Novena di Santa Chiara

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PRIMO GIORNO - 2 AGOSTO

CHIAMATA ALLA SANTITÀ

 L: Dalla Leggenda di S. Chiara (cfr FF 3156-3159)

Essendo incinta ormai la madre benedetta di Chiara e prossima al parto, mentre in chiesa, davanti alla croce, ardentemente pregava il Crocifisso che la soccorresse felicemente nel pericolo del parto, udì una voce che le diceva: “Non temere, donna; partorirai felicemente una luce che illuminerà intensamente il mondo stesso”. Rassicurata da questa profezia, volle che la bambina nata, rinascendo nel battesimo, fosse chiamata Chiara, confidando si dovesse adempiere in qualche modo, per volontà divina, il chiarore del lume promesso.

La piccola Chiara appena venuta alla luce, presto cominciò a splendere nelle tenebre del mondo, e fin dalla più tenera età cominciò a segnalarsi per illibatezza di costumi.

Con cuore docile apprese i primi rudimenti della fede dalla bocca della mamma, e al soffio interiore dello Spirito che la stava plasmando, quel vaso davvero purissimo, si rivelò un vaso di grazie.

Così fin dall’infanzia, crescendo in lei la misericordia, aveva un animo compassivo, aperto a pietà verso i tribolati.

Le era caro impegnarsi nella preghiera devota, dove molto spesso, soffusa di soave profumo, a poco a poco si preparava alla vita verginale.

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.

  

SECONDO GIORNO - 3 AGOSTO

SANTITÀ È INTERCEDERE PER IL POPOLO

 L.: Dalla Leggenda di Santa Chiara (FF 3201-3202)

Irrompendo un giorno il furore nemico contro la città di Assisi, privilegiata città del Signore, già l’esercito era alle porte stesse, i saraceni – gente pessima, assetati di sangue dei cristiani, pronti con grande impudenza a ogni delitto – dilagarono presso San Damiano, nei confini del luogo, anzi dentro il chiostro stesso delle vergini. I cuori delle “signore” vengono meno per lo spavento, la voce trema per la paura, e presentano alla madre le loro lacrime. Lei con impavido cuore, seppure malata, si fa condurre alla porta, di contro ai nemici, preceduta da una cassetta di argento, chiusa dentro una custodia di avorio, dove con gran devozione veniva conservato il corpo del Santo dei santi.

Prostratasi lei in orazione al suo Cristo, tra le lacrime disse: «Permetterai, mio Signore, consegnare nelle mani di pagani le inermi tue ancelle, che ho allevato nel tuo amore? Custodisci, Signore, te ne prego, queste tue serve, che io non posso nel presente frangente custodire». Subito dal propiziatorio della nuova grazia, una voce, come di un fanciullino si udì: «Io vi custodirò sempre!». «Mio Signore, – disse - se a te piace, salva anche questa città che ci sostenta per tuo amore». E il Signore a lei: «Subirà dei danni, ma per mia grazia sarà difesa».

Allora la vergine sollevando la faccia lacrimosa, conforta quelle che piangevano, dicendo: «In fede vi giuro, figliole, che non soffrirete nulla di male, purché confidiate in Cristo!». Senza indugio di sorta: subito l'audacia di quei cani è repressa dallo spavento, e dai muri che avevano scavalcato, si diedero alla fuga, ricacciati dalla forza dell’orante.

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.

 

 TERZO GIORNO - 4 AGOSTO

SANTITÀ NELLA PAZIENZA E PERSEVERANZA

 Dalla Legenda di Santa Chiara (FF 3184 – 3187)

Era convinta che la preziosissima gemma del desiderio celeste, che aveva acquistato con la vendita di tutte le cose, non poteva in alcun modo essere posseduta con l'affannosa preoccupazione delle cose temporali. Inculcava con frequente raccomandazione alle sue sorelle, che la comunità allora sarà accetta a Dio quando sarà stata ricca di povertà. Allora resterà per sempre stabile, se sarà stata sempre fortificata della torre dell'altissima povertà. Le esortava a conformarsi, nel piccolo nido della povertà, a Cristo povero, che la sua madre poverella reclinò pargolo nell’angusto presepio. Di questo speciale memoriale, infatti, come di un monile d’oro suggellava il petto perché la polvere del mondo non le penetrasse dentro. Volendo poi legittimare la sua religione con il titolo della povertà ne richiese il privilegio a Innocenzo III di buona memoria. Questo magnifico uomo, rallegrandosi per tale fervore della vergine, dichiarò che era un proposito singolare, dato che mai era stato richiesto alla Sede Apostolica un tale privilegio. Ma perché all’insolita richiesta arridesse un insolito assenso, il Pontefice stesso sorridendo volle stendere di sua mano la minuta del privilegio richiesto. Il signor papa Gregorio, di felice memoria, uomo degnissimo di quella Sede, e venerando per meriti, amava questa santa assai fortemente di affetto paterno. Avendo cercato di persuaderla che in vista degli eventi del tempo e dei pericoli dei secoli futuri, volesse permettersi qualche possedimento che lui stesso volentieri le offriva, con animo risoluto vi si rifiutò e non vi si volle mai piegare.

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.

 

QUARTO GIORNO - 5 AGOSTO

SANTITÀ NELL’AMORE FRATERNO

 L.: Dalla Leggenda di Santa Chiara (FF 3233 – 3234)

Questa venerabile abbadessa però non ama solo le anime delle sue figlie, ma con meraviglioso impegno di carità provvede anche ai loro fragili corpi. Infatti spesso, nel freddo della notte, con la propria mano copre quelle che dormono e, quando le vede incapaci di osservare il rigore comune, vuole che si accontentino di un regime più temperato.

Se la tentazione turbava qualcuna, se la mestizia invadeva qualche altra, come suole accadere, chiamatale in disparte la consolava fino a lacrimarne. A volte si prostra ai piedi delle afflitte, per alleviare con carezze materne la violenza del dolore. Di questa attenzione le figlie non ingrate la ricambiano con singolare affetto. Colgono infatti il tratto di amore nella madre, venerano nella maestra l’ufficio del presiedere. Seguono nella pedagogia il comportamento retto e ammirano nella sposa di Dio la prerogativa di ogni santità.

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.

 

 QUINTO GIORNO - 6 AGOSTO

SANTITÀ NEI PICCOLI GESTI

L.: Dalla Leggenda di Santa Chiara (FF 3179 –3182)

Chiara, prima pietra e nobile fondamento del suo Ordine, fin da principio volle poggiare l’edificio di tutte le virtù sul fondamento della santa umiltà: così promise santa obbedienza al beato Francesco, e mai deviò da questa promessa. Passato un triennio dalla sua conversione, rinunciando al nome e all’ufficio di abbadessa, volle umilmente sottostare, piuttosto che presiedere, preferiva servire tra le ancelle di Cristo piuttosto che essere servita. Ma per l’insistenza dal beato Francesco, finalmente accettò il governo delle “signore”; dal che nel cuore le nasce il timore, non l’orgoglio; le aumenta così non l’indipendenza, ma lo spirito di servizio. Infatti quanto più in alto si vedeva per una certa parvenza di superiorità, tanto più nella propria stima si sentiva spregevole, più disposta all’ossequio, più dimessa nel comportamento. Non rifiutò mai alcun incarico di servizio, tanto che abitualmente versava l'acqua sulle mani delle sorelle, serviva quelle che rimanevano a sedere, e a tavola quelle che stavano mangiando. Tanto di malavoglia comandava qualche cosa che poteva eseguire lei stessa, preferendo fare da sé piuttosto che comandare alle sorelle. Lavava lei i sedili delle inferme, li puliva con quel suo nobile animo, senza rifuggire la sporcizia né temere il cattivo odore. Più spesso lavava i piedi alle sorelle “servienti” che tornavano da fuori, e dopo averglieli lavati li baciava. Una volta stava lavando i piedi di una “sorella serviente” tornata da fuori, mentre si curvava per baciarglieli, quella per impedire un atto di così grande umiltà, ritrasse il piede, ma percosse nella bocca la sua signora. Lei riafferra amorevolmente il piede della serviente e imprime un forte bacio sotto la pianta stessa.

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.

  

SESTO GIORNO - 7 AGOSTO

SANTITÀ È VIVERE IN UNIONE CON CRISTO

 L.: Dalla Leggenda di Santa Chiara (FF 3217)

Un tempo cadeva il giorno della santissima Cena, nella quale il Signore amò i suoi fino alla fine. Verso sera, avvicinandosi l'angoscia del Signore, Chiara, triste e mesta, si chiuse nel segreto della cella. Unendosi in preghiera al Signore che pregava, la sua anima triste fino alla morte è imbevuta della commozione della sua angosciosa tristezza ed essendosi la memoria compenetrata a poco a poco della cattura e di tutti gli scherni, si riversò sul letto. Quella notte pertanto e il giorno seguente rimane così assorta fuori di sé, al punto che senza batter gli occhi, fissa sempre verso un punto, sembrava crocifissa con Cristo e assolutamente insensibile. Più volte tornò da lei una figlia che le era particolarmente familiare, se per caso avesse bisogno di qualche cosa, ma la trovò sempre nella medesima posizione. Venuta la notte del sabato, la figlia, accese la candela, con rispetto richiama alla memoria della madre – con un gesto non con la parola - il precetto di san Francesco. Il Santo infatti le aveva ordinato di non passare giorno senza mangiare. Alla sua presenza Chiara, come se tornasse da lontano, proferì questa frase: «Che necessità v’è di candela? Non è forse giorno?». «Madre – disse quella – la notte è passata, è passato un giorno ed è tornata un'altra notte». E Chiara: «Sia benedetto questo sonno, figlia carissima; l’ho aspettato da tempo, finalmente mi è stato concesso. Ma guarda di non riferire ad alcuno questo sonno, finché sarò in vita».

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.

 

SETTIMO GIORNO - 8 AGOSTO

SANTITÀ NELL’ORAZIONE

L.: Dalla Leggenda di Santa Chiara (FF 3197.3199)

Dopo compieta per prolungati spazi di tempo prega con le sorelle e mentre in lei scorrono profluvi di lacrime queste vengono eccitate anche nelle altre. Quando poi le altre andavano a ristorare le stanche membra nei duri giacigli, lei restava vigile e ferma in orazione, perché quando il sonno avesse preso le membra delle altre, lei potesse provare furtivamente il soffio del sussurro divino. Spessissimo, prostrata col volto in orazione, bagna la terra di lacrime e la sfiora con baci, da sembrare che tenesse sempre tra le mani il suo Gesù, sui piedi del quale lasciare scorrere quelle lacrime e imprimersi i baci.

Quanto profitto riceve nella fornace della fervente orazione, quanto la divina bontà la riempie di gioia in quel godimento lo provano i consueti indizi. Infatti tornava gioiosa dalla santa orazione, riportava dal fuoco dell'altare del Signore calde parole, che accendevano i petti delle sorelle. Restavano ammirate che dal suo viso emanava una certa dolcezza e il suo volto appariva più splendido del solito.

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.

 

OTTAVO GIORNO - 9 AGOSTO

SANTITÀ NELL’UNIONE SPONSALE

 L.: Dalla Leggenda di Chiara (FF 3199.3209-3210)

Certo, Dio alla sua poverella aveva imbandito una mensa delle sue dolcezze, e la luce vera che nell’orazione aveva riempito la mente, all’esterno si esprimeva visibilmente. Così congiunta in questo mondo labile, congiunta in modo non labile al suo sposo nobile, di continuo si deliziava delle superne realtà. Così nel volgere delle cose, poggiata su stabile virtù, chiudendo in un vaso di terra cotta il tesoro della gloria, con il corpo vive nella bassezza della terra, ma con la mente dimora nei cieli.

Quanto fosse l’affetto della beata Chiara verso il sacramento dell’altare lo dimostra il risultato. Quando stava per ricevere il corpo del Signore si scioglieva in rivi di calde lacrime, e accostandovisi con tremore, temeva colui che era nascosto nel sacramento, non meno di colui che regge il cielo e la terra.

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.

 

NONO GIORNO - 10 AGOSTO

NON AVER PAURA DELLA SANTITÀ

 L.: Dalla Bolla di canonizzazione di Santa Chiara (cfr FF 3281 – 3284)

Chiara, luminosa per chiari meriti, risplende in cielo per chiarità di gloria e in terra rifulge dello splendore di miracoli sublimi. O Chiara, dotata di tali e tante prerogative di chiarezza! Sei stata, invero, chiara prima della tua conversione, più chiara nel tuo cambiamento di vita, luminosa nella tua vita claustrale, splendente infine di luce vivissima dopo il corso della presente esistenza! Da Chiara spuntò per il mondo un chiaro specchio di esempio; nel gaudio del cielo ella porge il fragrante giglio della verginità, e in terra si sperimenta in modo evidente il soccorso della sua protezione.

O meravigliosa e beata chiarezza di Chiara! Quanto maggiore è l'amore e la cura con cui si indaga questa luminosità nei singoli fatti particolari, tanto più luminosa la si riscontra in ciascuno!

Ella veramente rifulse mentre viveva nel mondo, ma più vivida risplendette nella vita religiosa; brillò come raggio nella sua casa paterna, ma nel chiostro irradiò come un sole. Scintillò in vita, ma dopo la morte splende radiosa; fu chiara in terra, ma in cielo rifulge di immenso chiarore.

Quanto è vivida la potenza di questa luce e quanto forte è il chiarore di questa fonte luminosa!

Invero, questa luce si teneva chiusa nel nascondimento della vita claustrale, e fuori irradiava bagliori luminosi; si raccoglieva in un angusto monastero, e fuori si spandeva quanto è vasto il mondo.

Si custodiva dentro: e si diffondeva fuori.

Chiara, infatti, si nascondeva: ma la sua vita era rivelata a tutti.

Chiara taceva: ma la sua fama gridava.

Si tene nascosta nella sua cella: eppure nelle città lei era conosciuta.

 

  1. Salve sposa di Dio, vergine sacra, pianticella dei Minori.

Sei vaso di purezza, guida e modello delle sorelle.

Con le tue preghiere, o Chiara, guidaci al Regno dei cieli.