Novena di Natale 2019

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Questa Novena vuole accompagnare il cammino di immediata preparazione al Natale del Signore riprendendo i testi della liturgia e le antifone maggiori dei Vespri. Ogni giorno mediteremo la Parola di Dio, che è all’origine dell’antifona, per vivere con il Signore l’attesa della sua nascita nella nostra vita. In tal modo potremo arrivare al Natale più consapevoli del Mistero che stiamo vivendo e anche più pronte a celebrarlo insieme.
Dal secondo giorno, il 17 dicembre, ogni comunità può liberamente preparare le singole lettere ingrandite dell’iniziale della parola chiave dell’antifona maggiore e porla sotto l’altare o vicino alla culla del Bambino Gesù, in modo da formare alla fine la parola S-A-R-C-O-R-E.
Il giorno 23 dicembre invertendo l’ordine delle lettere viene fuori la scritta: ERO CRAS che significa VERRÒ DOMANI

PRIMO GIORNO – 16 DICEMBRE

PREPARATE LA VIA AL SIGNORE

Dal libro del profeta Isaia (40,3-11)
Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato».

:: Riflessione

Se Dio è colui che viene, dobbiamo preparargli la strada.
Nel deserto della nostra miseria, della nostra debolezza, del nostro peccato, possiamo sempre convertirci: così si riempiono le valli delle nostre contraddizioni, e si abbassano le montagne dell'orgoglio e dell'egoismo.
La fede cristiana non è un abito da indossare in alcune occasioni né un insieme di formule e di riti, non è nemmeno una teoria né un’ideologia. È il rapporto vivo con una Persona, è l'appartenere a Dio. È sempre lo sforzo di ascoltare e di accettare la Parola di Dio, di continuare a scoprire il mistero di Dio e di lasciarsi interpellare da Lui, dalla sua iniziativa, dal suo progetto. Dio non è un ente supremo raggiungibile e freddo: Dio è il Dio che viene, che è venuto e che verrà, il Dio che continuamente invita l'uomo ad aderire a Lui, a seguirlo, a fidarsi di Lui.

:: Preghiamo insieme:

O Dio rendici capaci di affrettarci all'incontro con Gesù che viene: donaci di arrivare a quella gioia che tanto mirabilmente ci saprà rinnovare e di riviverla con animo puro e sereno. Amen.

SECONDO GIORNO – 17 DICEMBRE

LA SAPIENZA DI DIO - SAPIENTIAE
Oggi poniamo sotto l’altare la lettera S

Dal libro del profeta Isaia
“Chi ha misurato con il cavo della mano le acque del mare e ha calcolato l'estensione dei cieli con il palmo? Chi ha valutato con il moggio la polvere della terra e ha pesato con la stadera le montagne e i colli con la bilancia? Chi ha diretto lo spirito del Signore e come suo consigliere lo ha istruito? A chi ha chiesto di consigliarlo, di istruirlo, di insegnargli il sentiero del diritto, di insegnargli la conoscenza e di fargli conoscere la via della prudenza?” (Is 40,12-15)

:: Riflessione sull'antifona “O Sapienza, che esci...”

Splendore della luce eterna, la sapienza è la Parola di Dio personificata nell’Antico Testamento e ora è Gesù Cristo stesso che presiede al fluire della storia della salvezza. Essa sola permette di capire come, nonostante l’apparente venir meno delle promesse divine, tornerà dall’umiliazione dell’esilio un “resto”, un residuo di uomini e donne fedeli al Dio di Gesù Cristo, la cui fede purificata conoscerà la via della verità. (Is 40,14)

:: Preghiamo insieme:

O Dio invochiamo su di noi e sulla tua Chiesa il dono della tua Sapienza, affinché “Dio sia tutto in tutti”. Vieni, Sapienza dell’Altissimo, insegnaci la via della Verità!

TERZO GIORNO – 18 DICEMBRE

SIGNORE, GUIDA D’ISRAELE - ADONAI
Oggi poniamo sotto l’altare la lettera A

Dal Vangelo di Matteo
Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele. (Mt 2,1-6)

:: Riflessione sull'antifona “O Signore, guida...”

Quest’antifona, richiamando il nome di Dio rivelato a Mosè (Es 6,2), è un compendio della storia dell’esodo dall’Egitto e della rivelazione della Legge mediante il Verbo divino.
O Supremo Signore, Adonai, vieni a riscattarci, non più nella tua potenza, ma nella tua umiltà. Una volta ti sei manifestato a Mosè, in mezzo a una divina fiamma. Questa è l’ora della salvezza!
Per questo la tua purissima Madre Maria, dispone per te gli umili panni che copriranno la tua nudità e ti ripareranno dal freddo in questo mondo, nell'ora in cui apparirai nel profondo della notte e del silenzio. Così ci libererai dalla servitù del nostro orgoglio e il tuo braccio si farà sentire più potente quando sembrerà più debole e più immobile agli occhi degli uomini.
Tutto è pronto, o Gesù! Parti dunque presto e vieni a Betlemme, a riscattarci dalle mani del nostro nemico.

:: Preghiamo insieme:

O Dio, Tu che eri con Israele quando guidando le parole di Mosè, compisti l’opera grandiosa liberandolo dal Faraone e facesti una Creazione Nuova, non abbandonare l’opera delle Tue mani!

QUARTO GIORNO – 19 DICEMBRE

RADICE DI IESSE - RADIX JESSE
Oggi poniamo sotto l’altare la lettera R

Dal Libro del profeta Isaia
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore… In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa. (Is 11,10)

:: Riflessione sull'antifona “O Radice di Iesse, che ti innalzi...”

Isaia nella sua profezia si riferisce alla promessa divina di far rimanere in eterno un discendente di David come re di Israele, nonostante l’infedeltà del popolo e dei suoi capi. Anche nella schiavitù e nella disgrazia, il casato di Davide rimarrà un segno innalzato, attorno al quale tutte le genti, e con esse gli esuli d’Israele, si ritroveranno uniti. La speranza rimarrà salda pur in una situazione di estrema afflizione (Is 52,15).
Eccoti dunque in cammino, o Figlio di Iesse, verso la città dei tuoi avi. L'Arca del Signore s'è levata ed avanza! Avanza, o Madre di Dio e degli uomini, Propiziatorio in cui è racchiusa la divina Manna che preserva l'uomo dalla morte! I nostri cuori ti seguono e ti accompagnano, e come il tuo Regale antenato, giuriamo "di non entrare nella nostra casa, di non chiudere le nostre palpebre e di non concederci riposo fino a quando non abbiamo trovato nei nostri cuori una dimora per il Signore che tu porti"!

:: Preghiamo insieme:

O Dio, il corpo dei giusti che nel tempo Ti invocarono, divenne Radice capace di dare corpo al Tuo Corpo. Invochiamo lo Spirito, affinché faccia di noi un vivente tempio della gloria di Dio, della luminosità della sua Parola, viva ed efficace: Vieni, Signore, a rinnovare la nostra vita!

QUINTO GIORNO – 20 DICEMBRE

CHIAVE DI DAVIDE – CLAVIS DAVID
Oggi poniamo sotto l’altare la lettera C

Dal libro della Genesi
Quindi Giacobbe chiamò i figli e disse: «Radunatevi, perché io vi annunzi quello che vi accadrà nei tempi futuri. Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre!
Giuda, te loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla nuca dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre.
Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi oserà farlo alzare?
Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene. (Gen 49,10)

:: Riflessione sull'antifona “O chiave di Davide, scettro…”

Quest’antifona sottolinea il potere assoluto di Dio, Colui che apre e chiude e, come il Servo del Signore libera i prigionieri dalle tenebre. Egli, in quanto Dio e discendente di Iesse, realizza la promessa fatta a David.
O figlio di David, erede del suo trono e della sua potenza, tu percorri una terra sottomessa un tempo al tuo avo e oggi asservita dai Gentili. Oggi almeno il seno materno ti offre ancora un asilo dolce e tranquillo, nel quale non ricevi che le testimonianze dell'amore più tenero e più rispettoso.
Ma, o Signore, bisogna che tu esca da quel beato ritiro; bisogna che tu, o Luce eterna, risplenda in mezzo alle tenebre, poiché il prigioniero che sei venuto a liberare languisce nella sua prigione. Egli giace nell'ombra della morte, e vi perirà se non vieni prontamente ad aprirne le porte con la tua Chiave onnipotente! Vieni a spezzare il giogo che ci opprime e degrada! Vieni, o divino Liberatore, a riscattare tutto ciò che ti sei degnato di rendere libero con la tua grazia e a risollevare in noi la dignità di fratelli tuoi.

:: Preghiamo insieme:

O Dio, un uomo secondo il tuo cuore ti sei scelto in Davide, capace d’essere obbediente ai tuoi voleri in tutto. A Lui hai affidato le sorti della tua Eredità, il tuo popolo santo da Lui custodito. Aiutaci ad essere docili e pronti nel compiere il tuo volere.

SESTO GIORNO – 21 DICEMBRE

ASTRO CHE SORGI – ORIENS
Oggi poniamo sotto l’altare la lettera O

Dal libro del profeta Geremia
«Ecco, verranno giorni - dice il Signore - nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele starà sicuro nella sua dimora; questo sarà il nome con cui lo chiameranno: Signore-nostra-giustizia. Pertanto, ecco, verranno giorni dice il Signore - nei quali non si dirà più: Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dal paese d'Egitto, ma piuttosto: Per la vita del Signore che ha fatto uscire e che ha ricondotto la discendenza della casa di Israele dalla terra del settentrione e da tutte le regioni dove li aveva dispersi; costoro dimoreranno nella propria terra» (Ger 23,5-7).

:: Riflessione sull'antifona “O astro che sorgi, splendore…”

Oggi è il giorno del solstizio d’inverno, ultimo giorno di riduzione del tempo di luce; a partire da domani il sole splenderà più a lungo. Proprio in questo giorno invochiamo il Signore Gesù come l’«Astro che sorge». La domanda di questa quinta antifona richiama l'idea d'illuminare, alludendo a una delle maggiori profezie messianiche del libro d'Isaia: «II popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce». Così l'antifona di oggi, nel contesto preparatorio al Natale, ci fa pregare Cristo come compimento di questa profezia: Illuminaci!
O Gesù, che non pretendi l'omaggio dalle tue creature, noi vogliamo accompagnarti per il resto del tuo viaggio, e non vogliamo lasciarti fino a quando non siamo arrivati con te alla dolce Betlemme, a quella Casa del Pane in cui finalmente i nostri occhi ti vedranno, o Splendore eterno, nostro Signore e nostro Dio.

:: Preghiamo insieme:

O divin Sole, o Gesù, tu vieni a strapparci alla notte eterna. Sii per sempre benedetto! Accresci in noi la Fede e l'amore.

SETTIMO GIORNO – 22 DICEMBRE

RE DELLE GENTI – REX GENTIUM
Oggi poniamo sotto l’altare la lettera R

Dal libro dell’Apocalisse
«Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo. Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati» (Ap 15,3).

:: Riflessione sull'antifona “O Re delle genti, atteso… ”

O Re delle genti! Il viaggio volge al termine e la tua augusta Madre conversa senza posa con te lungo il cammino. Adora la tua divina maestà. Brama e teme insieme il momento in cui fi¬nalmente i suoi occhi ti contempleranno.
Sii benedetto, o Desiderato delle genti, nelle meraviglie della tua potenza e della tua bontà, o divino Re, e vieni presto a salvarci. Ricordati che l'uomo ti è caro poiché Tu l'hai creato. Vieni, poiché l'opera tua è degenerata e la morte l'ha invasa: riprendila, plasmala di nuovo con le tue potenti mani, salvala, perché l'ami sempre e non ti dimentichi della tua creazione.

:: Preghiamo insieme:

O Padre, tu rinnovi oggi per noi le meraviglie del tuo amore: noi ti riconosciamo santo e mirabile in tutte le tue opere e con Maria, nostra Madre e Signora, ti presentiamo il sospiro e la preghiera di quanti solo da te aspettano la salvezza.

OTTAVO GIORNO – 23 DICEMBRE

EMMANUELE, DIO CON NOI – EMMANUEL
Oggi poniamo sotto l’altare la lettera E

Dal libro del profeta Isaia
Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene (Is 7, 14).

:: Riflessione sull'antifona “O Emmanuele, nostro re e legislatore…”

«O Emmanuele»: è il nome del bambino annunciato da Isaia al re Acaz di Gerusalemme (Is 7,14).
L’evangelista Matteo, raccontando l'annuncio a Giuseppe della nascita di Gesù, vede in essa il compimento proprio di quella profezia di Isaia (Mt 1,23).
In questo titolo esprimiamo la consapevolezza che Dio non è solamente l’Altissimo, ma anche Colui che ci è vicino, il Dio creatore sempre presente che vigila sulle sue opere e sul suo popolo. Le grandi convinzioni di fede d’Israele hanno trovato compimento nella concezione del Figlio di Dio da parte di Maria.
La sua è una presenza concreta, carnale, vivente di Dio in un uomo che è il suo stesso Verbo venuto ad abitare tra noi (Gv 1,14).
Che il Natale ci comunichi una forza nuova, perché in questa festa dell’incarnazione, che segna l’inizio della divinizzazione dell’uomo, culmina il grande desiderio di una salvezza aperta a tutti, il grande desiderio di Dio offerto a tutti gli uomini che egli ama.

Ecco che tu sei vita, tu sei salvezza, tu sei guarigione,
tu sei immortalità, tu sei benedizione, tu sei luce…
perché tu non trovi diletto in null’altro
che nella salvezza degli uomini.

:: Preghiamo insieme:

Gesù, tu non hai esitato a prendere su di te il buio del mondo e a fare irrompere in esso la luce dell’annuncio di pace. Noi, tua Chiesa pellegrina nella notte dell’egoismo e del dubbio, possiamo essere capaci di tenere sempre in mano la piccola luce splendente del tuo Vangelo, che diffonde speranza.

NONO GIORNO – 24 DICEMBRE

LA VERGINE CONCEPIRA’
Oggi si invertono le lettere e si forma la parola ERO CRAS

Dal Vangelo di Luca
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo (Lc 2,6-7).

:: Riflessione sull'antifona “Ecco, la vergine concepirà e partorirà…”

Ultimo giorno della Novena! Per nove giorni abbiamo riflettuto e preparato il nostro cuore all’arrivo di Gesù. Rivedendo le nostre “antifone maggiori” e raccogliendo la prima lettera del testo latino di ognuna di esse in ordine inverso, si crea un acrostico con la frase latina “Ero cras” (domani verrò). È una profezia e ad annunciarla è Gesù stesso! Dopo secoli di profezie che annunciavano il Messia, Isaia e tutti gli altri profeti della Bibbia, oggi, a poche ore dalla nascita, ci giunge l’ultimo annuncio, come a dire di non temere, perché la salvezza sta arrivando.
Oggi vogliamo vivere questa certezza: “Certo verrà e non tarderà” e, pur tra le lacrime, rinascerà in noi quella speranza, quella gioia profonda che non fa rumore, e che ci rimette in piedi. Eccolo, sta arrivando, corrigli incontro!

:: Acclamiamo a cori alterni::

Un fremito assale il mio cuore nel Contemplarti.
L’universo non è più chiuso al Tuo Cielo.
Per la Fede di un sol Cuore Vieni,
Irrompe fra noi la Grazia.

Tu che Sei sempre stato dall’Eternità, Vieni!
Vieni a visitare la Terra che hai Creato!
Anche Tu Uomo di polvere composto,
per dare a me, a noi quel che Sei!

Io Sono e Sarò di Te hai detto,
eppure Domani Tu Sarai in me!
Non Ti fa specie quel che non sono,
vuoi creare in me l’Essere simile a Te.

Tu che di Maria Sei Padre,
hai voluto di Lei Essere Figlio.
Anche per me Lei mi sarà Madre,
Icona e Modello della Fede Perfetta.

Il Tuo Santo Pane, Tuo vero Corpo,
ci fa famiglia dal Tuo Spirito Riunita.
Insieme saremo Tuo Volto Incarnato,
Amore che conduce al Tuo Cuor la Storia.