nella polvere del mio niente ammiro la grandezza dei tuoi benefici e prometto d’amar Te solo” (fasc. 25, p.22).

Era persuasa che senza la pratica della virtù della giustizia non avrebbe conseguito la felice eternità: “…la giustizia è la scala del Paradiso” (fasc. 63, p. 15). RIT.

Madre Serafina aveva… SINGOLARE FORTEZZA

Le difficoltà nella vita non la arrestavano: “…quando or l’uno, or l’altro mi assale accendendo la fantasia e serrando il cuore come in una morsa, facendomi provare pene d’inferno, io mi studierò di fare una solitudine perfetta alla mente senza ammettere il minimo ragionamento… mi stringerò ai pie’ di Gesù nel deserto; ripeterò Iesu, Iesu lux beata: o altro che m’ispiri Gesù… mi umilierò profondamente…” (fasc. 32, p. 63). RIT.

Madre Serafina aveva… SINGOLARE TEMPERANZA

Tutto ciò che questo mondo può offrire non lo disprezzava, ma tutto considerava utile, se usato con moderazione, per raggiungere l’ultimo fine: “La potenza, la scienza, la ricchezza… se non sono mezzi per il Cielo, sono meno del nulla” (fasc. 37, p. 37). RIT.

Adorazione silenziosa

Dal libro dell’Apocalisse (Ap. 22,17.20)

Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!». Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della vita. Colui che attesta queste cose dice: «Sì, verrò presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù.

Adorazione silenziosa

G. Ripercorriamo insieme gli ultimi istanti della vita di Madre Serafina ponendoci in ascolto delle parole di Suor Orsolina, che ha vissuto con lei la grazia del supremo passaggio da questo mondo al Padre.

Suor Orsolina dell’Angelo Custode descrive gli ultimi istanti di vita di Madre Serafina (Bertinoro, 20 giugno 1917)

“Mia carissima suor Veronica e sorelle tutte di Roma, la nostra buona Madre non è più. Siamo orfane e il dolore è tale che non sente altro conforto che nel pronunciare la tanto, per essa, cara, parole Fiat voluntas Dei - questa sola consola l’anima straziata da tanta perdita. Mi sono assunta l’incarico di dare a Lei, a loro tutte le sospirate notizie perché la nostra povera Madre Caterina è veramente impietrita dal dolore, ma dolore rassegnato tanto che tutte ha edificato. (...) Restammo io e suor Domenica a vegliarla (...) Smaniò tutta la notte, non poteva trovar posto e ripeteva Fiat voluntas Dei; mi parlò di tante cose e di tante suore e mi diceva: Poverine, chissà il dolore quando sapranno che sono morta perché io volevo tanto bene a tutte ed esse tanto mi amano e soffriranno tanto, però il Signore vi aiuterà, e dovete star tranquille, perché io muoio tranquilla, contenta di andarmi ad unirmi col mio Dio al quale mi sono consacrata fino da bambina. (...) Alle 3.30 venne la Madre Caterina, la quale la trovò al solito; la Madre le disse: Povera la mia Caterina, prendi aria e ti dà fastidio - le fece un sorriso e una carezza, poi le disse: prega per me perché il Signore mi dia più aiuto se ancora mi vuol far patire (...). Dopo quindici minuti la vidi triste, ma tanto triste che mi fece compassione e le chiesi: Madre, ha molto male, n’è vero? - Ti confesso il vero: mi sento tanto male, ma sento tale tristezza e tedio che mi fa pena, non sento più la gioia nel dolore, per carità, prega, prega. - Il Signore in quel momento mi ispirò e le dissi: Madre, Gesù sulla croce lamentò persino l’abbandono del suo Eterno padre, dunque coraggio. Mi spalancò due occhioni e mi disse: hai ragione, hai ragione, hai ragione: Fiat voluntas Dei, che pure ripeté tre volte (...) Poi mi prese una mano e mi disse: la mia Orsolina, la mia Orsolona - poi mi strinse forte la mano che baciai piangendo e restammo per un po’ lì, le mie mani nella sua - poi mi disse: - dammi un po’ d’aria - tirai la tenda, le misi lo scialle ed essa mi disse: sudo; va a chiamare suor Imelde che mi asciuga la testa, che sudo tanto. - Le ribaciai la mano che mi strinse e mi ripeté: la mia Orsolona! - e andai a chiamare sr Imelde; tornai dopo pochi minuti; arrivata sulla porticina mi guardò con due occhioni mentre appoggiava la sua sinistra alla testa declinò il capo sui cuscini, perché era a sedere, e suor Domenica l’accompagnò colle sue mani credendo volesse come le altre volte riposare; ma quella volta era già morta - le mani di S. Domenica sotto al capo. Io che entravo dalla porticina ed ho visto i suoi occhi a chiudersi arrivai vicino al letto, era morta; dissi: “Gesù, Giuseppe, Maria vi dono il cuore e l’anima mia, assistetemi nell’ultima agonia, spiri in pace l’anima mia” - era morta!

Madre Caterina del S. Cuore alle sorelle e figlie del suo cuore…

La notte antecedente alla sua morte, avrà ripetuto mille volte il fiat, e, pensava, certo, con quale strazio l’avrebbero raccolta nel cuore, quest’ultima parola che può dirsi il suo testamento, le figlie sue che cercò, invano, intorno al suo letto: addio! anima bella! Vola fra gli amplessi del tuo Sposo Celeste, del tuo Diletto, che ti chiama, e vegli su di noi orfane sconsolate!... Appena spirata, una fragranza di Paradiso si diffuse intorno a lei… una pace sovrumana scendeva lene lene nel cuore e ne mitigava l’ambascia crudele!... Oh! Ella pregava per noi in quel momento di supremo dolore! Ne sono certa!

Canto: Transito di S. Chiara

Preghiamo insieme con le parole di Madre Serafina:

O adorabile Salvatore dell’anima mia, entro l’amoroso costato io chiudo queste mie figlie, che tu le faccia crescere in Te, con Te e per Te! Perché le renda degne del tuo amore! Tu supplisci alla mia pochezza, ma lava con il tuo Sangue Prezioso le mie colpe, le mie mancanze di cui chiedo umile e sincero perdono a Te e benigno compatimento a quante mi ascoltano! Tu illumina la mia mente, reggi il mio cuore e rendimi meno indegna della missione affidatami, perché in questi vergini cuori io vi innesti il tuo amore, la tua ardente carità! Amen.

Canto di reposizione