triduoMS2020

PRIMO GIORNO – Lunedì 15 giugno 2020

Canto iniziale

Introduzione:

In preparazione al Transito di M. Serafina, che celebreremo solennemente la sera del 17 giugno, desideriamo ascoltare e meditare alcuni testi tratti dal giudizio del secondo censore “super scriptis” che si trovano nella Positio, ove riprendendo le sue parole viene sottolineato come abbiano brillato in Madre Serafina le virtù che fanno di lei una santa. Ci soffermeremo sulle virtù teologali, la FEDE, la SPERANZA e la CARITÀ, approfondendone una al giorno e riportando anche alcune delle testimonianze delle persone a lei vicine nel corso della sua vita.

Nella Positio sono state raccolte oltre cento deposizioni su Madre Serafina, si tratta di ricordi, impressioni, ma anche di elementi importanti per attestare la santità di vita della nostra Fondatrice. In una di queste deposizioni sr Dionisia Natali affermava: “…Possedeva ed esercitava a nostro esempio e con sommo vantaggio tutte le virtù da perfetta religiosa”.[1]

In una sua lettera Madre Serafina stessa consigliava a sr Bernardina “Ascolta le Sue ispirazioni e per carità, non lasciarne sfuggire neanche una: in esse è riposto il tuo maggior o minor avanzamento. Ti proponi ogni giorno una virtù da praticare, e ama sempre, ama assai!”. (Fasc. 1, Lett. 29).

In questo momento si può portare all’altare l’immagine di Madre Serafina ed accendere vicino una candela, mentre possiamo cantare un canone od un canto adatto.

MSfede

Viveva l’unione con Gesù e si sentiva soddisfatta e felice: “Quel Gesù che mi attrae... io lo sento vicino a me, entro di me, lo gusto, e voglio amarlo, e non mi cesso di ripetere: Gesù, vi amo” (fasc. 2/A, p. 4).

Riaffermava, con decisa volontà, la propria fede: “Io voglio Gesù solo e la sua Divina volontà, proprio questo e null’altro” (fasc. 4, p. 2).

Credeva con la Chiesa docente e pregava: “…concedetemi di entrare nello Spirito della Chiesa adorando profondamente il Mistero augusto della SS. ma Trinità nel cui nome intendo di respirare, operare, amare” (fasc. 20, p. 29). Vedeva nel Papa, lo stesso Gesù, per cui s’adoperava con tutte le forze di praticare la sua fede, sino all’immolazione, se si fosse resa necessaria: “sono ben lieta dare la vita anziché fare la minima cosa contraria ai desideri del Santo Padre” (fasc. 44, p. 12).

Spesso protestava dolcemente: “Gesù vi amo… Credo…fede… fede… fede…” (fasc. 67, p.3).

Pausa di silenzio - canone

 Quando qualche dubbio faceva capolino nella sua mente, con volontà risoluta, così reagiva, invocando Gesù: “Oh! per i meriti delle Tue tentazioni fammi la misericordia di uscire vittoriosa dalle mie” (fasc. 32, p. 63).

Il Divin Tabernacolo era il suo rifugio: “oh! come ho conosciuto qual Paradiso sia Gesù Sacramento” (fasc. 1, p. 25); e quando poteva stare sola con Gesù, era veramente felice: “Quando poi mi è concesso di stare proprio soletta con Gesù, la mia felicità è al colmo” (fasc. 1, p. 36).

Non trovava consolazione e serenità dove non poteva trattenersi con Gesù Eucaristico: “Nessuna creatura, nessun luogo mi appaga ove non è Gesù Sacramentato” (fasc. 5, p. 31).

La fede era il farmaco efficace per curare tutti i suoi dolori: “Sono strazi che solo sa lenire la fede e la rassegnazione col Fiat della Vergine sul Calvario” (fasc. 17, p. 27).

Credeva nella potenza della preghiera e ciò le infondeva calma e serenità: “Solo la preghiera e Maria mi tiene calmissima” (fasc. 17, p. 62), perché affermava: “l’immutabile sarà mutato per la preghiera” (fasc. 4, p. 15).

Considerava le cose del mondo nel loro valore passeggero e si accentrava sempre più in Gesù: “tutto si muta in terra Gesù non mai” (fasc. 13, p. 30), infatti: “tutto passa … ma Gesù è sempre con noi e non passa mai!” (fasc. 16, p. 13).

Anzi: “Quando abbiamo Gesù dentro di noi… il Paradiso è dentro il nostro cuore e noi possiamo ottenere tutto quello che vogliamo per noi e per gli altri” (fasc. 24, p. 9).

Pausa di silenzio - canone

In ascolto di qualche testimonianza…

1948 – Sr. Scolastica Zaroni - …Aveva fede fortissima e sempre viva, che faceva sì che anche tutte noi sentissimo carità una verso l’altra.

1948 – Sr. Angela Teodori - …Diceva: “Le mie figlie basta che abbiano 4 mura e tetto, tutto il resto ci pensa il Signore.”

1949 – Maestra Ida Gironi – Ella fu l’angelo che sorresse i nostri cuori giovani… La sua fede in Dio era così alta che fin d’allora la dicevano santa.

23.VIII.1949 – Mons. Oreste Rossi - …Lungo la notte passava molte ore con Gesù Eucaristia… Aveva cura delle sue Consorelle ammalate visitandole e informandosi del loro trattamento… Era nemica della menzogna… Non l’ho veduta mai turbata, inquieta… La sua fede era esemplare. Non ammetteva dubbi… Non era attaccata ai beni della terra… Anteponeva la volontà dei superiori alla sua…

25.XI.1949 – Maria Giannelli Nannini - …L’accompagnava il miracolo: non aveva fondi economici adeguati a tanta potenza di lavoro, eppure le correva in aiuto la Divina Provvidenza.

Padre nostro

Preghiamo:

O Dio di infinita carità, che hai infuso nel cuore di Madre Serafina un grande desiderio di donare la sua vita   per servire in gratuità e umiltà il prossimo e le sorelle, concedi anche a noi, sue figlie, di seguire il suo esempio di servizio umile e generoso, instancabile nel ricercare e scorgere la tua presenza nelle ordinarie occupazioni e nei fratelli e sorelle che quotidianamente ci doni di incontrare e servire in te e per te. 

Venerabile Madre Serafina

T: prega per noi!

Canto finale

SECONDO GIORNO – Martedì 16 giugno 2020

Canto iniziale

MSsperanza

…dalla Positio

La speranza fermissima nell’aiuto della Grazia, per i meriti di N. S. Gesù Cristo, di conseguire la vita eterna, soprannaturalizzò la sua esistenza terrena.

Tra i tanti dolori della vita: “Io spero però che Gesù mi abbia fatto una grazia: il perdono dei miei peccati… e questo mi compensa tutto, tutto…” (fasc. 2/B, p. 36).

La morte di persone care aumenterà in lei la speranza, per cui diceva: “… pensando agli eterni Gaudi non dobbiamo se non invidiare quelli che ci precedono” (fasc. 5, p. 25).

Spesso ripeteva: “Io spero in Gesù solo” (fasc. 4, p. 5), giacché solo il Divin Redentore era l’autore della sua speranza.

La speranza sublimava i suoi inevitabili patimenti i quali non li giudicava mai esorbitanti, perché pensava che “la nostra gloria… sarà paragonata ai nostri patimenti e all’amore portato a Gesù” (fasc. 7, p. 12).

Tra le molte miserie e sofferenze che comporta l’esistenza, non perdeva di vista l’oggetto della speranza, e nei momenti, specialmente più duri, diceva: “Alzare gli occhi al Cielo per contemplare l’immenso premio promesso ai combattenti” (fasc. 8, p. 37).

Tutto soffriva ed offriva, per raggiungere la Celeste Patria: “… all’Amore offriamo… perché ci unisca con i nostri cari lassù in Paradiso” (fasc. 14, p. 65).

La speranza la confortava in ogni umana sventura e spesso ripeteva la frase: “La vita è breve: il premio è eterno” (fasc. 17, p. 83).

 Pausa di silenzio - canone

Tutto operava con Gesù e per Gesù, perché convinta che “se moriremo con Gesù, con Lui risorgeremo alla Gloria…” (fasc. 20, p. 13).

Sperava raggiungere il suo ultimo fine con l’aiuto della divina Grazia, perché pensava che “la Grazia è la Gloria in fiore; ed è appunto il fiore Speranza che avrà del frutto” (fasc. 25, p. 34); per questo era solita “alzare la mente al Cielo ove risiede la vera felicità” (fasc. 35, p. 7).

Le sue preghiere erano solidate da una sicura speranza: “… confido solo in te, soccorrimi… il mio cuore ami Te, pronto a tutti i sacrifici per Te… Tu il mio riposo, il mio Cibo; la mia eredità nel tempo, caparra sicura del possesso eterno del Paradiso… Gesù, Gesù mio, sempre mio” (fasc. 32, p. 65).

Nella speranza della Celeste Patria, benediceva e croci della vita presente perché le davano motivo, per poter aspirare al Paradiso, ove avrebbe rivisto le persone care “Presto, prestissimo rivedremo i nostri cari; e benediremo la Croce che ci ha procurato l’eterna Gloria” (fasc.40, p. 29), e: “Quando c’ incontreremo nel Paradiso, benediremo i nostri sacrifici” (fasc. 28, p. 65).

In ascolto di qualche testimonianza…

19.VII.1948 – Don E. Damizia - …Alta nella persona, esile, dal volto emaciato, dolcissima e affabilissima infondeva in chiunque l’avvicinasse o le parlasse un senso di sollievo e di gioia spirituale…

4.III.1949 – Sr. Margherita Vigarani - …Anche un occhio profano respirava vicino a lei un’atmosfera soprannaturale

1.XI.1949 – Sr. Costantina Campodoni - …Le sue parole erano come dardi di amore che ferivano e infondevano in noi la speranza e il coraggio di affrontare i pericoli e attraversare gli oceani… L’ora santa dalle 11 alle 12 di notte la raccomandava a tutte per turno…

17.XI.1949 – P. Ferdinando da Minerbio - … Non posso mai dimenticare la dolcezza del suo sorriso che doveva essere lo specchio di un’anima… tutta del Signore.

Padre nostro

Preghiamo:

O Dio di infinita sapienza, che hai reso intrepido il cuore di Madre Serafina nella ricerca costante della tua Volontà, concedi anche a noi, sue figlie, un profondo desiderio di discernere costantemente la tua volontà su di noi, perché vincendo le resistenze e gli inganni egoistici, con docilità ci rendiamo disponibili a collaborare al tuo misterioso disegno di bene e di salvezza, che supera e trascende spesso la nostra comprensione. 

 Venerabile Madre Serafina

T: prega per noi!

Canto finale

  TERZO GIORNO – Mercoledì 17 giugno 2020

 Canto iniziale

MScarita1

…dalla Positio

L’oggetto che ha occupato le sue potenze spirituali, è stato Dio e questi formava l’unico oggetto del suo fervente amore: Lui solo voleva, a Lui solo aspirava: «Una sola cosa sospira il mio cuore: di possedere Dio, il resto è vanità» (fasc. 1, p.20).

Non sa amare chi non sa sacrificarsi per l’amato, perciò diceva: «Non può chiamarsi vero amante di Gesù chi non fu per amor Suo ingiuriato, calunniato ecc.!» (fasc. 1, p. 6), e le sofferenze purificano l’anima per renderla degna dell’unione col suo Dio: «Chi non viene purgata, non potrà neppure godere l’unione in terra con Quegli che tutto deve possedere il nostro cuore!» (fasc. 1, p. 6).

Spesso, assecondando gli slanci della sua anima, ripeteva: «O Dio dell’anima mia! o unico mio Bene! o vita del mio cuore! Cuore della mia vita» (fasc. 1, p. 26).

[…] Si confortava e incoraggiava nel ripetere nel suo intimo: «Oh! Gesù mio… Tu sei mio ed io sono tua» (fasc. 33. p. 36).

La pratica dell’amore divino, le faceva gustare la sua unione con Gesù: «…sento in me un desiderio unico: unione con Gesù, la quale è frutto dell’amore… Gesù basta per tutto e per tutti…» (fasc. 28, p. 44), e solo con Gesù era soddisfatta: «…come si sta bene con Gesù, Amor nostro dolcissimo» (fasc. 14, p. 59).[2]

Pausa di silenzio – canto o canone

MScarita2

Per amore di Dio amava teneramente il prossimo, per il quale non risparmiava amore, preghiera, soccorsi, per quanto poteva e le sue condizioni glielo permettevano.

Se talvolta, per amore del prossimo, era costretta a trascurare le preghiere di regola, diceva: «Non devo risparmiare tempo per le anime bisognose… se per visitare o consolare malati di corpo e di anima devo… lasciare l’orazione, lascerei Gesù per Gesù…» (fasc. 29, p. 31), vedendo nei bisognosi Gesù stesso.

Quando si trattava di salvare un fratello, a nulla badava, giacché il suo fine principale era quello di salvare le anime: «Vada tutto a soqquadro; ma si salvino le anime e basta» (fasc. 4, p. 20), giacché, nessun interesse temporale, nessuna cosa, vale un’anima.

Amava tutti, ma specialmente i più bisognosi e desiderava che «…tutti i peccatori… tutti gli uomini… tutti vorrei condurre al Cuore dolcissimo di Gesù» (fasc. 20, p. 41).

L’amore per il prossimo le faceva scrivere: «A me nulla mi fa pena, se non la pena altrui» (fasc. 18, p. 66), è questa una vera, fraterna, amorevole partecipazione, ai dolori altrui.

Sempre a disposizione per aiutare tutti: «Vorrei consolare tutti, lieta ad offrire per asciugare una lagrima» (fasc. 64, p. 24); ma la sua preferenza andava alle persone maggiormente bisognose: «Alle povere e derelitte sento di dare spontaneamente la preferenza» (fasc. 37, p. 56).

Era tale l’amore per i poveri, che «quando vedo le nostre tavole imbandite di ogni Provvidenza e penso ai poveri, mi sento struggere dal desiderio di satollarli tutti» (fasc. 24, p. 18), e pensando ai bisognosi non gustava il cibo che prendeva.

Praticava e raccomandava di «essere paziente, longanime benevola con la povera gioventù» (fasc. 3, p. 21), verso la quale nutriva una carità particolare estrinsecantesi in opere salvifiche: «Gigli divelti che a me sono ricorsi per un provvedimento, hanno occupato la mia mente e il mio cuore» (fasc. 12, p. 78).

Questa profonda partecipazione ai dolori e bisogni del prossimo, pone il sigillo della cristiana carità.[3]

In ascolto di qualche testimonianza…

16.VI.1948 – Sr. Gaetana Masiello - … con tutte uguale, senza preferenze… Aveva per tutte la sua parola il suo sorriso, era sincera in tutto…

VI.1948 – Sr. Maddalena Bonandi - … Sopportò pazientemente le ingiurie, con grande edificazione seppe vincere l’indole sua vivace, rifuggì le lodi, gli ossequi, gli onori…

12.VII.1948 – Sr. Raffaella Baldacci - …Mi fece sempre l’impressione di un’anima tutta innamorata di Gesù Sacramentato, della Vergine Immacolata… La sua severità era sempre accompagnata da molta carità…

19.VII.1948 – Sr. Costanza Barbera - …Verso il prossimo aveva tanta compassione, che nessuno mandava via senza soccorso…

2.VIII.1948 – Ada Zavoli-Peruzzi - …Aveva grande cuore ed amava come Madre…

1949 – Sr. Annetta Bonotti - …Usò quella carità, che è riverbero dell’amore di Dio, ma dove rifulse la sua carità fu proprio con coloro che più la fecero soffrire con ingiurie, insulti e calunnie…

25.VII.1950 - Sr. Martina Munari - … Ella diceva che dovevamo essere come Angeli fra le corsie degli ammalati e di portare a tutti il sorriso di Dio che è amore e carità.

Padre nostro

Preghiamo:

O Dio d’amore e di bontà, che hai infiammato il cuore di Madre Serafina all’ardore della carità fraterna, concedi a noi, sue figlie, il suo stesso anelito di amore, perché realmente ci impegniamo a ricercare le vie di una perfetta comunione fraterna, e con generosità ciascuna sappia compiere il primo passo per realizzare il “cor unum et anima una in corde Jesu” che Madre Serafina desiderava tra le sue figlie e in tutte le comunità.

Venerabile Madre Serafina

T: prega per noi!

Canto finale

[1] Le deposizioni raccolte in questo scritto si trovano in Positio, pp. 1992-2004.

[2] Positio, pp. 1956-1958.

[3] Positio, pp. 1959-1960.